Joel Embiid ha segnato 50 punti in gara 3 della serie tra i suoi Philadelphia 76ers e i New York Knicks, e dopo la partita ha rivelato di soffrire della paralisi di Bell, una paresi del nervo facciale che da circa due settimane gli ha bloccato la parte sinistra del volto.
Embiid si è presentato in sala stampa con indosso degli occhiali scuri, e ha spiegato: “È iniziato tutto prima della partita dei play-in contro Miami, avevo queste emicranie ma non pensavo a niente del genere. E invece mi ha preso tutta la parte sinistra, bocca e occhi, devo mettere sempre le gocce per evitare che l’occhio si secchi. È sempre dura ma io sono un combattente, non mi arrendo. Non sono fortunato di queste cose ma niente scuse“, ha aggiunto il centro dei Sixers.
Sixers che in gara 3 hanno accorciato le distanze nella serie, ora sul 2-1 per i Knicks. Per Embiid 50 punti con 8 rimbalzi e 19 su 21 ai tiri liberi e 5 su 7 da tre punti, il tutto potendo contare su una mobilità ridotta a causa delle condizioni non ideali del suo ginocchio sinistro, operato a gennaio. Tyrese Maxey ha segnato 25 punti, Kelly Oubre Jr ha chiuso a quota 15 punti. Per i Knicks Jalen Brunson ha migliorato le percentuali al tiro, disastrose nelle prime due partite, con 39 punti e 13 su 27 dal campo, ma ne è uscita una sconfitta netta.
Joel Embiid dopo la partita ha raccontato di non avere idea di quando questo suo nuovo problema possa risolversi: “Per ora non ci sono stati chissà che miglioramenti, da quel che mi hanno detto possono volerci settimane, io spero che almeno resti così com’è adesso. Mi fa anche sembrare più bello… sono convinto che tutto accade per una ragione, io devo solo occuparmi di stare bene di testa“.
Bella, in campo, la partita lo è stata a tratti. Tanti falli soprattutto nel primo tempo, e tantissime interruzioni, Philadelphia ha tentato 33 tiri liberi e segnato 15 triple di squadra, i Knicks hanno perso Mitchell Robinson per una distorsione alla caviglia sinistra e il suo sostituto Isaiah Hartenstein è stato limitato dai problemi di falli a soli 26 minuti di gioco. Embiid stesso ha commesso il suo terzo fallo a metà del secondo quarto ma ha chiesto a coach Nick Nurse di lasciarlo in campo: un’idea azzeccata, Joel non ha più rischiato per tutta la partita, e ha avuto ragione, con 18 punti nel solo terzo periodo con 4 triple. I suoi 50 punti sono anche la prima volta dai tempi di Allen Iverson che un giocatore dei 76ers non segnava così tanto in una partita di playoffs NBA.
“Oggi sono entrati tanti tiri ma sono i miei tiri, contiuerò a prenderli. Ciò che non deve mancarmi è la fiducia, visto che fisicamente qualche limite c’è. Il ginocchio? Difficile fidarsi al 100%,ma devo continuare a spingere. Qualsiasi cosa per vincere ancora“.
Embiid si è reso protagonista nel primo tempo anche di una giocata al limite dell’antisportivo ai danni di Mitchell Robinson, nell’area dei tre secondi difensiva dei Sixers. Finito a terra durante una lotta a rimbalzo, la star dei 76ers ha afferrato la gamba destra di Robinson mentre il centro dei Knicks saltava, un movimento davvero pericoloso e che gli arbitri hanno punito con un fallo flagrant di tipo 1. “Cosa è successo? Mi sono ricordato di quando mi sono fatto male io e Kuminga mi era finito sulla gamba col suo peso, ho visto Robinson saltare e non volevo che mi cadesso addosso anche lui. Io non volevo fare male a nessuno ma solo proteggermi. Ne ho viste troppe e spesso ne ho fatto anche le spese, era del resto una partita fisica, si prendono e si danno“.
Donte DiVincenzo dei Knicks ha definito “sporca e scorretta” senza mezzi termini la giocata di Joel Embiid. Per Josh Hart, “Io non mi tiro indietro se c’è da spendere un fallo duro ma qui si tratta di mettere a rischio la salute di un giocatore per settimane, forse mesi. Siamo stati fortunati che Mitchell non si sia fatto male“.

