1. Oklahoma City Thunder
Scelte: 25° primo giro°, 23° secondo giro (53° assoluta),
La situazione a roster: Dopo lo scambio Westbrook-CP3 e il passaggio di George ai Clippers tutti pensavano che i Thunder avrebbero scambiato i “contratti pesanti” per accumulare giovani, scelte e sconfitte. Sam Presti e Billy Donovan non l’hanno pensata così provando a costruire una squadra da playoffs. Il quintetto con le tre guardie (Paul, Shai e Schroder) ha funzionato e sicuramente è servito per la crescita del giovane talento ex Clippers. L’uscita in gara 7 del primo turno dei playoffs di quest’anno, però, sembra l’inizio di una ricostruzione radicale (e questa volta sembra impossibile fare altrimenti). La squadra di Oklahoma sta cercando una trade per CP3, si parla di Knicks, Heat, Mavs e Bucks tra le più interessate. Anche Steven Adams è molto richiesto, soprattutto dalle contender che non hanno un centro di peso come Celtics o Raptors (con Gasol in uscita). Il giocatore da cui ripartire è senza dubbio Shai Gilgeous-Alexander. Il canadese ha mostrato di poter crescere ancora tanto, di avere un QI cestistico molto alto e ora vedremo se sarà capace di essere la prima punta di una franchigia NBA. Gli altri giovani da tenere d’occhio sono Darius Bazley e Luguentz Dort, il 22enne Terrence Ferguson e l’ex vincitore della Gara delle schiacciate del 2019 Hamidou Diallo. A chiudere il roster ci sono il veterano Mike Muscala e due giocatori di sistema come Abdel Nader e Deonte Burton (entrambi con una team option nel contratto)
Tra i free agent spicca il nome di Danilo Gallinari. L’azzurro ha già dichiarato di voler firmare per una contender anche a costo di diminuire il pesante l’ingaggio, pur di poter tentare l’assalto a quell’anello mai neanche sfiorato. Oltre all’ex Nuggets in scadenza anche Andre Roberson, ancora non riuscito a tornare in forma dal bruttissimo infortunio (e sembra difficile che mai ci riuscirà) e Nerlens Noel che potrebbe anche trovare il rinnovo.
Su quali giocatori punteranno? Al primo giro i Thunder potrebbero optare per Leandro Bolmaro. L’ala italo-argentina dal 2018 fa su e giù tra il roster della prima squadra del Barcellona e quello del team B. Il classe 2000 ha già diverse presenze nel massimo campionato spagnolo (ma anche in Eurolega), anche se spesso durate pochi minuti. Bolmaro ha mostrato una buona visione di gioco e conoscenza del basket e negli ultimi due anni ha fatto vedere discrete capacità di creare dal palleggio e di playmaking secondario. Ai Thunder l’ex Barcellona potrebbe tornare comodo vista la presenza di tante ali atletiche ed esplosive (come Diallo, Ferguson, Dort), ma con minor QI cestistico. Le alternative che Sam Presti potrebbe prendere in considerazione sono Jaden McDaniels (in uscita da Washington) o Desmond Bane (in uscita da TCU).
Per la 23esima chiamata del secondo giro OKC potrebbe pensare a un lungo come Mamadou Diakite (in uscita da Virginia) o Nick Richards (in uscita da Kentucky). Ma io azzarderei e prenderei Ty-Shon Alexander. La stella ex Creighton è una guardia junior che dopo tre anni di college ha deciso che era il momento del grande salto. Scorer puro, buon rimbalzista (per la stazza), abile tiratore e discreto difensore, lo vedo molto bene come complemento di Shai. Le sue statistiche nell’ultimo anno di università dicono 16.9 punti, 5 rimbalzi, 2.3 assist, tirando con il 39.9% da 3.
2. Phoenix Suns
Scelte: 10 ° primo giro
La situazione a roster: I Suns, dopo un 8-0 con cui hanno chiuso l’esperienza nella bolla, non hanno voglia di tornare alle brutte abitudini, ma pensano a mettere su una squadra finalmente competitiva per un posto ai playoffs. Il giocatore al centro del progetto è Devin Booker. Gli altri punti chiave sono la prima scelta del 2018 Deandre Ayton, la point guard spagnola Ricky Rubio e l’ex Wizards Kelly Oubre (anche se le tante voci di mercato attorno a lui potrebbero portare i Suns a sacrificarlo). Il resto del roster vede i tanti giovani Mikal Bridges, Cameron Johnson, Ty Jerome, Elie Okobo e Jalen Lecque. Mentre ancora in dubbio i veterani Frank Kaminsky, Cameron Payne e il lungo Cheick Diallo.
