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Luka Doncic sarà il prossimo MVP? Ecco perché può superare Derrick Rose

di Stefano Cardone

E’ il 17 giugno 2008, si era appena consumata una stagione stellare che ha visto le due più grandi rivali del mondo NBA scontrarsi in una storica finale. I Boston Celtics battono degli arrendevoli Los Angeles Lakers in sei partite, conquistando il loro diciassettesimo titolo NBA.

E pochi giorni dopo l’epilogo della stagione si tiene uno dei draft più ricchi di sempre. Con la scelta numero uno i Bulls pescano un ragazzo di Chicago, un metro e novanta di altezza che non accenna un sorriso, ed ha la faccia determinata di uno che è pronto a cambiare gli equilibri. Quel ragazzo si chiama Derrick Rose, e soli tre anni più tardi sarebbe diventato il più giovane MVP della storia della NBA, al termine della stagione 2010\11.

Ma ad oggi, chi potrebbe eguagliarlo?

Chi nella NBA di oggi potrebbe, come il Derrick Rose di una volta, cambiare da così giovane le sorti della sua squadra, e di una conference intera? Forse un ragazzo sloveno, un autentico gioiello che fa di nome Luka Doncic, classe 1999, guardia di un metro e 98 di altezza, selezionato al draft NBA 2018 con la terza chiamata assoluta e sbarcate nella NBA con una Eurolega in bacheca, vinta appena diciottenne.

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Rose è il più giovane MVP della storia NBA

Che Luka, come Rose, non sia un ragazzo come gli altri lo dimostra subito: incanta sin dalla prima palla a due, e diventa leader e trascinatore dei suoi Dallas Mavericks, ereditando lo scettro del suo predecessore Dirk Nowitzki, ed i Mavs gli costruiscono attorno un progetto acquisendo Kripstas Porzingis, altro europeo di grande qualità, arrivato dai New York Knicks.

Oggi, con un solo anno di NBA alle spalle, Luka Doncic potrebbe avere la possibilità di diventare il nuovo MVP più giovane della storia NBA, ed a dirlo sono le prestazioni: 26,7 punti, 9,1 assist e 9,9 rimbalzi di media in questo inizio di stagione. Praticamente una tripla doppia di media a partita, sicurezza e maturità in campo da veterano ed una convocazione per il suo primo All-Star Game al suo secondo anno (esattamente come fu per Rose) già in tasca.

Luka Doncic MVP? Ecco i suoi possibili avversari

Alcune circostanze potrebbero aiutare il fuoriclasse sloveno nella sua missione impossibile. Due degli ultimi tre MVP stagionali, James Harden e Russell Westbrook, giocano ora assieme agli Houston Rockets, e potrebbero finire per togliersi spazio a vicenda nella corsa al premio (soprattutto per Harden, con un Westbrook “subalterno” nelle dinamiche di squadra all’amico di sempre).

Un altro ex MVP, LeBron James, gioca oggi assieme ad un altro candidato perenne al premio, quell’Anthony Davis già tre volte primo quintetto NBA. L’ultimo titolo di miglior giocatore della stagione per LeBron risale al 2013 e all’epoca dei Miami Heat del big three, con Dwyane Wade e Chris Bosh: allora, l’accoppiata con altri due All-Star non fu di ostacolo alla corsa per il titolo di MVP per LeBron. Cambieranno le cose, con Davis in squadra?

LeBron James e Luka Doncic: un ex MVP contro il prossimo MVP?

Il load management, ed il totale disinteresse (disprezzo?) di Kawhi Leonard per i riconoscimenti personali, allontana il due volte campione NBA dalla corsa: Leonard saltò lo scorso anno in maglia Raptors ben 22 partite, troppe per ambire ad essere nominato il più forte di tutti, e tutti gli indizi puntano verso un’annata analoga per Leonard, anche ai Los Angeles Clippers. Il suo nuovo compagno di squadra Paul George arrivò terzo lo scorso anno nelle votazioni, ma la sua stagione 2019\20 deve ancora iniziare, e la lunga assenza penalizzerà l’ex star degli Oklahoma City Thunder.

Damian Lillard ha iniziato la stagione con cifre e prestazioni da MVP. I suoi Portland Trail Blazers non hanno sinora però risposto alla chiamata (complici gli infortuni), ed i Blazers, “persi” lassù nel nordovest degli Stati Uniti, sono storicamente una delle squadre meno visibili e più vessate dal calendario dell’intera NBA. Per vedere Lillard incoronato MVP, servirebbe una stagione davvero di spessore della sua squadra. Ma la partenza dei Blazers è stata lenta, e la Western Conference non aspetta.

La stagione ed i sogni di “triplete” di Steph Curry si sono infranti contro (anzi, sotto) il corpaccione di Aron Baynes dei Phoenix Suns.

James Harden e Giannis Antetokounmpo, protagonisti di un duello di fuoco nella corsa all’MVP 2019

Giannis Antetokounmpo pare oggi l’avversario da battere per Luka Doncic. La Eastern Conference è meno competitiva, i Milwaukee Bucks sono totalmente “Giannis-dipendenti” ed il greco ha migliorato in questo inizio di stagione punti e assist di media, rispetto allo scorso anno. Dei Bucks ancora primi ad Est, ed una stagione di livello uguale, se non superiore, a quella dell’annata scorsa, potrebbero bastare ad Antetokounmpo per la riconferma.

Saranno poi in grado i Dallas Mavericks di Doncic e Kristaps Porzingis di vincere un numero di partite sufficiente a sostenere la candidatura dello sloveno? I Chicago Bulls 2010\11 vinsero 62 partite, un’enormità. Ai Dallas Mavericks 2019\20 potrebbero non bastare 47 o 48 vittorie per qualificarsi ai playoffs, occorrerà di più per Luka per correre realisticamente per il premio di MVP. Superare la “soglia psicologica” delle 50 vittorie sarà probabilmente decisivo.

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