Carmelo Anthony ha giocato 19 stagioni nella NBA. Di cui, le prime 8 nei Denver Nuggets.
E, proprio a proposito di Nuggets, l’ex stella della lega ha voluto dire la sua su una questione che lo tocca da molto vicino.
Di cosa sto parlando? Semplice, del fatto che Melo si è lamentato riguardo la scelta della società di aver “ceduto” così facilmente il suo numero, il 15, a Nikola Jokic.
Nelle sue stagioni con i Nuggets, Jokic ha messo su un bell’insieme di prestazioni, è stato selezionato per 5 All-Star Games ed è stato eletto 2 volte MVP, contribuendo anche a portare un anello a Denver per la prima volta nella storia della franchigia.
Insomma, abbastanza per fare in modo che il numero 15 verrà ritirato un giorno, quando avrà smesso di giocare. Ma Melo non può fare in modo di vederla come una mancanza di rispetto.
Ha descritto questo gesto come “meschino”, e ha anche ammesso di aver pensato che fosse una scelta mirata, fatta dalla società per minimizzare ciò che ha fatto nella sua carriera.
“È stata una manovra meschina” sostiene. “E hanno messo Jokic in mezzo. Lui non sa cosa diavolo stia succedendo. Potrebbe aver cercato di rendermi omaggio, non lo so… Ma quello che credo è che gli abbiano dato il numero 15 per cercare di cancellare quello che ho fatto. Quando si pensa al numero 15 di Denver, ora, si pensa al Joker”.
Per carità, il tutto avrebbe anche senso, se solo non fosse che questo famoso numero 15 è stato assegnato anche a qualcun altro prima di diventare una caratteristica del Joker.
Carmelo Anthony fu scambiato con i New York Knicks durante la stagione 2010-11, più di 3 anni prima che i Nuggets scegliessero Jokic.
E la maglia numero 15 è stata indossata da Anthony Randolph durante la stagione 2013-14.
Ancora, Carmelo Anthony non ha potuto prendere il numero 15 (già ritirato 2 volte, una per Earl Monroe e un’altra per Dick McGuire), ma ha scelto il numero 7 per il suo percorso con i Knicks.
E fin qui, ci starebbe. E’ stato costretto.
Eppure, Melo ha sempre dichiarato di aver dato un significato più profondo al numero 7.
“Il 7 è la novità. Sono nella Mecca. Sono tornato. Ci sono dentro. È il numero di Dio” aveva detto a proposito del cambiamento. “Quindi non penso più al 15”.
Dunque, perché arrabbiarsi così tanto?