In scadenza, invece, due pezzi pregiati come Dario Saric e Aron Baynes. Il croato (RFA) potrebbe trovare facilmente un accordo con i Suns che hanno un disperato bisogno di un giocatore come lui. Per Baynes, invece, più probabile una firma con una contender (c’è chi vede bene un ritorno ai Celtics). Infine potrebbe trovare un’altra chance Jevon Carter, anche lui in scadenza, ma che ai Suns ha fatto bene.

Su quali giocatori punteranno? Finalmente si entra nella top 10 della nostra guida e i Suns, proprio con la chiamata numero 10, potrebbe pensare a un giocatore come Patrick Williams. Il freshman di Florida State ha vissuto una stagione al college partita non benissimo, ma chiusa in netta crescita (come le sue quotazioni al draft). Williams non è un lungo dalle grandi statistiche, ma ha mostrato talento e abilità atletiche/fisiche che pochi giocatori nel draft possono anche solo sfiorare. Williams è ancora un grezzo tecnicamente, ma potrebbe diventare un leader difensivo e nell’altra metà campo non se la cava per niente male. Vicino a Ayton potrebbe erigere una muraglia impenetrabile davanti al canestro e la sua capacità di spaziarsi sul perimetro non intaserebbe l’area in attacco. Le altre opzioni potrebbero essere un altro lungo come Onyeka Okongwu (USC), ma che mal si accoppierebbe con Ayton, oppure pensare a un’ala fisica e difensiva come Isaac Okoro (Auburn).
3. Washington Wizards
Scelte: 9° primo giro, 7° secondo giro (37° assoluta)
La situazione a roster: Con il rinnovo per Beal la franchigia conferma che anche questa stagione l’obiettivo sarà puntare a un piazzamento playoffs. Finalmente, dopo quasi due anni di assenza, gli Wizards ritrovano John Wall. La guardia ex All-Star non avrà più quell’esplosività che lo ha sempre caratterizzato, ma visto che il suo contratto occupa ben 41 milioni di dollari (praticamente non scambiabile), almeno averlo in campo leverebbe un poco di responsabilità al povero Beal. La terza stella potrebbe/dovrebbe arrivare dal draft, ma per ora questo ruolo spetta all’ex Gonzaga Rui Hachimura. Il giapponese (ottava scelta lo scorso anno) ha disputato una stagione un po’ inferiore alle aspettative, ma si è comunque guadagnato un posto nel secondo team All-Rookie. Altro giocatore in crescita è il giovane centro Thomas Bryant, ancora molto grezzo ma con margini di miglioramento. Il resto del roster vede il veterano Ish Smith e un gruppo infinito di giovani (tra cui qualcuno verrà obbligatoriamente scambiato). Si va dalle guardie Isaac Bonga e Jerome Robinson, alle ali Troy Brown Jr. e Admiral Schofield e si chiude con i lunghi Moritz Wagner e Anzejs Pasecniks.
Tra i tanti free agent importante, ma difficile, sarebbe riuscire a rinnovare Davis Bertans. Il lettone è molto richiesto e punta a firmare il contratto della vita dopo l’ultima eccezionale stagione. Un veterano come Ian Mahinmi potrebbe trovare un nuovo contratto NBA, più facile che qualcuno tra i giovani (come Johnathan Williams, Garrison Matthews e Gary Payton II) trovi una chance da 13esimo uomo da qualche parte. Chi invece non dovrebbe avere un problema a strappare un contratto è Shabazz Napier.
Su quali giocatori punteranno? Con la prima scelta a loro disposizione, la nona assoluta, gli Wizards dovrebbero chiamare Onyeka Okongwu. L’ex USC è sicuramente il giocatore adatto, per abilità e stile di gioco, da mettere vicino a Beal e Wall. Gran bloccante e abile a chiudere alley-oop al ferro, praticamente un Thomas Bryant che difende, ma che non ha tiro dalla distanza. Okongwu potrebbe giocare anche in contemporanea con l’ex Lakers spostato da 4, visto che Bryant può giocare in maniera perimetrale. I numeri nella stagione da freshman dicono 16.2 punti, 8.6 rimbalzi, 2.7 stoppate e 1.2 rubate (tirando con il 61.6% dal campo e il 72% ai liberi). Le alternative tra i lunghi sono il sopracitato Patrick Williams o addirittura il jolly Precious Achiuwa (un poco alta come chiamata, ma interessante come scelta). Se invece volessero virare su un’ala, possibile interesse per Isaac Okoro.
