Dopo la sconfitta in gara 1 per i Cleveland Cavaliers era obbligatorio vincere per rimettere la serie in parità ed evitare assolutamente lo 0-2 che avrebbe quasi compromesso il cammino verso le finali di conference. Dopo la sufficiente prestazione di Lebron James in Gara 1 e con i Cavs con le spalle al muro era da aspettarsi una serata mostruosa da parte del 23: avvio shock con 14 punti nel solo primo quarto e 22 complessivi a fine primo tempo e strapotere fisico e tecnico come da un po’ di tempo non lo si vedeva. Sin dai primi minuti si capisce che la faccia (F maiuscola come disse il telecronista di Sky Flavio Tranquillo in Orlando-Miami di 4 anni fa) del Re non promette niente di buono per Butler e soci e così è: l’energia con la quale attacca il canestro sin dai primi minuti e il body language, il linguaggio del corpo, fanno capire che il Prescelto la vuole vincere a tutti costi e così sarà alla fine.
I Chicago Bulls adesso tornano nell’Illinois con una condizione che volevano avere, ovvero quello di strappare il fattore campo ai Cavaliers ed andare sull’1-1; c’è da dire che però da gara 3 tornerà J.R. Smith e questo creerà un altro grattacapo alla truppa di Thibodeau. Specialmente, Lebron James sarà chiamato ad un’altra serata delle sue, dove dovrà mettersi letteralmente la squadra sulle spalle e trascinarla alla vittoria. Ma si sa, in questi casi, Lebron si esalta e le aspettative sono rosee in tal proposito.
Tornando alla partita della notte il Prescelto chiude con 33 punti (13-29 al tiro), 8 rimbalzi e 5 assist. Sicuramente non con percentuali strabilianti racimolate(se proprio bisogna trovare un difetto alla sua partita) dopo aver tenuto troppo il pallone fermo specialmente nel terzo quarto, andando a forzare tiri impossibili e facendo perdere ritmo ai propri compagni. Qualora riuscisse a migliorare le percentuali al tiro e a giocare un po’ più di squadra, coinvolgendo maggiormente i compagni e evitando isolamenti, allora le cose potrebbero mettersi davvero bene per i Cavaliers.
Per Nba Passion,
Mattia Picchi (Mattiapicchi on Twitter)

