Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksDallas, Chandler Parsons: “Sarà un grande anno per i Mavs”

Dallas, Chandler Parsons: “Sarà un grande anno per i Mavs”

di dunknba

Quando in estate i Mavs si assicurarono le prestazioni di Chandler Parsons grazie a un triennale da 45 milioni di dollari, le attenzioni di molti si concentrarono sull’entità della cifra sborsata dai texani, per un giocatore che per importanza ai Rockets veniva certamente dopo Harden e Howard.

CHANLDER PARSONSA ben vedere però, il prodotto di Florida lo scorso anno ha dimostrato di poter meritare un ruolo ben più importante all’interno di una squadra, come dimostra il fatto di essere stato uno dei quattro giocatori dell’intera lega ad avere avuto a fine stagione una media di almeno 16pt, 5rb e 4as, tirando con almeno il 45% dal campo. Per intenderci, i tre a fare compagnia a Parsons in questa particolare statistica sono LeBron James, Kevin Durant e Kevin Love.

Parsons può dare continuità a questi numeri e dimostrare di essere pronto per grandi palcoscenici e grandi traguardi a Dallas, dove con Nowitzki e Tyson Chandler forma con tutta probabilità una delle frontcourt meglio assortite della NBA. E poco importa che il prossimo anno Parsons percepirà circa 7 milioni in più del tedesco, un grande contratto impone grandi aspettative ma l’ala proveniente dai Rockets non sente la pressione: “Nei miei primi tre anni di NBA probabilmente sono stato sottopagato rispetto al mio valore, ma questo non ha mai condizionato il mio gioco. La gente parla ora del mio contratto semplicemente perché ora la cifra è molto più importante, ma non bado a tutto questo.” Tra tutti i nuovi compagni, Parsons ha avuto parole speciali per il suo nuovo centro, Tyson Chandler; nelle sue parole, oltre i complimenti per il suo compagno di squadra,  c’è forse da leggere una stoccata riferita allo status di primadonna di Howard ai Rockets? Giudicate voi: “Tyson è il lungo perfetto con cui giocare. I compagni non sono obbligati a passare la palla a lui. Non è lui a chiamare i giochi, non è il tipo di giocatore che vuole fare a tutti i costi 20pt a partita. Si sporca le mani sotto canestro, è sempre pronto per gli alley-oop, insomma il centro ideale con cui mi piace giocare.pars-nowi

A prescindere dai suoi compagni di squadra comunque, starà a Parsons dimostrare con i fatti di meritare le redini della sua squadra per condurla a grandi traguardi; l’ala lo sa bene: “Coach Carlisle mi ha detto che la palla passerà molto per le mie mani. Dovrò essere capace di costruirmi il tiro da solo se necessario, i miei compagni verranno da me nei finali di partita e io dovrò essere in grado di creare giocate utili per loro. Il mio lavoro prevede di essere aggressivo. Ma non significa che prenderò brutti tiri, cercherò di non forzare niente, mi fido dei miei compagni.

Il tornaconto personale insomma non è una delle priorità dell’ex-Rockets, il quale intende mettere in mostra la sua versatilità nella squadra di Mark Cuban e non nasconde grandi dosi di ottimismo per la stagione che sta per iniziare: “Sono sempre stato un uomo squadra, non voglio essere il ‘go-to-guy’ a tutti i costi, voglio fare tutto ciò che sarà necessario per far vincere più partite possibili alla mia squadra. Voglio dimostrare di poter ricoprire più ruoli in campo, voglio far vedere che non c’è una cosa che riguardi il gioco che io non sappia fare. Penso che per me sarà un grande anno. Ma penso che lo sarà ancor di più per la mia squadra.

Resta da vedere se la chimica di squadra non risentirà negativamente dell’arrivo di un giocatore come Parsons e se quest’ultimo riuscirà a trovare la giusta intesa con gli altri leaders della squadra Nowitzki ed Ellis. Ma nel caso l’intera squadra riuscisse a trovare la giusta intesa e ad essere unita verso un unico obbiettivo collettivo, in Texas quest’anno oltre agli Spurs ci sarà un’altra seria concorrente per il titolo.

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