Non è più la NBA degli anni ’90 e inizio millennio. Non è più la NBA dei grandi centri degli anni ’90 e inizio millennio. Giocatori dominanti come Hakeem Olajuwon, Patrick Ewing, David Robinson, Shaquille O’Neal, Alonzo Mourning non esistono più. Il ruolo di centro inteso come “big man” che gioca in post basso spalle a canestro ed è il primo terminale offensivo della squadra è andato, neanche tanto lentamente, scemando. Il basket moderno richiede sempre di più giocatori alti e versatili, che abbiano piedi veloci e mani educate anche dai sei metri. Ma se non esiste più il ruolo di centro come lo conoscevamo noi, cresciuti a pane e NBA negli anni novanta con il mito degli anni ottanta, è altrettanto vero che il ruolo si è evoluto, ma esiste ancora e non è scomparso. Proverò quindi a stilare una classifica dei migliori cinque centri della Eastern Conference della stagione appena conclusa. Non terrò in considerazione soltanto le “classiche” statistiche, ma cercherò di andare un po’ più a fondo e giudicare anche l’impatto che il giocatore ha avuto durante i minuti passati sul parquet.
Al 5° posto
Roy Hibbert
Indiana Pacers (56-26)
Hibbert, a livello fisico, ricorda sicuramente i grandi centri del passato, 218cm ed una stazza che si fa sentire sotto canestro. Movimenti spalle a canestro e semi-gancio dai due metri sia con mano destra che sinistra. Non ha molti possessi offensivi, soltanto il 19.5% per 10.8 punti a partita. Il suo punto debole sono i rimbalzi che controlla con soltanto il 12.5%, per una media di 6.6 a gara, a fronte dei 52.1% controllati da Indiana (prima nella Lega). Un po’ poco per un giocatore della sua altezza e per la posizione che occupa in campo. Ha comunque un buon impatto sia sull’attacco che sulla difesa della sua squadra. Con Hibbert in campo, Indiana, migliora sia per punti in attacco, passando da 101.5 a 103.4 di OffRtg; sia in difesa, dove da 96.7 punti per 100 possessi subiti, scende a 95.9. Il NetRtg sale quindi da +4.8 a +7.5. E’ uno dei migliori stoppatori con 2.2 per gara ma ha soltanto il 43.9% di realizzazione dal campo.
Al 4° posto
Marcin Gortat
Washington Wizards (44-38)
Il centro della squadra della capitale per completezza ed impatto ha vissuto una delle migliori stagioni della carriera. Ha avuto una media di 13.2 punti, 9.5 rimbalzi, 1.5 stoppate ed il 54.2% al tiro. Non sono certo statistiche da far sgranare gli occhi, ma se andiamo ad osservare in maniera più approfondita noteremo che con lui in campo, i Wizards, concedono ben 2.6 punti in meno per 100 possessi agli avversari e ne segnano 1.3 in più. Il NetRtg ( differenza punti per 100 possessi) con lui in campo è di +4.8 a fronte di un +0.9 complessivo di squadra. Il miglioramento è notevole se si pensa che ha una media di 32.8 minuti passati in campo. I poco più di 13 punti di media sono da considerarsi anche in rapporto al fatto che gestisce soltanto il 18% dei possessi in attacco. Wall, Beal e Nene sono tutti e tre sopra il 24% a testa. Mentre, se escludiamo Gooden che ha giocato soltanto 22 partite, è il primo con il 16.3%, per percentuale di rimbalzi ottenuti dalla sua squadra. Per fare un paragone interno, Nene ne controlla soltanto l’11%.
Al 3° posto
Andre Drummond
Detroit Pistons (29-53)
Come Hibbert, anche Drummond ha un fisico tipicamente da centro vecchio stampo. E’ giovane, 20 anni, ed è al secondo anno nella Lega. Rispetto alla scorsa stagione ha raddoppiato le sue cifre a livello di punti e rimbalzi. Ha segnato 13.5 punti e catturato 13.2 rimbalzi per partita, di cui 5.4 in attacco. Ha 1.6 stoppate e ha convertito con il 62.3% i 9.5 tiri di media. I Pistons recuperano il 51.4% dei rimbalzi disponibili in partita e di questi il 22.6% sono preda di Drummond. Cifra che lo porta ad essere il primo rimbalzista di squadra. Con lui in campo, Detroit, non ha una gran variazione di cifre a livello di punti fatti e concessi, si passa da un NetRtg di -4.4 a -5, questo perché la stagione della squadra della città dei motori non è di certo stata esaltante con appena 29 vittorie. Ma se Drummond dovesse continuare a crescere a questi ritmi, ci troveremmo di fronte ad un giocatore di sicuro impatto, non soltanto fisico ma anche tecnico.
Al 2° posto
Joakim Noah
Chicago Bulls (48-34)
Con l’assenza di Derrick Rose, Noah è, senza ombra di dubbio, l’anima della squadra dell’Illinois. Il suo impatto sulle partite è fatto di energia allo stato puro. Non perde mai occasione per caricare compagni e pubblico. Ma non si limita soltanto ad un contributo emotivo, in campo fa tante cose che lo portano ad essere uno dei migliori centri, non solo della Eastern Conference, ma dell’intera Lega. Segna 12.6 punti a partita con 10 tiri di media (che corrispondono al 18.7% dei possessi offensivi dei Bulls) che converte con il 47.5%. Se nel DefRtg non si nota la differenza con lui in campo o seduto in panchina a riposare, tale differenza diventa importante nella fase offensiva dove nei 35.2 minuti che Noah passa sul parquet Chicago segna 101.7 punti per 100 possessi a fronte dei 99.7 di squadra. Il francese è importantissimo nell’attacco dei Bulls, è il primo in squadra per assist con 5.4, che sono il 25.8% degli assist totali di Chicago. E’ abbastanza atipico che il centro sia anche il miglior assist-man, ma Noah è anche questo. Nonostante tutto è anche il miglior rimbalzista di squadra con 11.3 “Rodmans” catturati ed il 18.2% dei rimbalzi totali dei Bulls. In più ci sono tutte quelle cose che non finiscono sulle statistiche ma che Noah fa costantemente, come aiuti difensivi, aiuti e recuperi, o blocchi in attacco per i compagni. Assolutamente un giocatore completo che merita di essere uno dei migliori nel suo ruolo.
Al 1° posto
Al Jefferson
Charlotte Bobcats/Hornets (43-39)
Per punti e rimbalzi è sicuramente il miglior centro della costa Est. Ha fatto la famosa stagione da 20 e 10, quella che i GM valutano per darti contratti che ti cambiano la carriera. Per la precisione sono stati 21.8 i punti e 10.8 i rimbalzi di media. E’ stato sicuramente il primo terminale in attacco di Charlotte con 18.8 tiri di media a partita che sono il 29.7% dei possessi offensivi di squadra. Ha avuto una percentuale dal campo del 50.9%. A rimbalzo ha catturato il 17.6% dei rimbalzi totali, secondo solo a Biyombo con il 18.9%, ma è stato il miglior rimbalzista difensivo di squadra con 8.7 a partita che sono il 28.1% di squadra. Aggiunge anche 1.1 stoppate a partita e migliora di 1.2 il NetRtg di squadra. Anche grazie a lui i Bobcats hanno raggiunto i playoffs. Per questo merita il “premio” come miglior centro della Eastern Conference.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo






