Boston Celtics contro Cleveland Cavaliers. Sarà questo l’atto conclusivo per quanto riguarda la Eastern Conference e il remake di quella dello scorso anno, nella quale si imposero LeBron James e compagni per 4-1. Le due squadre rispetto alla serie dello scorso anno sono cambiate moltissimo: basti pensare che, fino a soli 12 mesi fa, Kyrie Irving (ora proprio a Boston) faceva parte della franchigia dell’Ohio e che, tra le fila dei Celtics, sono rimasti solo quattro giocatori.
Uno dei duelli che caratterizzerà la serie sarà quello fra Al Horford e Kevin Love, le due ali forti (che all’occorrenza possono giocare da centro) e che si marcheranno molto spesso all’interno delle partite.
KEY FACTORS: NOT YOUR AVERAGE, AL
A causa degli infortuni di Irving e di Gordon Hayward, Al Horford è diventato il leader emotivo e anche tecnico di questi giovani Celtics. Sta viaggiando ad una media di 17 punti, 8.7 rimbalzi e 3.3 assist ma le cose più importanti che sta facendo in questi playoff spesso non finiscono nel tabellino.
Durante questa post season ha già marcato il fenomeno greco Giannis Antetokounmpo, Joel Embiid e Ben Simmons, tre grandissimi atleti giovani ma che si sono trovati di fronte il muro eretto dalla difesa di Boston, guidata sapientemente proprio dal dominicano.
Le doti difensive e tutta l’esperienza del centro ex Atlanta Hawks si vedono anche contro giocatori più alti.
L’apporto difensivo del prodotto di Florida Gators è uno dei motivi per i quali due anni fa è stato firmato al massimo salariale, scatenando non poche critiche che sono state zittite alla luce dei due playoff disputati in maglia Celtics.
La palla rubata che ha praticamente deciso la serie contro i Sixers è opera di Big Al.
Horford, essendo il più esperto del roster a disposizione di coach Brad Stevens, si sta prendendo molte più responsabilità e tiri dal campo del previsto (soprattutto nel pitturato e in situazioni di post) ma il suo contributo è fondamentale anche fuori dal campo: l’ala sta facendo da chioccia per i giocatori giovani come Terry Rozier, Jayson Tatum e Jaylen Brown.
ESSERE IN RITMO FIN DA SUBITO
Uno dei giocatori da tenere d’occhio per quanto riguarda i Cavs è sicuramente Kevin Love. Una regular season costellata da alti e bassi per l’ex Minnesota Timberwolves cosi come l’inizio di questi playoff.
Nella serie di primo turno contro gli Indiana Pacers, infatti, ha faticato molto come tutti i suoi compagni che non si chiamino LeBron James. Nel momento più importante della stagione, nella gara 7 contro Victor Oladipo e compagni, ha risposto presente continuando a prendere i suoi tiri e mettendo a referto 14 punti, alcuni dei quali con James in panchina.
La sua abilità di aprire il campo e segnare da fuori dall’arco è una delle chiavi di questa serie.
Nella serie di semifinale contro i Toronto Raptors si è rivisto invece il miglior Love, avendo chiuso la serie a 20.7 punti di media con una prestazione addirittura da 31 punti in gara 2. Proprio quando LeBron sarà in panchina a riposare, il prodotto di UCLA dovrà guidare la propria squadra nella metà campo offensiva, con soluzioni dal post basso dove può sfruttare la sua maggiore altezza sugli esterni dei Celtics che magari proveranno cambiare su tutti i blocchi.
Entrare in ritmo fin da subito è fondamentale per tutti i tiratori di Cleveland per togliere un po di pressione dalle spalle di James. Nella serie contro i Raptors si sono visti dei miglioramenti da questo punto di vista considerato che le percentuali dall’arco sono state molto positive.
La serie finale di Conference sta per cominciare e il duello fra Al Horford e Kevin Love è pronto ad infiammare queste importantissime gare.

