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Most Improved player

Christian Wood è al centro del progetto Rockets e sogna il Most Improved Player

I Pistons, di cui parlavamo prima, in quel progetto di ricostruzione che hanno imboccato hanno perso l’occasione di trattenere Christian Wood, che ora invece perora la causa della ricostruzione texana, precisamente a Houston.

La stagione dei Rockets è partita nel segno della rivoluzione: via James Harden e Russell Westbrook, dentro John Wall, Victor Oladipo e DeMarcus Cousins. In Texas c’era la suggestione di potersi giocare comunque un posto per la post-season, ma è una suggestione che è finita presto. Oladipo è solo di passaggio, Wall è tornato bene ma non è più quello di un tempo e Cousins è già stato tagliato (non che avesse fatto malissimo, ma non rientra più nel progetto).

Al centro del progetto, invece, c’è Wood. L’ex Pistons ha dimostrato versatilità, dinamismo, atletismo e anche buon tiro perimetrale incarnando il ruolo del centro moderno che sa aprire il campo, quando invece a Detroit giocava da 4.

L’ex Pelicans è passato da 13.1 a 22.0 punti di media a partita e da 6.3 a 10.2 rimbalzi di media. Come detto, vanta anche un 42% abbondante al tiro dalla lunga distanza: numeri che fanno di lui un degno candidato per la vittoria finale del premio. Tuttavia, è lontano dal campo dall’inizio di gennaio per un problema al ginocchio e ancora non si sa se potrà tornare in campo prima dell’All-Star game.

Questa pausa prolungata potrebbe impedirgli di aumentare le sue possibilità da vincitore del Most Improved Player, dato che nel frattempo la concorrenza corre e non sembra volersi fermare.

La versatilità di Christian Wood: palleggio e tiro dal mid-range.

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