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NBA Passion Fantasy League: pagelloni parte 2

di Francesco Schinea
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Dopo la parte 1, è il momento di dare voti e giudizi spietati anche alla seconda metà dei redattori coinvolti nella NBA Passion Fantasy League.

Daniele Maggio

Los Angeles Lakers. Quintetto: Avery Bradley, Danny Green, LeBron James, Anthony Davis, JaVale McGee. Dalla pachina: Derrick Rose, Dwight Howard, Marcus Morris, Kentavious Caldwell-Pope, Alex Caruso.

Dallas Mavericks. Quintetto: Chris Paul, Tim Hardaway Jr, Luka Doncic, Kristaps Porzingis, Kevon Looney. Dalla panchina: Seth Curry, Josh Hart, Michael Kidd-Gilchrist, Willie Cauley-Stein, Jalen Smith.

Con Derrick Rose, oltre a dare il via al mercato della nostra lega, ha aggiunto il pezzo mancante sullo scacchiere dei Lakers. Chris Paul ha invece portato qualità ed esperienza a Dallas. Inizialmente iperattivo, la mancanza di asset dopo i primi colpi ha portato la sua intraprendenza a scemare col passare dei giorni. Nonostante la sua astinenza da trade nella parte finale della competizione, ha avuto la forza di rispedire al mittente le proposte ricevute per i suoi giocatori, mantenendo in tal modo intatti due roster di alto livello. Da serio candidato alla vittoria finale della NBA Passion Fantasy League ha già dichiarato di voler dedicare un’eventuale vittoria ad Isaiah Roby, proposto a tutte le restanti 29 franchigie con risultati discutibili. Animale da trade.

Voto: 9

Lorenzo Bucci

Boston Celtics. Quintetto: Kemba Walker, Shai Gilgeous-Alexander, Gordon Hayward, Jayson Tatum, Daniel Theis. Dalla panchina: George Hill, Marcus Smart, Patrick Williams, Dorian Finney-Smith, Enes Kanter.

Charlotte Hornets. Quintetto: Devonte Graham, LaMelo Ball, Nicolas Batum, PJ Washington, Blake Griffin. Dalla panchina: Quinn Cook, Anfernee Simons, Caleb Martin, Isaiah Stewart, Bismack Biyombo.

Non partiva con i favori del pronostico, ma nonostante ciò è riuscito a dare un senso agli Charlotte Hornets e a migliorare i Boston Celtics. Tanti movimenti intelligenti, quali il sacrificio di Jaylen Brown per arrivare a Shai Gilgeous-Alexander, o gli arrivi di Thybulle, George Hill e Blake Griffin. Il suo più grande pregio è però quello di essere riuscito a terminare la competizione con un serio candidato al Nik Stauskas Award: dopo mille scambi Quinn Cook ha trovato una sistemazione definitiva nei suoi Charlotte Hornets. Impeccabile.

Voto: 8.5

Andrea Indovino

Houston Rockets. Quintetto: Russell Westbrook, James Harden, Ben McLemore, Robert Covington, PJ Tucker. Dalla panchina: Austin Rivers, Eric Gordon, Bruce Brown, Jeff Green, Richaun Holmes.

Phoenix Suns. Quintetto: Ricky Rubio, Bradley Beal, Tobias Harris, Rui Hachimura, Thomas Bryant. Dalla panchina: Tyrese Haliburton, Nickeil Alexander Walker, Mikal Bridges, Dario Saric, Aaron Baynes.

Pochi movimenti con gli Houston Rockets, tanti (forse troppi) con i Phoenix Suns. Ha fatto una scelta ben precisa, quella di sacrificare le star del futuro Devin Booker e DeAndre Ayton per portare in Arizona stelle più pronte, quali Bradley Beal e Tobias Harris. Ringiovanito invece il resto del roster con Lonnie Walker IV, Rui Hachimura e Thomas Bryant. Scelte coraggiose, ma ha davvero senso mettere in secondo piano nel giro di una settimana i tanti anni di purgatorio dei Suns? Non lo sapremo mai, ma a noi tutto questo basta per considerare di buon livello il lavoro svolto. Win-now.

Voto: 8-

Kevin Martorano

Golden State Warriors. Quintetto: Curry, Klay Thompson, Justin Winslow, Draymond Green, Jaren Jackson Jr. Dalla panchina: Dotson, Damion Lee, Cedi Osman, Eric Paschall, Brandon Clarke.

Minnesota Timberwolves. Quintetto: Elfrid Payton, CJ McCollum, Jarrett Culver, Juan Hernangomez, Karl-Anthony Towns. Dalla panchina: Nico Mannion, Malik Beasley, Aaron Nesmith, Omari Spellman, Daniel Oturu.

