Pronti alle finali anche ad Est, dopo aver assistito allo spettacolo di game 1 tra OKC e Warriors la palla passa alla conference dei Cleveland Cavaliers, di LeBron James e dei loro rivali: i Toronto Raptors. Primi contro secondi nella lega, gara che si preannuncia tutta a favore dei primi, ma che potrebbe riservare delle sorprese e delle incognite per i Cavaliers.

LeBron James dei Cleveland Cavaliers

LeBron James dei Cleveland Cavaliers

Cavaliers #1 Est

I Cleveland Cavaliers e i Toronto Raptors si sfideranno nella finale della Eastern Conference dei play off 2016. I Cavs hanno dominato sia il 1° turno contro i Detroit Pistons sia la semifinale contro gli Atlanta Hawks. 2 serie terminate per 4 a 0 in cui Cleveland ha espresso la sua forza in maniera praticamente incontrastata se si esclude la prima serie contro i Pistons in cui Detroit ha provato (alla fine dei conti senza successo) a mettere i bastoni fra le ruote all’armata di Lue.
I Raptors, arrivano alla serie con molte più fatiche, superando anche i Miami Heat solamente in 7 gare, 7 come quelle con cui hanno superato anche i Pacers. Un dato quindi risultata eclatante: 8 partite per i Cavaliers, 14 per i Raptors in questi playoffs.
Il Prescelto è stato chiaro: “I giorni di riposo ci hanno fatto bene, siamo carichi”. Un avvertimento chiaro ai canadesi che arriva però anche dai tiratori da tre punti della squadra dell’Ohio: JR Smith, Kyrie Irving, Kevin Love, tutti sembrano aver trovato il loro ruolo nello scacchiere tattico di Lue che sembra aver ridato verve ad un gruppo che con Blatt sembrava essersi disunito per i contrasti tra il #23 e l’ex coach. Tiri da tre punti si, tanta difesa, tanta intensità, ed il fattore trainante: LeBron James. Se non dovessero entrare le “bombe” dei cecchini di Cleveland, ci penserà Lebron James a togliere le castagne dal fuoco per i Cavs. Una squadra che sulla carta sembra essere già proiettata alle Finals ma attenzione a non essere troppo rilassati. Servirà concentrazione massima per riuscire ad avere la meglio sui Raptors. Il giocatore chiave (escludendo LeBron James) potrebbe essere proprio Kevin Love che con i suoi tiri da tre potrebbe mettere in difficoltà la difesa dei canadesi: ovviamente se i Cavs dovessero mantenere i numeri da fuori l’arco dei tre punti che hanno tenuto soprattutto contro Detroit non ci sarà partita, ma se i Raptors dovessero riuscire a fare una breccia a Cleveland la serie potrebbe animarsi e rivelarsi meno scritta e chiusa di quello che sembra sulla carta.

Raptors #2 Est

NBA: Detroit Pistons at Toronto Raptors

Jan 30, 2016; Toronto, Ontario, CAN; Toronto Raptors point guard Kyle Lowry (7) and guard DeMar DeRozan (10) during their game against the Detroit Pistons at Air Canada Centre. The Raptors beat the Pistons 111-107. Mandatory Credit: Tom Szczerbowski-USA TODAY Sports

Finalmente anche i Raptors si apprestano a vivere il gran ballo di fine anno: contro i Cavaliers andrà in scena la prima finale di Conference della loro storia.
Per arrivare a questo storico traguardo i canadesi hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie contro Indiana prima e Miami poi, riuscendo in entrambe le serie a spuntarla solo dopo 7 combattutissime gare.
Ancora una volta i Raptors hanno perso il fattore campo in gara 1, stavolta sotto i colpi di Dwayne Wade (sono 5 opening games consecutivi persi a domicilio, un record negativo assoluto), ma sono stati comunque capaci di ripetere lo stesso canovaccio della serie contro i Pacers, e riprendersi il vantaggio alla prima opportunità, in gara 3.
L’ottima notizia per coach Dwayne Casey è il ritorno di fiamma di uno splendido Kyle Lowry (23.4 punti + 5.4 rimbalzi e 5.9 assist), che ha iniziato col freno a mano tirato (3/13 in gara 1, compreso il tiro dalla propria metà campo che ha forzato l’overtime) subendo oltremodo il talento di Dragic, per poi esplodere nella decisiva gara 3 (33, di cui 29 nella ripresa) ripetendosi infine con una sontuosa gara 7 da 35 punti con 11/20 al tiro. Il suo compagno di merende DeMar DeRozan (22.1+5.6) non ha sicuramente brillato come il play da Villanova, ma ha dato buoni segnali di risveglio dopo il torpore del 1° turno.
L’infortunio di un fin lì dominante Jonas Valanciunas (oltre 18 punti e 12 rimbalzi di media prima del forfait in gara 3), ha dato il via libera a Bismack Biyombo, evenienza già verificatasi a inizio 2016, con il lituano out e l’africano promosso in quintetto. E anche stavolta l’ex Charlotte ha dato un ottimo contributo (6.7 +8.4), con la ciliegina sulla torta di gara 7, chiusa a 16 punti e 17 rimbalzi contro i malcapitati avversari, che in assenza di Whiteside non hanno trovato il modo di arginare lo strapotere fisico del numero 8.
Demarre Carroll ha sofferto come tutti contro il talento smisurato di Wade, ma col passare delle partite è migliorato esponenzialmente, finendo la serie in doppia cifra di media (10.7) con ottime percentuali dal campo (47% da 3).
Proprio l’ex Atlanta sarà ora inevitabilmente sotto la luce dei riflettori: ad attenderlo ci sarà LeBron James, ostacolo verosimilmente insuperabile. I Raptors si affideranno a lui e a Patrick Patterson (6.7+5.3 contro Miami) per tentare di arginare il Prescelto, che con i suoi Cavaliers punta dritto all’obiettivo minimo stagionale, le Finals.
Qualunque numero o statistica condanna Toronto all’eliminazione, e in aggiunta le 6 partite in più sulle gambe (i Cavs hanno vinto 4-0 sia contro Detroit che contro Atlanta) sono un macigno sulle speranze minime dei canadesi.
La capacità di Cleveland di aprire gli spazi riuscendo comunque a mettere centimetri e atletismo sotto canestro, rappresenta potenzialmente un rebus irrisolvibile per Casey, che senza Valanciunas (indisponibile molto probabilmente almeno fino a gara 2) dovrà inventarsi un modo per tenere a bada gli avversari in area, magari rispolverando Luis Scola, uscito dalle rotazioni in questi playoffs.
Gli aspetti positivi da tenere in considerazione sono pochissimi: i precedenti stagionali (2-1 Toronto, per quanto a questo punto possa contare la Regular Season), e -soprattutto- l’entusiasmo. Proprio l’approccio spensierato e l’impeto di chi è già nella storia e non ha nulla da perdere possono diventare le uniche armi per mettere sotto pressione Cleveland. Toronto ha il dovere di provarci e il diritto di godersi questo momento.

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