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Marcus Morris: un uomo in più per i Los Angeles Clippers

di Kevin Martorano

Quando la trade deadline 2020 stava quasi per scadere, è arrivato il colpo dei Los Angeles Clippers, i quali si sono aggiudicati le prestazioni di Marcus Morris, ala ex New York Knicks.

Questo è stato sicuramente uno dei colpi più interessanti a stagione in corso di questo mercato NBA, visto che ha portato in quel di Los Angeles, sponda Clippers, un giocatore con esperienza e talento che tanto bene potrà fare al fianco di Kawhi Leonard e Paul George. La trade che ha portato Marcus Morris ai Clippers ha coinvolto anche Moe Harkless, Isaiah Thomas Terrence Mann e Mfionud Kabengele.

Andiamo a vedere perché questo colpo di mercato potrebbe spostare molto gli equilibri della lega e cosa potrà dare Marcus Morris ai Los Angeles Clippers per raggiungere il loro obbiettivo: vincere il titolo NBA.

Marcus Morris ai Clippers: un colpo per l’anello

Il fratello maggiore di Markieff è sicuramente un giocatore con molta esperienza e punti nelle mani, visto che ha un passato importante anche in serie calde di playoffs con i Boston Celtics. Infatti negli anni 2018 e 2019 il giocatore ora in forze ai Clippers disputò degli ottimi playoffs con la maglia dei Celtics, risultando spesso un fattore nelle partite della sua squadra e non giocando praticamente mai sottotono. Nel 2018 per lui le statistiche dissero 12.4 punti di media con 5.4 rimbalzi a partita e tirando dal campo con il 36.8%; l’anno successivo però fu tutta un’altra storia: infatti nella postseason del 2019 per lui furono 13.7 punti, 8.1 rimbalzi e soprattutto ha tirato con il 51.9% dal campo (45.0% da tre punti).

Marcus Morris è un’ala forte (ma può giocare tranquillamente anche da ala piccola) di 203 centimetri per 106 kg, che predilige nettamente la metà campo offensiva, essendo capace di segnare canestri da qualsiasi distanza ed in qualsiasi modo. Infatti Marcus è un giocatore che sa giocare in isolamento creandosi da solo un tiro ad alta percentuale ed un giocatore che allo stesso tempo può giocare in situazioni di catch and shoot, ovvero ricevere da fermo e tirare.

Oltre a ciò, Morris è in grado anche di giocare spalle a canestro tirando in fadeaway o usando bene il piede perno per girarsi e tirare fronte a canestro.

Marcus Morris ha diverse opzioni offensive nel suo arsenale.

Morris sarà inoltre importante nei momenti in cui Kawhi Leonard non sarà in campo, visto che allora in quei momenti avrà comunque un’importanza maggiore per l’attacco della sua squadra e dovrà, come si suol dire, tenere botta per non far subire parziali importanti alla sua squadra.

Inoltre il giocatore ex Knicks e Celtics potrà dare un aiuto anche a rimbalzo, fondamentale del gioco in cui i Clippers avevano probabilmente bisogno di un rinforzo. Sarà da vedere se il giocatore accetterà di fare anche più lavoro sporco rispetto al suo passato in carriera, visto che le potenzialità per essere un buon rimbalzista le ha, ma spesso è mancata la voglia di mettersi a disposizione della squadra e l’attitudine alla cosiddetta lotta sotto canestro.

Infine, da non sottovalutare anche il fatto che prendendo Morris, i Clippers lo hanno tra virgolette tolto alle altre contender, su tutte i Lakers, che erano alla ricerca di un ulteriore realizzatore per aggiungere l’ultimo tassello al proprio roster.

Quali sono i dubbi sull’impatto del giocatore?

Le statistiche stagionali del giocatore sono di 18.6 punti, 5.3 rimbalzi e 1.4 assist di media a partita, fatte registrare però per lo più in un contesto senza troppe ambizioni come quello dei New York Knicks. Infatti nella città della Grande Mela Marcus Morris era senza dubbio il primo riferimento offensivo della squadra ed era abbastanza libero di prendersi la maggior parte delle responsabilità offensive dei suoi, di conseguenza i quasi 19 punti di media sono probabilmente destinati a scendere nella sua permanenza ai Clippers, in quanto sarà probabilmente il quarto violino della squadra, avendo come compagni di squadra giocatori del calibro di Kawhi Leonard, Paul George e Lou Williams, senza anche dimenticare Montrezl Harrell, lungo mobile e dinamico che riceve spesso gli assist dei suoi compagni.

Continuando il paragone tra la parte di stagione che Morris ha disputato ai Knicks e le poche partite (6) che ha disputato in maglia Clippers, emerge anche il dato sullo usage del giocatore. Infatti se ai Knicks concludeva il 23.7% dei possessi quando era in campo (suo massimo in carriera), in queste prime uscite con la sua nuova squadra Morris conclude soltanto il 18.2% di possessi, suo minimo in carriera. Dunque è evidente come il cambio di contesto e di compagni di squadra siano un cambiamento radicale per Marcus Morris, basti solo pensare che dall’essere il primo violino della squadra è passato all’essere uno dei tanti. Sarà da vedere dunque se nella testa del giocatore scatterà la scintilla che gli permetterà di accettare un ruolo di minor importanza oppure se si rivelerà essere un “problema” nei meccanismi della squadra di coach Doc Rivers.

Marcus Morris-spurs

Marcus Morris con la casacca dei Boston Celtics.

Sappiamo bene che Morris sia un giocatore dal carattere molto forte e che spesso lo rende abbastanza nervoso in campo, di conseguenza bisognerà saperlo gestire bene per non cadere in problemi interni dovuti alla testa del giocatore ed al suo carattere molto acceso.

L’ultimo dubbio sull’impatto di Morris in maglia Clippers è riguardante al lato difensivo del suo gioco. Infatti lui è sempre stato un giocatore non del tutto affidabile nella metà campo difensiva ed in questa stagione ha un defensive rating di 110.9, il che vuol dire che concede 109 punti al suo avversario su una base di 100 possessi. Il suo miglior anno in fase difensiva è stato probabilmente il primo ai Boston Celtics, in cui era stato inserito in un sistema difensivo vincente e ben oliato, cosa che non è scontata che avvenga anche ai Clippers.

NB: le statistiche riportate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione di questo articolo.

 

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