Julius Randle, da lui passa la rinascita dei Knicks
Se i New York Knicks al momento della redazione di questo articolo in zona playoffs della Eastern Conference il merito è di coach Tom Thibodeau che con un roster privo di star e di caratura mediocre, sta riuscendo a disputare una stagione ampiamente al di sopra delle aspettative.
Ma il merito è anche di Julius Randle che sta dimostrando di essere la stella polare del gruppo. In un primo anno tra luci ed ombre (vuoi anche la difficile situazione dirigenziale) l’ex Lakers non era riuscito ad incidere come avrebbe voluto. Ora, però, con fisicità, dinamismo e solidità al tiro è diventato punto di riferimento imprescindibile per allenatore e compagni. Il dato che salta maggiormente all’occhio, in tal senso, è la percentuale del tiro perimetrale: dal 27.7% al 41.4%.
Per di più è migliorato anche in tutte le medie a partita per quanto riguarda punti (anche se non in maniera spropositata rispetto alla precedente stagione), rimbalzi e assist: 23.3, 10.9 e 5.5. Ma quello che sorprende è l’impatto che Randle sta avendo quest’anno nella Grande Mela; sta dimostrando infatti una solidità mentale ed una tenuta da leader che da molto tempo speravamo di vedergli.
Qualche malizioso potrebbe dire che tira fuori queste fiammate quando si ritrova in scadenza di contratto. Sinceramente non è un punto molto interessante; ciò che importa è il livello che l’ex Lakers sta facendo vedere in campo. Ed è un livello da MIP. Poi potrebbe non essere uno dei candidati primari per alzare a fine stagione il premio, ma nella lista dei papabili non può non essere inserito.
Julius Randle from the baseline!
C’è anche lui per il MIP: Chris Boucher, il nome che non ti aspetti (e che forse non conoscevi)
E’ sbucato fuori dal nulla. Il lungo 28enne (sì, non è giovanissimo), ha sorpreso tutti quest’anno divenendo centrale all’interno delle rotazioni di coach Nick Nurse proprio nel ruolo in cui i Toronto Raptors hanno riscontrato le maggiori difficoltà.
Durante la offseason, infatti, i canadesi hanno salutato i due lunghi titolari artefici del titolo del 2019: Marc Gasol e Serge Ibaka. Entrambi in direzione Los Angeles, uno sponda Lakers e l’altro Clippers. Toronto ha provato a rimpiazzarli con i ben più modesti Aaron Baynes e Alex Len. Il secondo è stato tagliato poco dopo, mentre l’australiano è sembrato lontano dai tempi migliori anche a causa dei sui 34 anni.
Ecco allora che è arrivata la chance per Chris Boucher di mettersi in mostra e il prodotto dell’Oregon ne ha approfittato per farsi conoscere all’interno della lega, dove prima occupava un luogo marginale, e per assumere un ruolo significativo all’interno della sua squadra.
E’ passato da 13.2 a 23.3 minuti di media giocati a partita e le sue percentuali in campo sono cresciute esponenzialmente. Da 6.6 a 13.2 punti di media a partita e, soprattutto, dal 32.2% al 46.2% nel tiro dall’arco, fondamentale in cui ha dimostrato progressi notevoli.
Boucher si è riscoperto anche buon tiratore dall’arco.
Il suo percorso di crescita potrebbe fermarsi anche qui, proprio per la sua età già avanzata. In ogni caso, il salto di qualità messo in mostra rispetto alla stagione precedente è evidente e ciò basta per renderlo un candidato credibile per il MIP.
Tuttavia, per definire il Most Improved Player della stagione 2020/2021 saranno decisivi gli ultimi mesi di regular season, in cui si scopriranno pian piano tutte le carte.
