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Focus Philadelphia Sixers: eterna incompiuta o seria contender?

di Andrea Esposito

I Philadelphia Sixers hanno approcciato quest’anno con la sindrome da Spada di Damocle sulla testa. Il fardello di dover dimostrare di essere pronti per primeggiare ha pesato non poco in questa abbondante prima metà di stagione. Le mosse estive, che abbiamo analizzato in estate in una swot dedicata , fatte dalla dirigenza di Philly hanno reso la squadra una delle più attrezzate per far bene. Ma qualcosa è andato storto: analizziamo il tutto in questo focus.

Ben Simmons: fattore o peso?

L’australiano è ormai un fattore imprescindibile nel gioco di coach Brett Brown, che col tempo ha saputo esaltare le capacità del classe 1996 in transizione; lo stesso vale per la fase difensiva dove Simmons è il vero ago della bilancia. Ma senza stare qui a fare l’ennesima predica sulla mancanza completa di tiro da fuori di Ben Simmons, concentriamoci su come Ben Simmons obblighi la sua squadra a seguire un canovaccio tattico ormai fisso.

Focus Philadelphia Sixers: l’attacco in transizione è una delle specialità di Ben Simmons.

Abbiamo già fatto cenno alle straordinarie doti del nativo di Melbourne in situazione di contropiede dove può dare il meglio di se; ma quando i Sixers non riescono a correre, Simmons è sfruttato nel modo giusto?

Le spaziature diventano il tema principale della questione: Simmons è pericoloso solo a ridosso del semicerchio, e per farlo arrivare lì gli altri devono fargli spazio. I 16 punti di media sono in linea con le passate stagioni, così come il suo rendimento al tiro con 11 tentavi da 2 a partita realizzati col 58%.

Joel Embiid non riesce ancora ad essere continuo

Il big man proveniente dal Camerun quest’anno non è ancora riuscito a trovare continuità di rendimento, cosa che sta infastidendo anche gli stessi tifosi del Wells Fargo Center. Embiid ha avuto troppi alti e bassi in questa stagione: grandissimi UP seguiti da fragorosi DOWN.

Focus Philadelphia Sixers: in post, Joel Embiid dimostra tutto il suo potenziale realizzativo.

La partita  contro i Brooklyn Nets potrebbe essere quella della svolta: dal -20 sul 50-30 e la pioggia di fischi, i Sixers fanno gruppo e si aggrappano ad un dominante Joel Embiid che servito spalle a canestro mette in seria difficoltà sia  Jarrett Allen che DeAndre Jordan, guadagnandosi la bellezza di 19 tiri liberi. Joel chiuderà le ostilità con 39 punti e 16 rimbalzi a referto. Successivamente è seguita la prova monstre contro gli Atlanta Hawks, nella quale il centro ha infilato 49 punti (career high per lui).

Al netto delle ultime buone uscite, Embiid sta viaggiando a 23.8 punti con 12 rimbalzi e 3.2 assist di media, ottimi numeri che però non si trasformano automaticamente in una ottima stagione.

La coesistenza tra Embiid e Simmons è il punto interrogativo più difficile da risolvere per coach Brown, spesso si vede Embiid quasi accontentarsi di tiri da tre piuttosto che attaccare il pitturato; per evitare un ‘calpestarsi i piedi“‘col suo compagno o per evitare un imbuto pericoloso.

Focus Philadelphia Sixers: il supporting-cast sta deludendo?

Questa estate l’executive Elton Brand ha preso scelte importanti rinnovando Tobias Harris con un max-contract e lasciando andar via sia Jimmy Butler che JJ Redick e firmato Al Horford scippandolo ai grandi rivali dei Boston Celtics.

Sicuramente chi sta deludendo un po’ le attese è quel Al Horford che secondo i piani della dirigenza doveva essere la chiave e il veterano giusto per guidare Embiid verso la consacrazione e aiutare coach Brown nella gestione del gruppo. I numeri del lungo nato a Puerto Plata sono in calo se paragonati alla scorsa stagione: 11.6 punti di media col 43.6% dal campo e il 31.9% dall’arco.

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Tobias Harris.

Tobias Harris doveva ricoprire il ruolo di quattro tattico per aprire le difese e lasciare l‘area libera per le scorribande di Simmons o i giochi in post basso si Embiid; ma il 36.2% non è la percentuale migliore in tal senso. Harris è importante nello scacchiere tattico dei Sixers in costante ricerca di equilibrio per la sua capacità di difendere su più ruoli e per la sua intelligenza, ma deve salire di livello se Philadelphia vuole puntare alle NBA Finals.

Brett Brown ha ancora tutto il tempo per mettere in ordine quelle piccole cose che hanno creato il distacco dai Bucks. Le note liete si chiamano Matisse Thybulle e Josh Richardson.

Quando il gioco aumenterà di intensità riusciranno a farsi trovare pronti questi Sixers?

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