Ecco perché LeBron può vincere l’MVP

di Vincenzo Marchitto

Siamo quasi alla fine della regular season, e King James è uno dei principali candidati al Most Valuable Player di quest’anno. I Cavaliers sono tra i favoriti alla vittoria del titolo, e questo grazie soprattuto al “ritorno a casa” di LeBron, tassello fondamentale del progetto vincente messo in atto dalla franchigia dell’Ohio.

Ma analizziamo la stagione di James: 26 PPG, 7.3 APG e 5.7 RPG. Senza di lui, la media punti di Cleveland, scende di 11,2 punti. Questo non solo per la sua capacità realizzativa, quanto per la completezza, e la concretezza che James riesce a garantire al suo, e al gioco della squadra. Le statistiche mascherano però, quella che è la maturità che LeBron ha raggiunto negli ultimi anni da professionista. Leader in campo e in panchina, incita i compagni, applaude, e li corregge quando ce n’è bisogno. Conosce perfettamente tutti i ruoli, e studia ogni dettaglio degli schemi offensivi e difensivi di coach Blatt.

Per un motivo o per un altro anche gli altri 3 candidati all’MVP, stanno dominando: Stephen Curry e James Harden sono i migliori giocatori di due delle migliori squadre dell’anno (Warriors in primis), e Westbrook sta bruciando ogni record con 7 triple doppie in stagione, e prestazioni incredibili.

Ma LeBron per molti, ha quel qualcosa in più, che gli permette di essere un gradino sopra tutti gli altri, e quell’intelligenza cestistica, con la quale è in grado di ricoprire praticamente tutti i ruoli. Chi assegna la statua del migliore giocatore al mondo potrebbe però essere condizionato dal fatto che James abbia già vinto ben quattro volte questo premio, a differenza degli altri tre, che non l’hanno mai vinto, optando quindi per una “new entry”. Inoltre il record di squadra sembra andare tutto nella direzione di Curry, mentre le ultime prestazioni portano in auge Westbrook: per King James sarà dura.

Per NBA Passion,
Vincenzo Marchitto.

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