Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiManuale Washington Wizards 2018/2019: alzare ed abbattere il Muro

Manuale Washington Wizards 2018/2019: alzare ed abbattere il Muro

di Andrea Ranieri
Washington Wizards

Il Muro è questione complessa e delicata per i Washington Wizards, aldilà della traduzione del cognome del leader del team. Un Muro andrà abbattuto: quello che puntualmente ferma la corsa dei Maghi a inizio post-season e che li condanna a eterne promesse incompiute. Un Muro andrà alzato: quello difensivo di una squadra atletica come mai negli ultimi anni, che dalla qualità lavoro in fase di non possesso determinerà le proprie fortune. Entriamo nel dettaglio. ecco il Manuale Washington Wizards 2018/2019.

MANUALE WASHINGTON WIZARDS 201872019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 43-39, ottavi nella Eastern Conference
  • Piazzamento finale:  primo turno dei playoff (sconfitta per 4-2 vs Toronto Raptors)
  • Offensive rating: 106.9
  • Defensive rating: 106.3
  • Team Leaders: Bradley Beal (22.6 PTS), Marcin Gortat (7.6 REB), John Wall (9.7 AST)

MANUALE WASHINGTON WIZARDS: I MOVIMENTI ESTIVI

Manuale Washington Wizards: può essere Howard un'aggiunta importante?

Può essere Howard un’aggiunta importante?

Il mercato dei Wizards ha visto tre colpi in entrata e uno in uscita, nel mero intento di andare a ritoccare la squadra in quegli aspetti che potevano sembrare, o meglio, erano punti deboli. Il primo obiettivo era il rinforzo della panchina e in quest’ottica si collocano gli arrivi di Jeff Green e di Austin Rivers. Il primo era free agent e ha scelto la squadra di coach Brooks per avere un ruolo importante come cambio. La sua stagione da 10 punti di media con i Cavaliers dimostra quanto ancora possa sfruttare il proprio talento con minutaggio limitato. Rivers, arrivato in cambio di Gortat, è quel playmaker di riserva che mancava disperatamente a Washington. Pur molto diverso da Wall, sarà fondamentale per dargli importanti minuti di riposo. Una volta scambiato Gortat, era necessario trovare un nuovo centro: ecco l’arrivo di Dwight Howard. Dopo la buona stagione a Charlotte (16 punti e oltre 12 rimbalzi a partita), la sua firma può portare giovamento, anche in ragione del fatto che ha dimostrato di trovarsi bene con Kemba Walker, pointguard del tipo Wall.

MANUALE WASHINGTON WIZARDS 201872019: L’ANALISI

Il verbo sarà difendere. Questo è sicuramente il dettato di coach Scott Brooks e del suo staff e anche il messaggio che dovrà passare e stabilirsi nella mente dei giocatori. Tra i giocatori in rotazione, infatti, i Washington Wizards non hanno difensori scadenti e possono sfruttare, anzi, qualche prima punta difensiva. E quando parliamo di “alzare un Muro” intendiamo anche dire che da John Wall dovrà partire la spinta difensiva, proprio da lui che è da considerarsi, con la giusta disposizione mentale, uno dei migliori difensori nel ruolo. Le braccia lunghe di Otto Porter e la mobilità di piedi di Markieff Morris garantiscono un lavoro di livello contro le ali avversarie; mentre l’arrivo di Howard porta in dote maggiore atletismo, più propensione al rimbalzo e un deciso upgrade nella protezione del ferro, anche grazie all’aiuto di Ian Mahinmi dalla panchina. Se l’atteggiamento della squadra e i rapporti nello spogliatoio saranno quelli giusti (si sono visti compiti più semplici), i Maghi possono essere una squadra difensiva di grande spessore

Ma per abbattere il Muro delle aspettative deluse non basterà essere efficienti nella propria metà campo, servirà anche maggiore capacità di trasformazione in fase offensiva. La chiave è assecondare i bisogni tecnici di Wall e dei tiratori, dato che la squadra della capitale è stata ottima al tiro da tre punti nella scorsa stagione (37.5%). Il playmaker col numero 2 ama correre il campo in transizione e, in un basket in cui i tiratori sono sempre più attenzionati dalle difese, attaccare a difesa non schierata è per loro un grande vantaggio. La capacità di Howard e Mahinmi di strappare carambole sotto le plance dovrà permettere a Wall di aggredire il ferro in transizione, per concludere o aprire per i grandi tiratori della squadra, Otto Porter, Markieff Morris e soprattutto Bradley Beal, il quale, con tiri facili a disposizione, potrebbe finalmente scoprire il feeling perduto (anzi, mai trovato) con Wall. Alzando il ritmo con i titolari, si fa indispensabile il contributo dei cambi, chiamati a mantenere alto il livello difensivo e a giocare in maniera più ragionata, date le propensioni tecniche di Rivers. Se Kelly Oubre, Jeff Green e Jodie Meeks dovranno portare punti dalla panca, Rivers e Mahinmi avranno il compito di creare spazi per loro attraverso il pick and roll, troppo abusato nelle scorse stagioni da un quintetto titolare che doveva risparmiarsi a causa dell’inadeguatezza della second unit

CONCLUSIONE

Una squadra interessante insomma, che avrà bisogno di trovare e cementare equilibri di gruppo non facilmente intuibili. Riuscendoci, tuttavia, i Washington Wizards potrebbero diventare un’autentica mina vagante nell’Est orfano di LeBron James e puntare, magari, anche alle Finali di Conference. E’ tutta una questione di Muri.

 

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