I Cleveland Cavaliers sono i detentori del titolo NBA dopo aver battuto Golden state in finale, ribaltando uno storico 3-1: questa premessa è subito necessaria. Anche questa stagione è sembrata iniziare nel solito modo di sempre , Golden State rullo compressore ad ovest e Cleveland ad est. Due franchigie in fuga con gli Spurs ed i Celtics alle loro spalle, ma senza dare fino in fondo la reale impressione di poterle scavalcare.
Poi all’improvviso un paio di settimane prima dell’All Star Game, visto lo sforzo fatto fino ad allora in stagione, Lebron James fece delle dichiarazioni chiare verso la dirigenza chiedendo dei rinforzi a coprire diversi ruoli, come quello di playmaker, e quello di centro su tutti, ma non solo. Sono arrivati Williams, Korver, Sanders, Bogut (anche se per poco) e Derrick Williams. Insomma un team stravolto nella second unit quasi totalmente.

CLEVELAND, OH – FEBRUARY 26: Kyrie Irving #2 and LeBron James #23 of the Cleveland Cavaliers celebrate during the first half against the Golden State Warriors at Quicken Loans Arena on February 26, 2015 in Cleveland, Ohio. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Jason Miller/Getty Images)
Mi ha insospettito subito il modo con il quale è stato accolto Korver: “Quando hai la palla tira non ci pensare” ed io da allenatore mi sono detto , come mai ha detto una cosa cosi ? Se tu giochi in un sistema è il sistema stesso che sceglie e seleziona chi tira e quando. Forse una dichiarazione di facciata per accoglierlo nel migliore dei modi?
Ad esempio Danny Green, quando nel 2014 ha incappato nella serie di playoff più proficua e positiva della sua carriera tirando da tre come non aveva mai tirato, sicuramente era stato incaricato da Duncan ” te quando hai la palla tira , al rimbalzo ci penso io”, ma aveva trovato il giusto tempo, il giusto ritmo, la mano calda da sfruttare ed i suoi Spurs l’avevano “cavalcato” nel migliore dei modi possibili.
Quello che manca secondo me a Cleveland, non sono i giocatori, ma è un sistema dove inserire i giocatori. Adesso a poche partite dalla fine della stagione si trovano a dover praticamente registrare nuovamente parecchi meccanismi, che dovranno essere oliati sicuramente. Però un conto è provare questa cosa con davanti 82 partite, tutt’altra cosa è provarla a 20 partite dalla fine della stagione regolare con le altre squadre che, chi più chi meno, hanno già rodato e assimilato determinati aspetti. Condivido dei dati, non come legge scritta nella pietra, ma come ulteriore argomento di conversazione di dibattito.
Nelle 15 gare che hanno preceduto il week end dell’All Star Game, Cleveland aveva all’attivo un record di 9 vittorie e 6 sconfitte. Nelle 16 partite che hanno seguito l’ASG Cleveland ha collezionato un record di 9 vittorie ed 8 sconfitte, bottino piuttosto magro per un team del genere.
Riassumendo: nelle ultime 32 partite sono arrivate 18 vittorie e ben 14 sconfitte.
Ma oltre a questo, il minutaggio di LBJ non è calato poi così drasticamente: a 32 anni ed una decina di partite dalla fine della stagione i minutaggi di Lebron sono questi: [37 ; n.c ; 37 ; 40 ; 39 ; n.c ; 38 ; 39 ; 37 ; 40 ; 28 ; 38 ; n.c; 37 ; 34].
Detto questo c’è un evidente problema di gestione in quel di Cleveland, questo non pregiudica niente ovviamente, ma sono dati che lasciano pensare sicuramente. Possibile che tutto venga spazzato via quando si arriverà a giocarsi le gare che realmente contano o i problemi di sistema dei Cavaliers continueranno anche nei playoffs?
#ThisIsWhyWePlay
Di Luca Poggiani

