Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksBradley Beal: “Non so cosa voglia dire commettere un errore'”

Bradley Beal: “Non so cosa voglia dire commettere un errore'”

di Luca Castellano
Bradley Beal-Charlotte Hornets-Bradley Beal

Prosegue lo strepitoso momento di forma dei Washington Wizards. La squadra di coach Scott Brooks continua a macinare grandi risultati in questa stagione, dimostrando di meritare ampiamente la qualificazione a questi Playoffs 2017; grazie anche al suo backcourt, formato dallo strepitoso tandem John Wall e Bradley Beal, da alcuni anni centro del progetto della franchigia della capitale.

Oltre a questi due giocatori, migliorati tantissimo dopo la scorsa stagione, si aggiungono la crescita esponenziale di Gortat, Otto Porter e Morris, crescita che ha portato i Wizards ad un quarto posto finale in questa RS. Gli Atlanta Hawks, invece, sono abituati al grande palcoscenico dei Playoffs da circa quattro stagioni, e potevano contare sull’arrivo di Howard da Houston e su un grande miglioramento, anche se con prestazioni molto altalenanti, da parte di Millsap e Dennis Schroeder, chiudendo così al quinto posto in RS

Questa serie, che si preannunciava come la sfida più equilibrata di questo primo turno Playoffs, sta diventando una serie a senso unico, data la grande intensità e voglia messa in campo dai Washington Wizards. Infatti, dopo le prime due gare, i Wizards sono in vantaggio per 2-0; ma ciò che più colpisce è l’ennesima crescita di Bradley Beal e John Wall, veri mattatori di questa serie, almeno per il momento.

Il #2 e il #3 dei Wizards hanno realizzato 54 punti sui 114 finali in gara-1, vinta con un distacco complessivo di 7 punti sugli Atlanta Hawks, mentre questa notte, in gara-2, Wall e beal hanno messo a segno 63 punti in due, utili a battere la franchigia della Georgia con il punteggio finale di 109-101.

Bradley Beal, autore di 31 punti questa notte con 12/27 al tiro, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la seconda vittoria in questa serie Playoffs ai microfoni di ‘Espn.com’, mostrando anche una grande autostima e consapevolezza dei propri mezzi.

“È una cosa che dico anche a me stesso: non so cosa vuol dire “commettere un errore in partita”. Ho una grande fiducia nei miei mezzi. I miei compagni di squadra hanno fiducia in me, lo stesso coach ha molta fiducia di me. Molta di più di quanto magari penso io. Quindi io entro in campo e gioco per vincere, per me e per i miei compagni”.

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