La crisi dei Boston Celtics è forse quella che nella NBA ora sta facendo più rumore, anche perché è quella che sembra più grossolana. I biancoverdi sono l’unica squadra con due All-Star a roster (Jayson Tatum e Jaylen Brown) ad avere un record negativo: al momento 15 vittorie e 17 sconfitte. Si sono fatti recuperare sia dai Toronto Raptors che dai Miami Heat, dopo che erano partiti in maniera disastrosa.
La squadra di coach Stevens non ha mai giocato bene quest’anno, ma all’inizio è riuscita più volte a contenere i danni. Ora però sono arrivate 6 sconfitte nelle ultime 8 partite che hanno aperto definitivamente la crisi e stanno minando le certezze della squadra del Massachusetts.
In ogni caso, questo non sembra essere l’anno dei Celtics, visto che rispetto alla scorsa stagione c’è un All-Star in meno (Gordon Hayward) e il roster sembra tutto fuorché migliorato. Tuttavia, al momento sono venuti i galla altri problemi più strutturali che stanno preoccupando società e tifosi. Insomma, in casa Celtics c’è una piccola crisi d’identità e a parlarne sono stati brevemente i due maggiori artefici di questo gruppo: il GM Danny Ainge e coach Brad Stevens.
Ainge, anche nelle dichiarazioni di qualche settimane fa, non ha mai scacciato le critiche, anzi le ha raccolte tutte. “Mi piacerebbe avere delle risposte” ha detto. “Credo nei miei giocatori e mi piacciono individualmente. So che avranno un grande futuro. Ora la nostra squadra è semplicemente in un momento difficile“.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulle due stelle della squadra (anche in virtù dei due contratti a cifre alte che hanno ottenuto) e quindi la pressione si fa sentire addosso ai due Jays. Ma molti dei problemi di Boston gravitano intorno anche alla figura di Kemba Walker che sta attraversando la stagione più difficile della carriera con cifre molto al di sotto dei suoi standard. Al momento quel quadriennale da 141 milioni pesa molto sulle sue spalle e fa rumoreggiare: in difesa fatica molto, in attacco non sta più trovando i suoi lampi offensivi che lo hanno caratterizzato e il problema al ginocchio gli fa fare fuori e dentro dal campo troppo spesso (quest’anno ha giocato solo 16 partite).
“Il problema sono io” ha proseguito Ainge. “Io adoro le mie due stelle: non sono perfetti, stanno imparando e questo momento duro fa parte della loro crescita e del loro miglioramento. Non è qualcosa di intenzionale, fa solo parte del percorso”. E di sicuro il GM non cerca scuse: “Stiamo giocando in modo terribile. Non abbiamo una squadra abbastanza buona secondo me; ma sto cercando qualcosa che sia in grado di creare una svolta”.
Anche coach Brad Stevens non ha nascosto che al momento sussiste un problema identitario all’interno del gruppo. Soprattutto dal punto di vista del gioco, cosa che solitamente non era mai mancata ai Celtics. La difesa non trova i giusti movimenti e l’attacco spesso si arena in delle secche di gioco preoccupanti. “Ho perso parte della mia identità in campo” ha dichiarato chiaro e laconico il coach.
Per i Celtics si tratta di fermarsi un momento e di tornare a giocare come hanno dimostrato negli scorsi anni per tornare nei posti che meritano. Di sicuro, però, l’immediato calendario non aiuta, vito che i prossimi avversari saranno nell’ordine Pacers, Wizards, Clippers, Raptors e Nets.

1 commento
Non credo che il problema siano i jays “alla prima stagione senza stelle mature che li coprano”, come dice Ainge.
L’anno scorso la squadra era piu’ o meno la stessa, Hayward e’ stato fuori parecchio e nel momento piu’ importante, infatti quando e’ rientrato ai playoff ha giocato da sesto uomo.
Oltre a lui, in piu’ c’era solo il buon Kanter che Stevens non ha mai fatto giocare piu’ di quanto faccia quest anno con Robert Williams..
Insomma Brown e Tatum hanno gia’ dimostrato di valere e quest anno hanno fatto un ulteriore step in attacco.
Il problema vero, oltre allo scarso apporto della panchina che gia’ c’era l’anno scorso, e’ la difesa.
Se Brown e Tatum hanno diminuito il loro impegno nella meta’ difensiva per segnare piu’ di 50 punti in due a sera, la mancanza di Smart e di un rim protector contemporaneamente hanno trasformato Boston in un colabrodo. Poco ha aiutato l’aver promosso Ojeleye in quintetto..
E la ridotta efficienza di Tatum post covid, oltre all’andamento altalenante di Walker che e’ un punto debole in fifesa non hanno aiutato.
Brown, undicesimo per efficienza in assoluto nella lega per statistiche avanzate totali per nba.com, ha sbagliato un paio di partite soltanto finora, difficile chiedergli di piu’ da seconda opzione offensiva dei Celtics.
Tatum tornera’ ad essere efficiente e decisivo nei finali prima o poi. Non e’ Doncic, ma e’ un talento fenomenale.
Il fatto e’ come uscirne ora, indipendentemente da chi potra’ arrivare o meno alla dead line.
Difficile dirlo, forse basterebbe un po’ di fiducia dopo aver vinto due o tre partite.
Intanto l’esperimento dei due centri insieme, che poi sono due ali grandi, secondo me e’ fallito.
Serve un rim protector e un play per farli giocare bene.
Ad esempio Robert Williams e Payton Pritchard potrebbero diventarr titolari, con i Jays e Theis, spostando temporaneamente Kemba e Thompson in panchina.
Il quintetto titolare sarebbe ancora meno esperto, ma piu” equilibrato e la panchina porterebbe piu’ punti.
Bisogna interrompere l’andamento.