Sixers-Nets: una questione d'equilibrio
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Sixers-Nets: una questione d’equilibrio

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Sixers-Nets: una questione d’equilibrio

Chi aveva pronosticato un’agevole vittoria Sixers è stato costretto a ricredersi. Nei primi due atti della serie Philadelphia e Brooklyn hanno racimolato una W a testa. Gli attacchi l’hanno fatta da padrona come mostrano gli ampi risultati. Le difese invece dovranno essere più accurate, soprattutto quella dei Nets, capace di subire 145 punti in gara 2. In casa Sixers preoccupano le condizioni di Embiid, non al meglio per una dolorosa tendinite. Finora ha giocato 20 minuti in media, tenendo medie di tutto rispetto (22 punti e ). Ma ora che la serie si sposta al Barclays Center Philly non potrà fare a meno del suo numero 21.

SIXERS-NETS: IL GIOCO DI SQUADRA DI BROOKLYN

Borsino playoff.

D’Angelo Russell.

14 minuti per ambientarsi, 34 per dominare. In gara 1 Brooklyn ha condotto le danze dal primo all’ultimo quarto chiudendo con 6 giocatori in doppia cifra. D’Angelo Russell ha giocato con personalità malgrado questi siano i primi playoff della sua carriera. 26 punti, 4 assist e una leadership che conferma la maturità sviluppata durante l’anno. La panchina ha mostrato le solite garanzie con Spencer Dinwiddie e Caris LeVert sugli scudi. Una lode in particolare spetta a Ed Davis, sempre presente sotto le plance (16 rimbalzi) e autore di una prova mostruosa in difesa. Non è infatti un caso che Embiid abbia chiuso con 5/15 dal campo. È stata la difesa l’arma vincente di questi Nets, asfissiante per tutti i 48 minuti. I Sixers hanno tirato col 40% dal campo e solo l’11% da tre. Tobias Harris e JJ Redick hanno sparato a salve per tutta la partita. Soprattutto il primo a cui probabilmente l’emozione per l’esordio ha giocato un brutto scherzo. Simmons non ha mai tirato, benché gli avversari gli lasciassero tre metri di spazio abbondanti. La difesa di Brooklyn ha bloccato tutte le transizioni offensive impedendogli così di distribuire assist e segnare in contropiede. Embiid invece è uscito in condizioni fisiche disarmanti ed è perciò difficile giudicare la sua prova. L’unico a salvarsi è stato Jimmy Butler, e non solo per i 36 punti realizzati: ha tenuto in piedi la partita segnando in ogni modo e in ogni situazione. Ma, come già detto nella preview, ai playoff più che il talento conta il teamwork e i Nets lo hanno dimostrato.

SIXERS-NETS: LA REAZIONE TARGATA SIMMONS

Ben Simmons.

In gara 2 Philadelphia ha cambiato registro e rifilato 17 punti di scarto alla squadra di Kenny Atkinson. Ben Simmons, contestato in gara 1 dai suoi tifosi, ha sfoderato una prestazione maiuscola: 18 punti, 10 rimbalzi e 12 assist tirando col 66.7% dal campo. Seconda tripla doppia in postseason per il sophomore. Ma in realtà è stato tutto lo starting five a girare. Màrjanovic, Harris e Redick questa volta hanno chiuso in doppia cifra mentre Embiid si è dimostrato valido anche se a mezzo servizio (23 punti in 21 minuti con 8/12 al tiro). La difesa ha disinnescato tutte le sortite offensive degli avversari, la squadra ha corso in contropiede, aumentato i tiri puliti e le percentuali di conseguenza si sono alzate. Se i Sixers giocano uniti c’è ben poco da fare per Brooklyn. Russell e compagni hanno chiuso comunque con il 47% dal campo e il 41% da tre, ma in questo tipo di gare si sente la mancanza di un giocatore alla “Butler” in grado di trascinare i compagni. D’Angelo ha litigato col ferro, Joe Harris e DeMarre Carroll non hanno punito da oltre l’arco, e la sola panchina non è bastata a ribaltare il risultato.

 

La speranza dei Nets ora sta nel fattore campo di cui già sabato dovranno approfittare per infliggere il colpo di grazia a Phila. Su 31 sconfitte totali i Sixers ne hanno subite 21 in trasferta, segno che lontano dal Wells Fargo Center la squadra di Brown è tutt’altro che imbattibile.

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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