Un inizio di 2017 da cancellare, per i New York Knicks. Per la franchigia della Grande Mela il nuovo anno è iniziato nel peggiore dei modi: un record che a metà stagione dice 18-23, decisamente molto al di sotto delle aspettative, a causa di un gioco che non riesce ad essere sufficientemente incisivo. Dapprima la vicenda Rose, assente inaspettato alla vigilia di un match per questioni familiari, e adesso una nuova querelle riguardante la stella per eccellenza di NY: Carmelo Anthony.
Il #7 dei Knicks, in un’intervista con Ian Begley di Espn.com, ha affermato di non voler lasciare la franchigia newyorkese:
“Non ho mai pensato di rinunciare alla clausola di non-scambio; come ho detto, credo che ci sia molta gente che ne parla a sproposito. Non è una scelta che ho mai preso in considerazione.”

La grinta negli occhi di Anthony, giocatore simbolo di un’intera franchigia
Il giocatore ex Syracuse ha risposto così alle critiche della stampa e degli stessi tifosi dei New York Knicks. La vicenda nasce da un’articolo scritto da Charley Rosen, giornalista molto vicino a Phil Jackson; in questo pezzo, Rosen avrebbe affermato che l’utilità di Anthony per la franchigia dei Knicks era in fase di esaurimento.
Sempre nel corso della chiacchierata con Espn.com, il giocatore ha commentato:
“Se Phil Jackson è d’accordo con le affermazioni di Rosen, sarà necessario un discorso tra di noi”
Le parole di Anthony sono arrivate dopo la decima sconfitta in dodici uscite, subita nella serata di ieri contro i Toronto Raptors. Insomma: la situazione in casa Knicks resta delicata; se da un lato il mercato estivo e le premesse potevano essere segno premonitore di buona stagione, dall’altro alcune fragilità fisiche, un gioco che non ingrana e tante (troppe..) questioni extra parquet sembrano portare ad un finale già visto fin troppe volte, negli ultimi tempi.