Con la numero 43 Washington proverà a aggiungere un’ala (soprattutto se con la prima chiamata arriverà un lungo). A quell’altezza libero si dovrebbe trovare un prospetto assai interessante come Tyler Bey. Il giocatore in uscita da Colorado (da con confondere con l’altro Bey, Saddiq) è un 3 che ha la stazza per giocare anche da 4. Dopo un primo anno di assestamento, Bey è stato la stella dei Buffaloes viaggiando a una media di 13.8 punti, 9 rimbalzi, 1.2 stoppate e 1.7 rubate e il 53% dal campo nell’ultima stagione. Migliorato esponenzialmente al tiro dalla lunga distanza (e ancora può crescere sotto questo fondamentale), Bey è passato dal non realizzare neanche una tripla su sei tentativi al primo anno, al 5 su 22 della stagione da sophomore, al 13-31 dell’ultima annata. Le altre opzioni sono sperare che Elijah Hughes (in uscita da Syracuse) sia ancora disponibile, oppure pensare a una point guard come backup di Wall e virare su Payton Pritchard (in uscita da Baylor).
4. New York Knicks
Scelte: 8° primo giro, 27° primo giro, 8° secondo giro (38° assoluta)
La situazione a roster: Cercare di capire i Knicks e le loro scelte degli ultimi anni è come provare a risolvere un rebus senza soluzione (e i rumors sulla prossima free agency ne sono la conferma). Quindi ci limiteremo a presentarvi la situazione del loro roster. Tanti giovani e giocatori di indiscusso talento come R.J. Barrett e Mitchell Robinson, alcuni di cui ancora non conosciamo il potenziale come Ignas Brazdeikis e Theo Pinson (che ha una team option) e altri che per ora hanno deluso le aspettative come Frank Ntikilina, Kevin Knox e Dennis Smith Jr. (che dopo un primo anno ottimo a Dallas si è perso nel caos di New York). Tra i giocatori con mercato sicuramente ci sono i due lunghi ben pagati: Julius Randle (21 milioni di dollari per lui) e Bobby Portis (che ha una team option nel contratto da 15 milioni). A chiudere il roster una serie di veterani più o meno utili come Taj Gibson, Wayne Ellington, Reggie Bullock e l’ex point guard dei Magic Elfrid Payton. Tra i giocatori in scadenza veramente nulla, giusto citare il nome di Damyean Dotson.
Su quali giocatori punteranno? Se come detto capire i Knicks in offseason è complesso, farlo al draft diventa un vero e proprio salto nel vuoto. Il roster della squadra di New York è carente soprattutto nel ruolo di ala piccola (Knox ha deluso fin qui), quindi perché non provare a prendere Isaac Okoro? Auburn sforna ormai da un paio di anni talenti da primo giro (Okeke dobbiamo ancora vederlo, ma le aspettative solo alte), ma Okoro sembra quello che più possa incidere in NBA. Anche per Okoro (come per Patrick Williams) non sono i numeri le cose da guardare, ma l’impatto che il freshman ex Tigers ha sulla partita. Isaac è un giocatore capace di farti fare il salto di qualità su entrambi lati del campo. In attacco è giocatore concreto e non un solista (un giocatore di squadra ai Knicks serve come il pane), mentre la sua fisicità e atletismo gli permettono di cambiare in difesa su giocatori sia più piccoli, che più grandi lui. Le alternative sono puntare su una point guard come l’ex Ulm Killian Hayes (altro ruolo poco e male coperto) o su Devin Vassell.
Con la seconda scelta al primo round (la numero 27 assoluta) i Knicks dovrebbero puntare a una point guard. A quel punto del draft rischia di rimanere libero un giocatore che New York non può certo passare: Nico Mannion. L’azzurro avrebbe bisogno di essere scelto da una squadra di sistema, che sappia coprire le sue pecche difensive e che lo sappia esaltare in attacco (avevo fatto l’esempio dei Celtics). I Knicks, per definizione, sono proprio all’opposto una squadra disorganizzata, molto individualista dove le lacune dei giochi vengono spesso ampliate. Però, per coach Tom Thibodeau avere una point guard con alto QI cestistico può aiutare a facilitare e rendere più fluido l’attacco. In più, la visione di passaggio di Mannion e una maggiore dedizione al gioco per gli altri, potrebbero far bene a giocatori come Barrett o Knox (che faticano a costruirsi tiri da soli). Anche i tanti lunghi presenti a roster gioverebbero dei tanti alley-oop che porterebbe l’azzurro. Da freshman Mannion ha chiuso la stagione con 14 punti e 5.3 assist. Le alternative sono Malachi Flynn (in uscita da San Diego State) e Cassius Wiston (in uscita da Michigan State). Entrambi point guard con buona abilità di passaggio, ma molto più scorer puri e meno altruisti.
