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NBA Passion Fantasy League: pagelloni parte 1

di Lorenzo Brancati
david stern

Concluse trattative e scelte al Draft, e in attesa della proclamazione del vincitore della NBA Passion Fantasy League, divertiamoci con i pagelloni. Ecco come sono andati i nostri redattori impegnati nella sfida tra general manager NBA!

Francesco Schinea

Philadelphia 76ers: Quintetto: Ben Simmons, Jrue Holiday, Glenn Robinson III, Kevin Love, Joel Embiid. Dalla panchina: Patty Mills, Shake Milton, JJ Redick, Nicolò Melli, Kyle O’Quinn.

Non è solo la mente dietro alla Fantasy League, ma ne è anche il principale curatore. Per tutta la competizione tiene sotto controllo gli affari degli altri concorrenti e aggiorna continuamente la nostra Trade Machine. Come se non bastasse trova il tempo anche di gestire e migliorare a fondo i 76ers, assicurandosi Holiday, Love, Redick e portandosi a casa il buon Melli. Il tutto senza intaccare la coppia Simmons Embiid. Si muove talmente bene che viene da pensare abbia sabotato qualcosa. Complotti a parte, senza di lui non saremmo qui a scrivere di questa bella esperienza. Mastermind.

Voto: 10

Luca Castellano

New York Knicks: Quintetto:  Lonzo Ball, RJ Barrett, Mo Harkless, Kevin Knox, Myles Turner. Dalla pachina: Cole Anthony, Spencer Dinwiddie, Frank Ntilikina, Mike Scott e Jaxson Hayes.

Los Angeles Clippers: Quintetto: Reggie Jackson, Larry Shamet, Paul George, Kawhi Leonard, Steven Adams. Dalla panchina: Lou Williams, Montrezl Harrell, Marcus Morris, JaMychal Green e Patrick Patterson.

Durante il primo giorno praticamente irreperibile, dal secondo entra  in scena senza più uscirne. Se con i Clippers è bravo a prendersi Adams ad un prezzo onesto e a starsene poi fermo, con i Knicks è invece una macchina da guerra, o meglio, da scambi. Apre le danze scaricando l’odiato Randle in un affare a tre, continua facendo circolare contratti e scelte senza sosta, tanto che in pochi giorni prima scarica e poi si riprende il povero Dennis Smith Jr. A guardare le rotazioni che ha costruito a NY si grida al miracolo. Trova anche tempo per qualche battuta tagliente verso gli altri concorrenti. Onnipresente.

Voto:  9

Pierluigi Ninni

Indiana Pacers: Quintetto: Malcom Brogdon, Victor Oladipo, Tj Warren, Domantas Sabonis, Maxi Kleber. Dalla Panchina: Tj McConnell, Jeremy Lamb, Justin Holiday, Doug McDermott, Goga Bitadze.

Cleveland Cavaliers: Quintetto: Darius Garland, Kevin Porter Jr, Kelly Oubre Jr, Larry Nance Jr, Andre Drummond. Dalla Panchina: Tre Jones, Collin Sexton, Alfonzo McKinnie, Deni Avdjia, Kilian Tillie.

Prende il tutto molto seriamente, come dimostrano i commenti estremamente tecnici lasciati su Twitter. Ci hanno detto che dopo averli letti Coach Nate McMillan lo abbia chiamato per qualche consiglio. Con Indiana si muove bene, cedendo Turner per affiancare a Sabonis un Kleber più adatto al sistema di gioco. A Cleveland le cose erano più complesse, ma lui fa esattamente quello che avrebbe dovuto, cedendo Love ad un buon prezzo e pescando bene al Draft, chiamando Avdjia alla scelta 5. Cerca di scaricare Kaminsky fino all’ultimo minuto, ma nessuno risponde alla supplica. Il Coach.

Voto: 8,5

Dennis Izzo

San Antonio Spurs: Quintetto: Markelle Fultz, DeMar Derozan, Al-Farouq Aminu, Julius Randle, Mitchell Robinson. Dalla panchina: Malik Monk, Bobby Portis, Bryn Forbes, Mo Bamba, Marco Belinelli.

New Orleans Pelicans: Quintetto: Dejounte Murray,  Josh Richardson, Brandon Ingram, Zion Williamson, Al Horford. Dalla panchina: Dwight Powell, Derrick Favors, Derrick White, Darius Miller, Jalen Brunson

Agisce quasi nell’ombra, evitando i riflettori. Non mette a segno scambi altisonanti che lo facciano notare dagli altri, ma conclude con due ottime squadre tra le mani. Svecchia l’ambiente Spurs portando molti giovani interessanti a roster. Chiaro, in quintetto manca tiro da 3, ma a San Antonio nessuno se ne è ancora fatto un problema. Con i Pelicans invece la situazione era più spinosa: come migliorare un roster pieno di giovani dal gran potenziale? Come ha fatto lui. Tiene praticamente solo Ingram e Zion e li circonda di una combinazione di esperienza e gioventù che appare molto azzeccata. Sicario.

