Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiKentavious Caldwell-Pope: diventare un fattore (inaspettato)

Kentavious Caldwell-Pope: diventare un fattore (inaspettato)

di Niccolò Marchese
Kentavious Caldwell-Pope

Si può diventare un fattore in una squadra in cui militano LeBron James ed Anthony Davis, avendo la metà del talento dei primi due? Lo si può essere dopo essere stato, nominalmente e non, possibile pedina di scambio per qualsivoglia trade ipotizzata? La risposta può essere solo positiva, se si parla di Kentavious Caldwell-Pope. Un giocatore fin troppo denigrato che, nel contesto più rumoroso dell’intera lega,si sta ritagliando ruolo primario, quasi fondamentale. Dopo anni discreti in quel di Detroit, KCP ha cercato gloria nella sponda giallo-viola di Los Angeles: dopo una prima stagione negativa, dove è stato inghiottito dalla mediocrità generale della squadra, il suo impatto da 3&D sta risultando irrinunciabile per coach Frank Vogel.

Kentavious Caldwell-Pope: un impatto sui due lati del campo

Guai a farsi ingannare dalle cifre: i 9.8 punti a partita risultano il dato più basso dall’anno da rookie. La sua importanza, infatti, va misurata con altro, con i fattori cosiddetti intangibles e dalla sua multi-dimensionalità. Il suo 43.1% dall’arco sta risultando fondamentale per il concetto d’attacco dei Lakers. Con LeBron costantemente palla in mano, pronto a giocare il pick and roll con il lungo di turno (Davis, McGee, Howard), avere un tiratore affidabile pronto a punire le scelte difensive è panacea di ogni male per LA.

Kentavious Caldwell-Pope sa farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa dal Re.

Inoltre, anche difensivamente l’impatto di KCP risulta interessante. In una squadra che comunque primeggia in questo fondamentale, il prodotto di Georgia ha un rating difensivo di 107.9 punti subiti per 100 possessi, un dato non malvagio, probabilmente inferiore rispetto a quello di altri specialisti, ma compensato da una voglia e da una pericolosità offensiva degne di nota.

In più, quello che ha stupito di KCP è la capacità di avere la giusta mentalità, di saper leggere i momenti, calarsi alla perfezione all’interno di un contesto che mai lo vedrà occupare le copertine, considerate le ingombranti presenze di cui sopra. Eppure il ragazzo ha capito, compreso il proprio ruolo in modo silenzioso, esiziale, con la voglia di dare il proprio contributo alla causa, anche perché un anello al dito non si può di certo rifiutare, specie se con questa maglia, difficile da indossare, ma prestigiosa come poche.

Attenzione e aggressività nel coprire le linee di passaggio.

Utilità

Con lui in campo i Lakers hanno un plus-minus di +3, sinonimo di utilità evidente, mai sopra le righe, ma sempre tangibile. Non si parla di uno capace di mettere trenta punti a sera o di prendersi venti tiri a notte, ma di certo KCP è uno dei tanti elementi in maglia giallo-viola che, in una stagione in cui serviva il riscatto, sta trovando la redenzione che cercava Come lui anche Howard, McGee e Bradley, con la capacità di sopperire anche alle assenze più pesanti ( vedi quella di Davis nelle ultime settimane).

Sia chiaro, Caldwell-Pope non dovrebbe muoversi prima della trade deadline per via della no trade clause presente nel suo contratto. Rimarrà alla corte del Re, con quest’ultimo non è di certo contrariato: al suo fianco può trovarsi uno dei suoi scudieri più efficaci e, per certi versi, fedeli.

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