I Boston Celtics, come è ormai evidente da alcuni mesi a questa parte, hanno cercato durante questa stagione di creare tanto spazio salariale a proprio disposizione per cercare di portare a Boston uno o più pezzi pregiati della prossima free agency. Sono commentabili in questo senso, infatti, le trade che hanno portato lontano dai bianco-verdi l’ala Jeff Green (finito a Memphis), ma soprattutto colui che era considerato l’uomo franchigia, quel Rajon Rondo approdato ai Mavericks alla corte di Carlisle. Il passaggio di RR9 in Texas ha stupito tantissimi addetti ai lavori, non tra questi, però, colui che si può considerare come il vero maestro del forte playmaker americano, ossia Doc Rivers. L’attuale coach dei Los Angeles Clippers ha avuto un ruolo fondamentale per la crescita e l’autostima di Rondo (hanno vinto insieme l’anello nel 2008 proprio a Boston) ed essendo stato molti anni alla guida dei Celtics non si dichiara stupito di quanto accaduto a dicembre 2014: “Molti di voi si sono meravigliati di Rondo a Dallas, io personalmente no. Penso sia stata in primis una scelta del ragazzo più che di Danny (Ainge), ma la società, piuttosto di ritrovarselo free agent a fine anno, ha preferito privarsene e io condivido in toto. Certo uno come lui fa comodo a tutti, ma se vuoi ricostruire seriamente devi prendere delle decisioni difficili ma necessarie e questo credo sia quello che è successo. L’intervista a Rivers, riportata da hoopshype.com, continua così: “Penso che abbiano scambiato Rondo proprio per questo, per potersi muovere più liberamente sul mercato e, perchè no, per far si che lo stesso Rajon in futuro possa tornare a casa”. Fantabasket o possibilità concreta?
Per nbapassion.com
Andrea Cosner

