È risaputo che, nei momenti difficili, tutti i nodi vengono al pettine e situazioni apparentemente tranquille diventano improvvisamente problematiche. Così come si sa che ciclicamente alcuni problemi in alcune franchigie particolarmente sotto la lente di ingrandimento dei media tendono a essere enfatizzati. È il caso dei Cleveland Cavs, team tra i più in forma della Lega appena 2 settimane fa, dopo una striscia di 8 vittorie consecutive e ora, complici gli infortuni di Varejao (stagione finita) e Irving (che ha saltato le ultime 2), reduce da 5-5 nelle ultime 10, tra cui spiccano i 29 punti presi dagli Hawks e i 23 concessi ai Pistons nella partita di ieri, in cui gli uomini di Van Gundy hanno fatto registrare il record di triple segnate in una partita nella storia della franchigia.

Due sconfitte casalinghe che stanno pesando sulla fiducia di tutto l’ambiente. È evidente come un gruppo appena formatosi possa stentare inizialmente, così come una prima esperienza su una panchina NBA di un coach comunque vincente a livello europeo possa suscitare diverse attenzioni. Nel dopo partita di ieri il coach ex Maccabi ha ammesso che il team “sta perdendo le sue energie e la sua competitività”. E secondo testimonianze raccolte da ESPN.COM, i dubbi maggiori riguardano la capacità di Blatt di farsi comprendere dal team”.” Dai piani alti filtra comunque l’intenzione di non voler scaricare sul 55enne nativo di Boston le colpe per un’annata ancora indecifrabile causa infortuni e roster ancora imperfetto, essendoci consapevolezza di come Blatt fosse stato scelto per allenare un team che ancora non prevedeva i Big 3 e doveva lottare per ben altri obiettivi. Invece la pressione di dover a tutti i costi essere la migliore ad Est, comparati all’attuale quinto posto, non fanno altro che accrescere delusioni e dubbi. Dubbi che per ora oltre a qualche timida perplessità su Love (almeno per ora e sulla sola attitudine difensiva) stanno coinvolgendo Blatt, senza esperienza NBA e per qualcuno incapace di farsi sentire nello spogliatoio.

Il focoso proprietario Dan Gilbert ha più di una volta dimostrato (non ultimo l’esonero di Mike Brown che aveva altri 3 anni di contratto a libro paga) di non avere problemi a scombussolare situazioni appena incrinate, ma sembra che in questo caso un margine di fiducia ci sia ancora.

Certo, Blatt è stato comunque scelto dopo una lunga striscia di rifiuti (Calipari, Ollie, Hoiberg), e anche il fatto che, secondo i maligni, alcuni giocatori preferiscano dialogare con Tyronn Lue (assistente allenatore) piuttosto che con lui durante i TimeOut, dimostra come in un certo senso una “delegittimazione” ci sia già stata. Intervistato in sala stampa, Blatt non si è però dichiarato preoccupato di queste voci quanto piuttosto del “modo in cui stiamo giocando”. E fa bene, perché volendo considerare le ultime 10 partite solamente, i Cavs sono stati 27esimi nella Lega per efficienza difensiva, 28esimi per percentuale concessa dal campo e 26esimi per percentuale da 3 degli avversari. Purtroppo per Blatt, l’infermeria non vuole saperne di svuotarsi e le voci insistenti di trade che coinvolgono giocatori di rotazione (Waiters su tutti) non sono certo un toccasana vista la situazione. I Cavs ad oggi pagano la non perfetta collaborazione difensiva di alcuni giocatori (Love e Waiters su tutti, ma dati alla mano nemmeno Lbj e Irving sembrano esenti da colpe) e delle colpevoli attese sul mercato (Ray Allen sembrava aver firmato, Mozgov e Koufos anche) ma è palese come per stessa volontà dei piani alti del team, probabilmente in accordo coi giocatori cruciali, si voglia ancora attendere e valutare al meglio le reali necessità, in linea con le opportunità di mercato.
In ogni caso 30 partite sembrano poche persino per un eccentrico owner come Gilbert, quindi il tempo per rimediare sembra esserci, e con campioni del livello di Lbj, Irving e Love la strada per risalire è già spianata…