Inspiegabile la sua decisione in sede di Draft, nel corso del quale utilizza la quarta scelta dei Minnesota Timberwolves per selezionare Aaron Neshmith, dato ben più in basso nelle varie simulazioni. A parte questo, la sua gestione di T’Wolves e Warriors è stata ottima, complici alcuni movimenti non proprio impeccabili dei suoi colleghi GM, che gli hanno consentito di ottenere il massimo possibile dalla cessione di Andrew Wiggins e la prima scelta 2020 (Jaren Jackson Jr, Brandon Clarke e Justise Winslow). Ha sfiorato anche l’impresa quando non è riuscito a finalizzare una trattativa per Trae Young solo a causa del veto del commissioner. Ardito.

Voto: 8-

Lorenzo Poliselli

Utah Jazz. Quintetto: Mike Conley, Rudy Gobert, Buddy Hield, Jordan Clarkson, Donovan Mitchel. Dalla panchina: Marvin Bagley III, Royce O’Neale, Ed Davies, Kira Lewis JR, Cory Joseph

Sacramento Kings. Quintetto: Harrison Barnes, Nikola Vucevic, Bogdan Bogdanovic, De’Aaron Fox, Luke Kennard. Dalla panchina: Nemanja Bjelica, Jabari Parker, Okoro, Tony Bradley, Kent Bazemore.

Ha apertamente confessato di essere stato sul punto di prendere in considerazione la cessione di Donovan Mitchell e Rudy Gobert per Russell Westbrook. Ciò non è accaduto, garantendogli comunque la possibilità di terminare la Fantasy League con due roster tutto sommato nella media. Bene la sua trade interna che ha spedito Buddy Hield ai Jazz. Purtroppo non è riuscito a piazzare altrove il contratto di Harrison Barnes, cosa che probabilmente gli avrebbe garantito qualche voto in più. Pazienza anche per il mancato accordo con gli Heat per Tyler Herro. Stando ai rumors, l’uomo delle trade mancate.

Voto: 7.5

Lorenzo Brancati

Brooklyn Nets. Quintetto: Kyrie Irving, Caris LeVert, Joe Harris, Kevin Durant, Jarrett Allen. Dalla panchina: Taurean Prince, Delon Wright, Furkan Korkmaz, DeAndre Jordan, Garrett Temple.

Se, come me, vi aspettavate la cessione di Kyrie Irving, rimarrete piuttosto delusi. Sembrava destinato a chiudere la competizione con un unico grande colpo: Furkan Korkmaz. Fortunatamente per la sua pagella l’ultimo giorno di mercato gli ha consentito di piazzare un altro movimento, la cessione di Dinwiddie ai cugini dei New York Knicks. Una scelta ampiamente discutibile, ma in un roster come quello dei Nets la scelta di sacrificare Dinwiddie per Delon Wright e diverse pick al draft è tutto sommato accettabile. Sottotono.

Voto: 7+

Federico Ferri

Portland Trail Blazers. Quintetto: Damian Lillard, Jimmy Butler, Trevor Ariza, Carmelo Anthony, Jusuf Nurkic. Dalla panchina: Kendrick Nunn, Rodney Hood, Nassir Little, Reggie Perry, Hassan Whiteside

Miami Heat. Quintetto: D’Angelo Russell, Tyler Herro, Andre Iguodala, Zach Collins, Bam Adebayo. Dalla panchina: Goran Dragic, Devin Vassell, Miles Bridges, Duncan Robinson, Kelly Olynyk.

Non è stato particolarmente attivo sul mercato, eppure è riuscito a regalarci alcuni dei colpi di scena più improbabili della NBA Passion Fantasy League. Prima la partenza di CJ McCollum per far spazio a D’Angelo Russell, poi la trade interna che coinvolge lo stesso Russell e Jimmy Butler. Bene Portland, qualche dubbio su Miami, che ricostruisce una squadra che sembrava finalmente in grado di lottare per qualcosa di importante. Un GM che agisce nell’ombra.

Voto: 7

Francesco Catalano

Oklahoma City Thunder. Quintetto: Patrick Beverley, Jaylen Brown, Rudy Gay, Danilo Gallinari, Ivica Zubac. Dalla panchina: Dennis Schroder, Josh Okogie, Andre Roberson, Rodney McGruder, Nerlens Noel.

Detroit Pistons. Quintetto: Terry Rozier, Jordan McRae, Kyle Kuzma, Sekou Doumbouya, Cody Zeller. Dalla panchina: Langston Galloway, Brandon Knight, Danuel House, Obi Toppin, Isaiah Hartenstein.

Attivissimo sul mercato, ha avuto la capacità di liberarsi dei contratti esorbitanti di Chris Paul e Blake Griffin. Interessante la scelta di portare Jaylen Brown ad Oklahoma, seppur privandosi di Shai Gilgeous-Alexander. È riuscito anche ad imbastire gran parte delle trade più importanti della settimana, ma spesso è stato proprio lui a guadagnarci di meno. Veder arrivare ad OKC Julius Randle per poi lasciarlo partire (seppur con annesso contratto) in cambio di Rudy Gay è stato un colpo al cuore. Di certo la Luxury Tax non è un problema per le sue franchigie. Calcolatore.

Voto: 7-

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