Si sa, nel più classico dei cantieri aperti, c’è una parte dei lavori che di solito ingrana più velocemente, che ha bisogno sì di aggiustamenti, ma che allo stesso tempo riesce a dare in anticipo qualche frutto succoso. Poi c’è il resto dell’apparato bisognoso ancora di un lungo periodo di assemblamento, di un’oculata revisione. Questo non può non valere per i Los Angeles Lakers, squadra giovane e di belle speranze all’anno zero del piano di rebuilding.

Bisogna avere pazienza e aspettare per dare conclusioni che risulterebbero troppo affrettate, ovviamente. Sia perchè gran parte dei giocatori sono cestisti in erba sia perchè siamo praticamente all’inizio della stagione regolare. Tuttavia, dei piccoli spunti (riguardo entrambe le metà campo) che orienteranno per grandi linee il proseguo del cammino.

Il potenziale offensivo gialloviola è alto, molto alto. Anche se non in maniera perfetta ed eccelsa, la squadra sta facendo girare bene il pallone e fa un uso sapiente dei blocchi mostrando che le soluzioni da poter apportare sul fronte sono molteplici. Tramite il pick and roll infatti prendono vita penetrazioni,  si crea la possibilità di scaricare la palla per il tiro dall’arco o di intraprendere il canonico arresto e tiro: chi più ne ha, più ne metta. Luke Walton, pian piano, sta dettando ai suoi ragazzi le indicazioni idonee alle loro caratteristiche tecniche. Fattore quantomai fondamentale per far crescere i prospetti.

Un gioco a due sviluppato e finalizzato da Brandon Ingram e D'Angelo Russell.

Un gioco a due sviluppato e finalizzato da Brandon Ingram e D’Angelo Russell.

Seppur ancora rozzamente e senza essere del tutto costanti, i Lakers utilizzano un’arma importante nella filosofia del proprio allenatore: la transizione. Per una squadra che corre e che tira tanto, immagazzinare una bella dose di punti nelle ripartenze è vitale per creare parziali utili per spezzare o recuperare la partita. Si strappa il possesso dalle mani degli avversari, si parte in velocitàe si finisce il tutto possibilmente con una bella tripla. Una sorta di leitmotiv che va alimentato, che fa perfezionato. Ogni tanto i giocatori si fanno prendere dalla frenesia forzando la conclusione o, peggio, sbagliando tiri all’apparenza facili facili. Tempo al tempo, e la freddezza sarà d’aiuto. O almeno dovrebbe.

Ivica Zubac ruba il pallone dando il via alla transizione dei Lakers: Luol Deng conclude il tutto con una tripla.

Ivica Zubac ruba il pallone dando il via alla transizione dei Lakers: Luol Deng conclude il tutto con una tripla su assist di D’Angelo Russell.

Parlavamo di lavoro già ben avviati e altri che ogni tanto si inceppano. Ebbene sì, dal punto di vista difensivo i Lakers devono fare una lunga porzione di strada, per usare un eufemismo. Diverse problematiche erano già emerse nella preseason, parlando sia di difesa individuale che ‘di sistema’. Alcuni giocatori (Julius Randle e D’Angelo Russell, tanto per fare qualche esempio) restano alti sulle gambe e si fanno cogliere fuori posizione, permettendo agli avversari di sgusciare dalla loro marcatura con una esasperante facilità. Le amnesie sono troppe e dannose, e potrebbero diventare intollerabili. Oltre ad una scarsa attitudine nel mettersi e difendere come si deve, c’è da tener conto di una bassa aggressività sul perimetro: possibile che uno come Tim Hardawy Jr (con tutto il rispetto) diventi un cecchino libero di colpire senza venir ostacolato da nessuno?

 

La difesa dei Lakers non ruota bene e si dimentica di Tim Hardaway Jr, che insacca il canestro con facilità.

La difesa dei Lakers non ruota bene e si dimentica di Tim Hardaway Jr, che insacca il canestro con facilità.

All’intero impianto vanno apportate delle fondamenta più stabili, va fatta una bella ripassata riguardo le rotazioni e i cambi. Appena l’altro team fa circolare il pallone o esegue tagli, i losangelini entrano in totale confusione ed iniziano ad improvvisare, dimenticandosi i movimenti giusti da fare e subendo inevitabilmente canestro. Quasi come un vuoto a perdere.

Kyle Korver riesce ad ingannare Brandon Ingram con una finta, penetrando in area. In questo modo Russell non può ruotare e Lou Williams si precipita su Dennis Schroeder, smarcato: il 23 però lascia da solo Kent Bazemore che va a segno indisturbato.

Kyle Korver riesce ad ingannare Brandon Ingram con una finta, penetrando in area. In questo modo Russell non può ruotare e Lou Williams si precipita su Dennis Schroeder, smarcato: il 23 però lascia da solo Kent Bazemore , che va a segno indisturbato.

Si auspica un miglioramento, a gran voce. A maggior ragione se le capacità per dare sbarrare la via al ferro ci sono e non emergono più di quanto dovrebbero. Randle, che in attacco a momenti è incontenibile, in difesa è alquanto riesaminabile. Anche se, nei minuti finali del match contro gli Atlanta Hawks non ha perso d’occhio Dennis Schroeder rifilandogli una bella stoppata, decisiva ai fini della vittoria. Basterebbe un altro po’ di applicazione

Big block by Julius Randle1

Big block by Julius Randle!

Primi appunti gialloviola, primi appunti sui quali Walton si potrà soffermare per mettere le mani dove è essenziale.

You may also like

Lascia un commento