Sono le ore 2:00 della notte tra lunedì 11 e martedì 12 dicembre 2017. Siamo in Oklahoma, più precisamente alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City, dove si stanno affrontando Thunder-Hornets. Alla fine la spuntano gli ospiti, per 116-103, grazie ad una grande prestazione corale (6 giocatori sopra i 10 punti), con Dwight Howard come top scorer con 23 punti. Dall’altra parte, invece, non bastano i 30 punti del solito Russell Westbrook, né tantomeno i 20 punti di Paul George: squadra poco incisiva che gira poco e male. Vediamo nei 5 punti come mai OKC sta andando così a rilento, analizzando la partita contro Charlotte.
1) STAVOLTA NON BASTA WESTBROOK
Eh già, questa volta agli Oklahoma City Thunder non è bastata la solita prestazione superiore alla norma di Russell Westbrook. Il numero 0 nella notte tra lunedì e martedì ha messo a referto 30 punti, 4 rimbalzi, 7 assist e 3 palle rubate, dimostrando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) il suo valore. La prestazione è stata, però, a sé stante, nel senso che il nativo di Long Beach ha sì ottenuto buone statistiche, ma nel contesto della partita sono state poco utili ai suoi, perché arrivate sotto di tanti punti; infatti i Thunder sono arrivati addirittura ad essere sotto di 21 punti, riuscendo a rimontare lo svantaggio iniziale nel secondo quarto (finito 52-52), salvo poi, dopo essersi scambiati un paio di volte il comando, sprofondare nello svantaggio incolmabile che ha poi determinato il punteggio finale. Da lì, infatti, dal canestro di Paul George di inizio terzo quarto che aveva portato i Thunder in vantaggio 56-55, poi gli Hornets sono tornati in vantaggio con Dwight Howard e non hanno mai più perso la leadership della partita.
2) DIFESA THUNDER DA RIVEDERE

Classico esempio pratico di tripla wide open: in Thunder-Hornets ne sono state concesse un po’ troppe.I tanti punti di vantaggio maturati durante gli ultimi due quarti dagli Hornets sono stati dovuti in particolare alla pessima difesa dei Thunder. Infatti, la loro difesa è stata molto superficiale, poco attenta alle spaziature avversarie e di conseguenza molto controproducente. Ovviamente è stato anche e soprattutto merito degli Hornets, capaci di tirare con buone percentuali, ma la difesa dei Thunder non gli ha dato troppo fastidio: non sono stati rari episodi di triple wide open messe dagli ospiti, per non parlare anche dei tiri dalla media. Insomma, i Thunder hanno concesso troppo e ne hanno pagato le conseguenze, soprattutto perché stavolta non c’è stato l’Adams di turno a fare la prestazione oltre la media per quanto riguarda la casella dei punti.
3) HOWARD WAS ON FIRE
Adams è stato più impegnato a preoccuparsi di un cliente assolutamente non facile come Dwight Howard, perdendo più volte il duello, ma comunque non sfigurando troppo il numero 12 dei Thunder ha comunque fatto la sua onestissima doppia doppia, con 11 punti e 10 rimbalzi, ma contro un cliente del genere bisognava forse fare qualcosa di più. Howard infatti risponde con 23 punti e 7 rimbalzi, ma soprattutto con una prestazione di pura dominanza fisica. Come stiamo notando nelle ultime partite, sembra esser tornato l’Howard di una volta, e nella notte ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Le sue penetrazioni sono state nella maggior parte dei casi infermabili, e ha saputo tirare in ogni modo da sotto canestro. Inoltre, ha fatto anche 2 stoppate, che non fanno mai male. E’ senz’altro un giocatore ritrovato.
4) TIRATORI ECCELLENTI
Ritornando al discorso espresso nel punto 2, la pessima difesa dei Thunder non è stata aiutata dalle buone percentuali degli Hornets (52% da 3 punti, 54% da 2). Infatti, chiunque è stato chiamato in causa durante la partita a tirare una tripla ha risposto sempre presente, e il miglior realizzatore è stato Marvin Williams con 4 triple realizzate su 5 tentate. Treveon Graham è stato, invece, il giocatore degli Hornets che ha messo la maggior percentuale di triple: 3/3, dunque 100%. Oltre a loro da segnalare le 3 triple realizzate su 5 tentate da parte della stella della franchigia della Carolina del Nord, ossia Kemba Walker, le 2/7 di Jeremy Lamb e l’1/3 di Kaminsky. Coach Steve Clifford ha allenato bene i suoi anche dalla lunga distanza, e combinare il gioco sotto canestro, che ha come principale esponente Howard, con il tiro dalla lunga distanza, nel quale sono coinvolti un po’ tutti, può essere l’arma vincente per tornare ai Playoff (distanti solo 3 vittorie al momento) dopo un anno di assenza.
5) PROSSIMAMENTE
Gli Hornets con questa vittoria sono tornati a sorridere dopo 3 sconfitte consecutive, ed ora andranno ad affrontare gli Houston Rockets, giovedì alle 3:30 in Texas. Inutile parlare troppo dei Rockets, basta dire i due giocatori principali: James Harden e Chris Paul. Si commentano da soli, e Charlotte potrà seriamente avere qualche difficoltà, perché, a differenza dei Thunder, i Rockets stanno avendo una buonissima intesa, merito anche di coach D’Antoni. I Thunder sono invece chiamati all’ennesimo riscatto della loro stagione: giovedì all’1:00, saranno ospiti degli Indiana Pacers alla Bankers Life Fieldhouse. Sulla carta anche stavolta i Thunder non dovrebbero avere troppe difficoltà, ma il momento di forma dei ragazzi di coach McMilan e in particolare di Victor Oladipo è impressionante: il solo Oladipo, nelle ultime tre partite, ha messo a referto 27 punti contro i Bulls, 33 contro i Cavs e 47 (dopo 1 Over Time) contro i Nuggets. Ah, i Pacers vengono da 4 vittorie consecutive e sono sesti nella Eastern Conference (record 16-11). Difficile dire chi sia favorito, il campo, come sempre, ci darà le risposte che cerchiamo.
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