Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersCavs: Lebron prende la parola, da Love passando al caso Wakefield

Cavs: Lebron prende la parola, da Love passando al caso Wakefield

di Giacomo Mugnai

Torna a parlare Lebron James.

L’ argomento verte sul rendimento offensivo del suo compagno di squadra Kevin Love. Nonostante l’ ultimo anno dell’ ex T-Wolves abbia rappresentato un passo indietro rispetto alle percentuali fatte registrare in Minnesota, il king è fiducioso sulla forma del number 0, sopratutto dopo che ha raggiunto la sicurezza di un rinnovo quinquennale a 110 milioni di dollari:

“Penso che lui sia più a suo agio  in questa situazione, sa quello che si aspettano i compagni da lui e ciò che si aspetta da se stesso”

Ha detto Lebron mercoledì all’ inviato di Espn.com Dave McMenamin.

L’ anno scorso Love ha raggiunto una media di 16,7 punti e 9,7 rimbalzi, con una percentuale da tre del 36,7 %, esagerata se consideriamo che è un lungo, ma ridotta rispetto alle stesse percentuali di Love fatte registrare negli anni precedenti.

Nella stagione precedente coi T-Wolves, ad esempio, la media di Love era di 26.1 punti, 12.5 rimbalzi e 4.4 assist con il 27,6 % dall’ arco dei tre punti. Una media ottima rispetto a quella dello scorso anno.

Da parte sua Love ha l’ attenuante di aver rivestito un ruolo da leader in quel di Minnesota, cosa che invece non può avvenire a Cleveland. Rivestire questo ruolo significa avere più chance nelle mani, essere continuamente cercato dai compagni. Nei Wine & Gold invece il suo è un ruolo di gregario del Re. Era pronosticabile un suo calo alle percentuali nei Cavs.

Nonostante questo, Kevin è stato l’ unico insieme a LaMarcus Aldridge a far registrare una media da più di 15 punti e 9 rimbalzi con almeno il 35% da tre. Secondo Synergy Sport Love è addirittura uno dei più efficienti scorer dal post-up: con il suo 50,5% supera oltre ad Aldridge,  anche Al Jefferson, Marc Gasol, Blake Griffin, DeMarcus Cousins.

Anche Coach Blatt si sente molto fiducioso riguardo al suo #0, per il quale sembra aver trovato altri schemi per sfruttare al meglio le sue potenzialità. Il giocatore si sente in piena forma e ha recuperato totalmente, dopo l’ intervento alla spalla.

Sappiamo che quando Lebron parla, non è mai così banale. Stavolta l’ argomento non c’ entra niente con il Basket.

James si è fatto sentire attraverso i Social dopo il caso Wakefield e sugli omicidi dell’ Oregon, entrambi avvenuti con armi da fuoco.

“Non c’è spazio per la violenza armata”

ha dichiarato Lebron dopo aver appreso dell’ omicidio della piccola Aavielle Wakefield di appena 5 mesi.

Gli è stato chiesto che cosa lo ha spinto a prendere Twitter e portare alla conoscenza mondiale il caso della piccola Aavielle:

“E ‘il modo più rapido per far sentire la mia voce là fuori, prima di tutto, i social media. Ovviamente non è la prima volta che succede, ma sta accadendo un po’ troppo spesso”, ha detto James. “Penso che sia andata così nelle ultime quattro settimane, quattro bambini di età inferiore ai 5 o 6 anni sono stati uccisi o molto gravemente feriti o qualsiasi altra cosa. E ‘solo che non c’è spazio per questo.”

Il caso Wakefield è stato il terzo nella zona di Cleveland.

“Non riguarda soltanto la legge sulle armi, nè soltanto le pistole. E’ la violenza sui bambini e in senso lato. Non deve esserci. Apprendo la notizia alla tv davanti ai miei tre figli e subito ne sono colpito anche io. E’ come se tutti fossimo feriti. Attraverso l’ hashtag #TheNation, voglio far capire che è un problema dell’ intera nazione.”

Gli viene poi chiesto se interverrà attraverso la sua fondazione, la Lebron James Family Foundation:

“Forse.” -ha risposto- Stiamo facendo un buon lavoro di prevenzione incentrato su altri tipi di casi e per il momento non mi sembra opportuno deviare l’ obiettivo del programma di educazione che da una parte si concentra anche a togliere i giovani dalla strada, e quindi, cercare di prevenire questi casi in futuro attraverso l’ educazione e l’ istruzione. Alcuni di questi ragazzi potrebbero vivere in situazioni violente, aree violente o famiglie violente e stiamo cercando di tenerli lontani. Sento che possiamo contribuire operando nella nostra direzione.”

Non è la prima volta che James si fa sentire su argomenti di questo tipo. L’ anno scorso indossò, come altri giocatori, la t-shirt “Non riesco a respirare” per mostrare solidarietà con i sostenitori di Eric Garner, afro-americano ucciso dalla polizia.

Per NbaPassion.com

Giacomo Mugnai (@mugiaco on twitter)

 

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