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Borsino playoff della Eastern Conference: sei squadre per tre posti

di Daniele Guadagno

Archiviato l’All-Star Weekend è tempo di analisi e bilanci in ottica playoff. Se l’attenzione di fan e media ad inizio anno era tutta centrata sulla Western Conference, oggi si parla solo dell’avvincente lotta nel Selvaggio Est: Mentre infatti CelticsRaptors, PacersSixers e Bucks sono pressoché certi di un posto alla prossima postseason, 6 franchigie si stanno contendendo gli ultimi tre slot: Nets, Hornets, Pistons, Magic, Heat e Wizards; troppo lontani gli Hawks per tentare una rimonta tanto eroica quanto inverosimile. La sesta dista solo 6 gare dall’undicesima e questo quando mancano 2 mesi e 22 partite (a testa) al termine della regular season. La NBA degli ultimi anni ci ha regalato vari cambiamenti di fronte, rimonte epiche e cedimenti imprevedibili. Chissà che anche quest’anno non si possa assistere a niente del genere. Le premesse del resto ci sono tutte. Ecco a voi il borsino playoff della Eastern Conference.

 

BROOKLYN NETS

Record: 30-30

 Brooklyn Nets.

Iniziamo il borsino playoff dalla rivelazione della corrente stagione. I Brooklyn Nets hanno trascorso gli ultimi anni sul fondo della conference, spedendo le loro prime scelte ai Celtics per l’affare Pierce-Garnett. La dirigenza si è allora sbarazzata dei suoi contratti pesanti e ha scambiato i suoi ultimi pezzi pregiati con un core di giovani di belle speranze che quest’anno hanno iniziato a mostrare il loro reale valore: D’Angelo Russell sta giocando la miglior pallacanestro della sua carriera, tanto da essersi guadagnato un posto nell’ASG, Caris LeVert se non si fosse infortunato avrebbe vinto il MIP, Joe Allen al di la delle stoppate inferte ai migliori centri della lega è diventato un rim protector di prima fascia, mentre Spancer Dinwiddie è il classico “sesto uomo” che ogni allenatore desidererebbe. Nelle ultime gare, a causa anche di vari infortuni, i Nets hanno registrato un calo che tuttavia non è costato loro il sesto posto. Il calendario, per nulla benevolo, gli riserva vari scontri diretti con Heat e Hornets, oltre alle potenze dell’est che nelle ultime partite potrebbero non giovare agli uomini di Atkinson.

 

CHARLOTTE HORNETS

Record: 28-30

Kemba Walker, Marvin Williams, Nicolas Batum

Charlotte Hornets.

A Charlotte è scoppiata la Kemba-mania. Come Kobe “solo sull’isola”, Walker sta trascinando gli Hornets a suon di prestazioni fenomenali: 24.9 punti, 4.4 rimbalzi e 5.6 assist di media, con il picco raggiunto nella sconfitta contro i 76ers in cui ha comunque messo a referto 60 punti (miglior prestazione stagionale sinora). La convocazione all’ASG è solo il giusto riconoscimento verso un giocatore che meriterebbe una chance in una contender. Nel frattempo a fargli da spalla è Jeremy Lamb, la cui crescita non sembra arrestarsi. Per il resto poco da aggiungere: Malik Monk e Miles Bridges sono troppo discontinui, Parker, Batum e Zeller dei semplici comprimari ma nulla di più. E il calendario non è dei migliori, dagli scontri diretti contro Wizards, Nets e Heat, fino alla doppia sfida contro i Warriors e Rockets.

 

DETROIT PISTONS

Record: 27-30

Detroit Pistons

Detroit Pistons.Ci si aspettava ben altro alla vigilia della regular season: la temibile coppia Griffin-Drummond e l’arrivo del COY Dwayne Casey giustificava le alte ambizioni della tifoseria di Detroit. Ma dopo 56 partite i Pistons occupano l’ottavo posto, più per demeriti altrui che meriti propri. Il sistema di gioco è macchinoso e troppo dipendente dalle giocate individuali. L’attacco è sterile, i Pistons hanno la peggior percentuale da tre punti della lega. L’unico tiratore, Reggie Bullock, è partito mentre il resto del roster sta deludendo le aspettative: infatti, eccezion fatta per Blake Griffin (stagione sublime finora), Andre Drummond non riesce ad essere costante in attacco, Reggie Jackson si è rivelato un giocatore sopravvalutato mentre agli altri comprimari non si può chiedere più di quanto stanno producendo. Il solo Griffin non basterà nelle restanti gare dove Detroit se la vedrà con Pacers, Spurs e Raptors. Anche se sulla carta il calendario è piuttosto agevole, la palla è sempre rotonda.

 

ORLANDO MAGIC

Orlando Magic.

Record: 27-33

La rinascita dei Magic ha un nome e cognome: Nikola Vucevic. 20.5 punti, 12.1 rimbalzi e 3.8 assist di media, career-high in tutte e tre le voci segnate, convocazione All-Star Game e Orlando che per la prima volta da diverse stagioni è in orbita playoff. La dirigenza lo ha nominato uomo franchigia ai danni di Aaron Gordon, che continua a tardare la sua esplosione, e di Mo Bamba, chiamato a sostituirlo in caso di partenza e ora out per infortunio. I Magic hanno vinto le ultime sei partite e si preparano a proseguire la striscia contro i Raptors. Tanti scontri diretti nelle prossime settimane e qualche insidia che potrebbe rivelarsi determinante al termine della regular season.

 

MIAMI HEAT

Miami Heat.

Record: 26-31

One last dance“. Più che una stagione per gli Heat quest’anno è stato un tour d’addio del loro idolo, Dwayne Wade, prossimo ad appendere le scarpette al chiodo. Miami vorrebbe regalargli un ultimo ballo anche nella postseason, ma la decima posizione e il calendario ostico che li aspetta (2 volte Celtics, Warriors, Sixers e Bucks tanto per citarne alcuni) sembrerebbero presagire il contrario. Gli Heat non sono sicuramente la franchigia più in forma della lega: Goran Dragic fuori a tempo indeterminato, Hassan Whiteside l’ombra del rim protector di due anni fa, Justin Winslow discontinuo come sempre, e Dion Waters fuori forma a causa di un grave infortunio smaltito da pochi giorni. le speranze per la postseason sono riposte proprio in Dwayne Wade e Josh Richardson, autentica rivelazione tra le file di Spoelstra. Miami saprà ripercorrere la strada che due anni fa, dalla dodicesima posizione, l’ha portata ad una qualificazione persa solo all’ultima giornata? I tifosi se lo augurano, almeno per Wade.

 

WASHINGTON WIZARDS

Record: 24-35

Wizards-Suns

Washigton Wizards

Chiudiamo il borsino playoff con la franchigia della capitale, rimasta orfana di John Wall e Dwight Howard (fuori per tutta la stagione). Gli acquisti invernali di Bobby Portis e Jabari Parker si sono però rivelati azzeccati: dalla deadline i Wizards hanno totalizzato un record di 3-3 rimanendo agganciati alla zona playoff. il calendario di Washington è il più favorevole di questo lotto e, malgrado l’undicesimo posto, l’ultimo slot dista appena 3 gare. Guai a sottovalutare i Wizards nella corsa alla postseason, nulla è impossibile con questo Bradley Beal in versione All-Star.

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