1386615281000-uscp-hill03Eccoci di nuovo qui per analizzare un altro grandissimo cestista che rientra di diritto nella nostra categoria “Eterni Secondi“: sto parlando di Grant Hill, prodotto di Duke, giocatore formidabile sia a livello collegiale che in NBA.
Nel 1990, Hill si iscrive alla Duke University, andando contro il volere del padre che lo avrebbe voluto fra le file della North Carolina, e disputa quattro stagioni stupende, regalando ai suoi ben 2 Titoli NCAA, nel 1991 e nel 1992.
Viene subito messo nella lista dei migliori giovani del paese, finendo la sua avventura con Duke a più di 1.900 punti, 700 rimbalzi, 400 assist, 200 palle recuperate e 100 stoppate, cifre che lo faranno poi diventare l’ottavo giocatore di Duke a veder ritirata la sua maglia (N° 33).
Nell’estate del 1994 partecipa al Draft NBA e viene selezionato dai Detroit Pistons con la 3^ scelta al primo turno, subito dietro Glenn Robinson (Milwaukee Bucks) e Jason Kidd (Dallas Mavericks). Il suo primo anno fra i pro è a dir poco sorprendente, chiude la stagione regolare con 20 punti di media, 6.4 rimbalzi e 5 assist, tirando col 47.7 % dal campo (vincerà il premio di Rookie Of the Year a pari merito proprio con Jason Kidd).
hill6Deve attendere due stagioni prima di approdare ai Playoffs con i Pistons, i quali, nonostante una buona squadra, vengono eliminati subito al primo turno. Hill mette a referto 19 punti (56.4%) e 7.3 rimbalzi nelle 3 partite disputate durante quei Playoffs.

L’annata 1996-97 sembra essere quella buona per arrivare fino in fondo. Detroit, reduce da una buona stagione (54-28), si affaccia ai Playoffs grazie alla coppia formata da Grant Hill e Joe Dumars: Hill mette subito in chiaro di che pasta è fatto e durante il primo turno contro gli Atlanta Hawks segna 23.6 punti a partita (massimo in carriera) e raccoglie 6.8 rimbalzi. Ciò però non basta per superare il turno e i Pistons vengono sconfitti in 5 partite.330272358_1bc1e6c3c0_o

Dopo altri Playoffs non proprio elettrizzanti e qualche infortunio, il nostro uomo decide di cambiare franchigia e lo fa trovando l’accordo nel 2000 con gli Orlando Magic, andandosi ad affiancare ad un altro ottimo giocatore quale Tracy McGrady. I due in qualche modo riescono a trascinare i Magic ai Playoffs ma vengono immediatamente rispediti a casa dai Milwuakee Bucks.

Hill resta ai Magic fino alla stagione 2006-07, mostrando però di non essere più quel talentuoso giocatore di college che aveva fatto vedere. Le sue cifre subiscono un peggioramento costante, passa a 15 punti di media e 5 rimbalzi.

Ecco un breve video del grande Grant Hill:

L’11 Luglio del 2007, il primo giorno utile per firmare dei free-agent, il GM dei Phoenix Suns mette le mani proprio su Grant Hill, proponendogli un contratto da 1.83 milioni di dollari all’anno.
Grant+Hill+Memphis+Grizzlies+v+Phoenix+Suns+exrJOuBdG_6lGrazie al sostegno dell’altro veterano Steve Nash, Hill sembra essere in qualche modo ringiovanito, gioca più fluidamente in campo e nonostante il calo nella media punti (circa 12 a partita) diventa un tassello importante per la squadra dell’Arizona.
Con i Suns disputa due volte i Playoffs: da segnalare sicuramente quelli del 2010, durante i quali raggiunge il suo maggior numero di partite Playoffs in carriera (16), partendo sempre titolare e scrivendo a referto 9.6 punti, 5.8 rimbalzi e 2.3 assist.
Al termine del suo contratto con Phoenix, molte squadre sembrano essere ancora intenzionate a mettere le mani sull’ex giocatore di Duke. Alla fine sono i Los Angeles Clippers a spuntarla, ma a causa di un infortunio al ginocchio destro durante la pre-season, Hill non vede il campo fino a Gennaio 2013, e con i Clippers disputa solamente 29 partite segnando appena 3.2 punti.

Il 1° Giugno 2013 annuncia il suo ritiro dal basket professionistico dopo 19 1Grant-Hill-4-of-20lunghe stagioni in NBA.
Sicuramente, per i presupposti che si erano fatti vedere ad inizio carriera, molti avrebbero puntato almeno su una vittoria del titolo da parte sua, ma, nonostante sia stato un ottimo giocatore, Hill non ha mai avuto intorno il giusto team per fare quell’ultimo passo, e di certo anche gli infortuni hanno fatto la loro parte. Ciò non toglie che rimarrà sempre uno dei migliori giocatori di sempre.

Premi Individuali: 7x All Star, All NBA 1st Team 1997, NBA Co-Rookie Of the Year 1995, 2x NCAA Champion, ACC Player of the year 1993

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