Voto: 8.5

Gabriele Melina

Denver Nuggets: Quintetto: Jamal Murray, Gary Harris, Michael Porter Jr, Paul Millsap, Nikola Jokic. Dalla panchina: Monte Morris, Terrence Ross, Torrey Craig, Paul Reed, Mason Plumlee.

Orlando Magic: Quintetto: D.J. Augustin, Evan Fournier, Jonathan Isaac, Aaron Gordon,  LaMarcus Aldridge. Dalla panchina: Theo Maledon, Will Barton, Wesley Iwundu,  Bojan Bogdanovic, Boban Marjanovic.

Con Denver si muove pochissimo, a parte uno scambio interno con Orlando. Ed è proprio con i Magic che dà spettacolo però. In Florida fonda una specie di colonia europea assicurandosi Bojan, Boban e il francese Maledon dal Draft. Scarica poi Fultz per ottenere Aldrige ed entrare in modalità win-now. Unica pecca, che potrebbe costargli caro, la cessione del talismano Khem Birch. A parte gli scherzi, che ne hanno anche contraddistinto la simpatica partecipazione, rende Orlando una squadra degna di aspirare potenzialmente a qualcosa di meglio dell’ottavo posto nella Eastern Conference. Francofono.

Voto: 8

Leonardo Selvatici

Atlanta Hawks: Quintetto: Trae Young, Zach Lavine, DeAndre Hunter, John Collins, James Wiseman. Dalla panchina: Jeff Teague, Cam Reddish, DeAndre Bembry, Skal Labissiere, Dewayne Dedmon.

Toronto Raptors: Quintetto: Kyle Lowry, Norman Powell, OG Anunoby, Pascal Siakam, Marc Gasol. Dalla panchina: Fred VanVleet, Elijah Hughes, Rondae Hollis-Jefferson, Chris Boucher, Serge Ibaka.

Non si può certo dire abbia infiammato il mercato, ma con Atlanta è stato lungimirante, e fortunato. In qualche modo convince subito i Bulls a cedere Lavine in cambio di Capela ed è poi molto fortunato a poter pescare Wiseman addirittura alla scelta 6 per sostituire lo svizzero. Purtroppo l’unica mossa che compie con i Raptors è selezionare Elijah Hughes alla scelta 28 del Draft, e l’aver trascurato i canadesi ne rovina la valutazione complessiva. Chiaramente Atlanta gli deve essere più simpatica. Di parte.

Voto: 7

Stefano Schianca

Memphis Grizzlies: Quintetto: Ja Morant, Tyus Jones, Anthony Edwards, Andrew Wiggins, Jonas Valanciunas. Dalla panchina: Gorgui Dieng, Dillon Brooks, Kyle Anderson, Marko Guduric.

Washington Wizards: Quintetto: John Wall, Devin Booker, Davis Bertans, Onyeka Okongwu, DeAndre Ayton. Dalla panchina: Ish Smith, Ian Mahimni, Mo Wagner, Shabbazz Napier, Jerome Robinson.

Un’esperienza alla Dottor Jeckyll e Mister Hyde. Con Washington si muove piuttosto bene e in maniera ordinata: attende il momento giusto e riesce a capitalizzare al massimo su Beal, ottenendo in cambio Booker e Ayton, e porta a termine qualche scambio di contorno. Con Memphis invece sceglie la via di un all-in piuttosto rischioso, sacrificando Jackson Jr, Clarke e Winslow per Wiggins e la prima scelta, spesa per Anthony Edwards. Forse un prezzo troppo alto, in favore delle tasche di Golden State. Amante del rischio.

Voto: 7

Giovanni Oriolo

Chicago Bulls: Quintetto: Tomas Satoransky, Coby White, Otto Porter Jr, Lauri Markkanen, Clint Capela. Dalla panchina: Killian Hayes, Kriss Dunn, Kevin Huerter, Daniel Gafford, Wendell Carter Jr.

Milwaukee Bucks: Quintetto: Eric Bledsoe, Donte Di Vincenzo, Khris Middleton, Giannis Antetokounmpo, Brook Lopez. Dalla panchina: Carsen Edwards, Wesley Matthews, Josh Green, Ersan Ilyasova, Luke Kornet.

La scintilla del mercato pare non accendersi mai in lui, e a parte scaricare Lavine in cambio di Capela non produce grandi botti. Sfoltisce il reparto guardie dei Bulls e tenta di liberare spazio salariale ai Bucks, ma senza successo. Dovrà sopportare Bledsoe ancora per un po’. Resiste poi stoicamente alle numerose offerte pervenute per Cristiano Felicio, il Ronaldo della palla a spicchi. In ogni caso è sempre molto attivo con interventi puntuali e interessanti su qualsiasi giocatore abbia orbitato attorno alla NCAA negli ultimi 3 anni. Talent Scout.

Voto 7-

Continua nella parte 2!

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