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Focus Oklahoma City Thunder: c’era una volta la ricostruzione…

di Andrea Esposito

Nel giro di pochi giorni perdere Paul George e Russell Westbrook è una mazzata difficile da smaltire. Due campioni, che vincono le partite e vendono biglietti da un momento all’altro ti salutano. Di punto in bianco ti trovi a dover ricostruire sia una credibilità tecnica che affettiva nei confronti dei tifosi. Ma…

Per chi se ne va, c’è anche chi arriva: Chris Paul, Danilo Gallinari, Shai Gilgeous-Alexander su tutti.

Ma come hanno fatto questi nuovi Oklahoma City Thunder a trasformarsi da squadra in pieno rebuilding ad autentica mina vagante ad Ovest? Vediamolo insieme in questo focus.

Focus Oklahoma City Thunder: Chris Paul è un vero leader

CP3 a Houston ha sfiorato la magia, la sliding-door di quell’infortunio in quella finale di conference contro la macchina perfetta targata Warriors forse lo ricorderà per sempre, ma da li in poi in Texas si è rotto qualcosa. Nonostante svariati tentativi di coach D’Antoni di costruire una probabile coesione tra Paul e James Harden tra i due qualcosa non funzionava irrimediabilmente. CP3 una volta approdato nell’Oklahoma, stando agli addetti ai lavori, doveva restarci per poco. Sembrava essere solo di passaggio, oppure vestire i panni del separato in casa sino a nuova sistemazione (chiedere ad Andre Iguodala per maggiori dettagli).

Invece Chris Paul è diverso: lui si rimbocca le maniche ed inizia a lavorare sodo.

Focus Oklahoma City Thunder: Chris Paul sfrutta i pick and roll per crearsi conclusioni comode.

In questi mesi la crescita di punti segnati e percentuale di realizzazione ha dell’incredibile: siamo partiti dai 14.8 punti e il 43.4% dal campo di ottobre per arrivare ai 21.7 ed un clamoroso 57.3% di febbraio. In mezzo una crescita costante che è li a testimoniare che nonostante i 35 anni CP3 è sempre li pronto a fare la cosa giusta per aiutare la squadra.

Come fa un vero leader.

Questo è il Danilo Gallinari più forte mai visto

Danilo Gallinari è un altro esempio di giocatore che quest’anno sembrava dover vestire la casacca dei Thunder solo per poco tempo, salvo poi convincere e venir convinto dalla bontà di questo roster tanto da aprire ad un eventuale re-sign in un intervista dello scorso febbraio.

Il ruolo di stretch four è forse il più prezioso e ricercato nella NBA del 2020, e Danilo Gallinari possiede tutte le skills per essere tra i migliori in questo ruolo della lega. I numeri parlano chiaro, quest’anno il Gallo ha le migliori stats dal suo ingresso nella lega: 19.2 punti a partita con 5.5 rimbalzi e 2.1 assist in 55 partite giocate tutte da titolare,  tirando con tutte le percentuali migliorate (44% da due; 41% da tre; 88.6% ai liberi).

Focus Oklahoma City Thunder: le spaziature del team allenato da Donovan sono ben pulite grazie all’abilità del Gallo di aprire il campo.

Non crediamo si tratti di un caso, ma questa è forse la prima stagione dove abbiamo visto un Gallinari integro fisicamente e finalmente non attanagliato dalla sfiga.

Shai non lascia, bensì raddoppia

Il canadese classe 1998 dopo un anno da rookie sorprendentemente continuo e molto positivo si sta confermando sotto la guida di coach Billy Donovan e i consigli di Chris Paul. La continuità che gli sta affidando il coach è testimoniata dalla presenza ormai fissa in quintetto e i 35 minuti abbondanti sul parquet. Giocare sentendo la fiducia dello staff tecnico, per di puù al fianco di un play del calibro di CP3 aiuta non poco: Shai prende quasi il doppio dei tiri rispetto all’anno scorso, è passato dai 8.7  in maglia Clippers ai quasi 15 coi Thunder con la percentuale pressoché intatta (47.6% l’anno scorso e 47.3 % quest’anno).

Shai è stato preteso da Sam Presti in estate durante la trattativa che ha portato George ai Clippers. Il GM dei Thunder ammaliato dall’intelligenza e dalla capacità di adattamento del canadese sperava in un florido futuro, ma ora è d’innanzi anche ad un ottimo presente.

Focus Oklahoma City Thunder: Shai si è dimostrato finora abile nel fare breccia nell’area avversaria.

Il prodotto di Kentucky forse ha fatto davvero bingo: crescere e giocare tanto per un coach che ha scelto di puntare su di te e dividere il campo con un veterano e leader come CP3 è davvero una bella scuola.

Focus Oklahoma City Thunder: il coraggio di coach Donovan è stato premiato

Il quintetto dei Thunder che vede in campo i tre piccoli affiancati da Danilo Gallinari e da Steven Adams è di gran lunga quello con il miglior rendimento per i Thunder e tra i migliori di tutta la lega sia offensivamente che difensivamente. In un primo momento si credeva potesse essere usato solo in situazioni estreme o per pochi minuti, ma coach Billy Donovan ha ben fatto ad insistere su questa soluzione.

L’assetto tattico con Chris Paul, Dennis Schröder, Shai Gilgeous-Alexander contemporaneamente in campo insieme al Gallo e Steven Adams assicura transizioni veloci, trattamento di palla, tiro da fuori, rimbalzi. Non male insomma. Lo scorso mese di gennaio questo quintetto si è rivelato il migliore di tutta la NBA (sempre con un minimo di 100 minuti): OKC produceva 127.9 punti per 100 possessi; difensivamente, nello stesso arco temporale, si scende un po ma stiamo parlando comunque di 96.5 punti concessi per 100 possessi, sesto miglior dato di tutta la lega.

Billy Donovan.

A tutti gli scenari che abbiamo analizzato vanno poi aggiunti profili come Steven Adams e Nerlens Noel che sotto canestro difendono, stoppano, aiutano e intimidiscono come pochi, Dennis Schroder può essere la chiave che abbiamo visto funzionare benissimo nel quintetto con i tre piccoletti. Sam Presti, coach Billy Donovan e tutti i giocatori di questi Thunder ci hanno dimostrato che le previsioni fatte in estate possono essere completamente smentite col duro lavoro.

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dello stesso.

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