Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiL’ultima chiamata? Deandre Ayton e i 7 giocatori da marcare stretto nella nuova stagione NBA

L’ultima chiamata? Deandre Ayton e i 7 giocatori da marcare stretto nella nuova stagione NBA

di Andrea Delcuratolo
ayton lakers

Brandon Ingram

Brandon Ingram ha già mostrato di poter essere un top scorer ed è capace di partite d’alta scuola, ma le ultime stagioni sono state segnate da infortuni che ne hanno limitato la disponibilità. Per un giocatore che viene valutato come stella offensiva, saltare molte partite riduce il valore competitivo e di mercato. Questa stagione, in maglia Toronto Raptors, è il momento per Ingram di mettere insieme settimane e mesi consecutivi di rendimento alto: solo così potrà confermare il posto tra i riferimenti offensivi di una contendente e riprendersi pienamente la narrativa su di lui.

Ingram è uno degli scorer più eleganti e tecnici della Lega, ma la sua carriera sembra ferma da troppo. In Canada c’è bisogno  di una guida stabile, e lui non è mai riuscito a esserlo: troppi stop fisici, troppe partite saltate, troppa incostanza.
Il problema non è solo statistico, ma di impatto: quante volte Ingram ha realmente spostato l’equilibrio di una serie o di una stagione? Poche. Eppure, i numeri dicono 19.5 punti, 5.2 rimbalzi e 4.3 assist in 495 partite ed un premio di Most Improved Player nel 2019-2020. 

A Toronto, con l’obiettivo minimo dei play-in, riuscirà a non pestarsi i piedi con Scottie Barnes e RJ Barrett? Serve una stagione da all-around player vero: leadership, continuità e, soprattutto, presenza. Altrimenti, la sua etichetta passerà definitivamente a “giocatore elegante ma incompiuto”. 

De’Aaron Fox

De’Aaron Fox è forse il più sottovalutato del gruppo, ma anche uno dei più esposti. Dopo anni di crescita costante e una storica postseason con Sacramento, il rischio è la stagnazione. I Kings si sono fermati un passo prima del salto di qualità, e parte della responsabilità è sua: deve diventare un leader totale, non solo un realizzatore velocissimo come dicono i 21.5 punti, 3.9 rimbalzi e 6.1 assist in 531 partite. Quale miglior posto dei San Antonio Spurs? Il suo gioco, esplosivo in transizione e tagliente dal mid-range, ha bisogno di una cornice più matura. Fox ha tutte le armi per diventare il “cervello” di una squadra playoff stabile, ma deve mostrare che sa adattarsi, guidare e far crescere chi gli gioca intorno.

Fox è un All-Star dalla velocità devastante e dal playmaking incisivo, ma negli ultimi anni il suo progetto di squadra non ha sempre prodotto i risultati sperati. Il suo nuovo contesto lo mette di fronte a due strade: prendere in mano l’identità della squadra e portarla lontano ai fasti di un tempo, oppure rischiare di restare un talento purissimo ma secondo violino. Per Fox, più che per altri, la questione è di leadership: trasformare il talento individuale in successo collettivo. Se la squadra non risponde alle sue prospettive, il suo valore percepito scenderà e le offerte future potrebbero farsi più tiepide. 

You may also like

Lascia un commento