Con la chiamata al secondo giro la squadra della Grande Mela si potrebbe buttare su una guardia sparatutto (giusto per non dimenticarci del singolo) come Isaiah Joe. Il ragazzo ex Arkansas University è un giocatore con una personalità eccentrica dentro e fuori dal campo, perfetto per i Knicks. Joe potrebbe trasformarsi nel prototipo di giocatore che esce dalla panchina e ammazza la gara a suon di triple e giocate da giocolieri. Isaac Joe ha una discreta propensione per il rimbalzo e la stoppata (per le sue dimensioni fisiche). Nonostante i tanti infortunio nel suo anno da sophomore che lo hanno limitato a 26 gare, ha chiuso con un’ottima media di 16.9 punti, 4.1 rimbalzi e 1.4 rubate, tirando con il 34.2% da 3 (ma con addirittura 10.6 tentativi a partita), il 36.7% dal campo (con 13.8 conclusioni) e l’89% ai liberi. Altre opzioni possono essere Cassius Stanley (Duke) o Tyrell Terry (Stanford).
5. Detroit Pistons
Scelte: 7° primo giro
La situazione a roster: I Detroit Pistons sono in una fase intermedia. Vogliono puntare ai playoffs, ma non hanno gli elementi sufficienti per farlo. Il primo problema è Blake Griffin. il 31enne ex Clippers è purtroppo più tempo infortunato che disponibile e il suo contrattone da 37 milioni di dollari è un peso non da poco. Il secondo è che Derrick Rose, a differenza di Griffin, sembra essersi ripreso dai suoi problemi fisici, ma l’ex Bulls non ha più l’esplosività e l’età di quando vinse l’MVP. Probabilmente non può essere di più che un sesto uomo di lusso. Il terzo è che Tony Snell, un discreto role player, ha una player option da 12 milioni. Le notizie buone sono la tanto aspettata maturazione di Luke Kennard e Bruce Brown ma questi ultimi due da soli non possono bastare per agguantare la post-season. A chiudere il roster tre giovani, ancora molto grezzi, ma con potenziale come Sekou Doumbouya, Sviatoslav Mykhailiuk e Khyri Thomas.
Per la free agency il nome più discusso è senza dubbio quello di Christian Wood. Il 25enne californiano ha approfittato dalle cessione di Drummond per prendersi la scena e (molto probabilmente) andare a chiedere un contratto che a inizio anno non poteva neanche immaginare. Altro giocatore che viene da una stagione a sorpresa e potrebbe essere riconfermato è Jordan McRae, mentre scadono i contratto di Brandon Knight e John Henson (arrivati dai Cavs), i quali dovranno trovare fortuna altrove. Anche per Langston Galloway l’avventura ai Pistons sembra al capolinea. Infine è lotta a due per la riconferma tra Thon Maker (cento 23enne scelto al draft 2016 e mai esploso) e il coetaneo Justin Patton (tartassato dagli infortuni e quasi mai visto sul parquet).
Su quali giocatori punteranno? Una sola pick, ma i Pistons non ne vogliono altre perché hanno le idee chiare. Serve una point guard per chiudere il quintetto. Si parla di un tentativo di trade up in top 3 per arrivare a LaMelo Ball, ma io onestamente resterei alla 7 e prenderei Killian Hayes. Meno quotato del minore dei tre fratelli Ball, ma l’ex Ulm ha esperienza in campo internazionale (ha giocato da protagonista la scorsa Eurocup). Tutti lo danno dietro a Ball e Haliburton, ma Hayes ha un potenziale superiore. Probabilmente è più acerbo degli altri due e potrebbe subire il viaggio dall’Europa all’America (nonostante sia americano di nazionalità è cestisticamente cresciuto nel vecchio continente). Il nativo della Florida ha mostrato di avere un alto Qi cestistico, eccelsa visione di gioco (in Europa la situazione sotto canestro è più affollata che in NBA e gli assist più difficili) oltre che maggiore tigna difensiva degli altri due. L’anno scorso, sommando le tre competizioni in cui ha giocato (Eurocup, Bundesliga e German Cup), ha tenuto una media di 11.6 punti, 2.8 rimbalzi, 5.4 assist e 1.5 rubate, con il 48.2% dal campo e l’87.6% ai liberi. C’è assolutamente da lavorare sul tiro da tre, molto altalenante.

