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From The Corner #28: L’eminenza grigia ed il monociglio

di Raffaele Camerini

Vi ricordate il bellissimo film diretto da Ron Howard “A Beautiful Mind”? Nell’insieme degli squilibri prodotti dalla mente schizofrenica di John Nash, una delle 3 persone che appaiono per tutta la sua esistenza è la cosìdetta eminenza grigia. Con questo insieme di parole si dispiega la visione del tipico agente dei servizi segreti governativi americani, addobbato come un mister nessuno con giacca, cravatta e pantaloni neri. E se pensate che la realtà cinematografica sia solo cinematografica, si fa un errore comune, magari non apocalittico, ma nemmeno minuscolo. E dire che per l’eminenza grigia (e quel grigio colora un bel capo Armani) della NBA grato gli fu quel fortuito incontro all’Aeroporto di Cleveland, quando conobbe in maniera molto casuale l’dierno miglior giocatore NBA, ovvero il Micione col 23. LeBron era impressionato dalla maglia del football hall of famer Warren Moon, che l’eminenza stava indossando imbarcandosi: “Ma sai dove posso avere quella di Magic Johnson e di Joe Namath (Rams, NFL)?” chiese il pupillo di Akron. “Tranquillo, big fella. Ci penso io”. Numeri di telefono scambiati e maglie giunte a destinazione sane e salve.
Era il 2002 e l’aereo stava decollando, in tutti i sensi.

Rich Paul con John Wall e James

Il nome dell’eminenza grigia è Rich Paul e se pensate che i rumors che stanno incappando nella vostra home di instagram, riportanti un Anthony Davis prossimo acquisto Lakers, siano totalmente casuali, avete ancora commesso un errore. Sia chiaro, tra il dire ed il fare a volte l’acqua non è solo tanta ma puzza anche, quindi non ci mettiamo subito le mani sopra o finiremo per scottarci. Fatto sta che la logica che segue questa notizia di (per ora) fanta-mercato ha una sua chiara e delineata motivazione: l’ex Kentucky ha deciso di passare alla Klutch Sport Group, la stessa agenzia di procura sportiva che rappresenta quello col 23 sopra citato. Ma andiamo con ordine.

Dopo che David Stern ha chiamato LeBron James nel Draft del 2003, il Paul è entrato a far parte della sua piccola cerchia affincando Leon Rose, allora procuratore di James, col quale hanno ridiscusso insieme l’estensione contrattuale del 2006. Il rapporto si è talmente tanto cementato che nel 2012 Rich Paul decise che era arrivato il momento di sbattere le ali da solo, lasciò Rose e la sua agenzia per aprirne una sua, la Klutch Sport Group. Il Micione non ha fatto storie: segue Paul e via verso nuove esaltanti avventure.
Rich Paul comincia a raccogliere tutto quello che ha seminato lungo quei 9 anni di procura sportiva, firmando atleti come Tristan Thompson, Eric Bledsoe, John Wall, Ben Simmons, i gemelli Morris e per ultimo Anthony Davis.

Pensate che sia un caso i vari contrattoni firmati da Wall ed i Morris? vi sbagliate. Non è uno che si fa vedere spesso, anzi, lavora mestamente dietro le quinte, ma ormai ha ottenuto una stima ed un rispetto talmente profondi che se deve dire qualcosa, tutti nella sala stanno zitti ed ascoltano.
Anthony Davis in questo momento si trova in una situazione non facile a New Orleans: tradito da DeMarcus Cousins, porta sulle spalle il destino di una squadra che ha fatto vedere cose bellissime all’ultima post-season, ma che in questo momento appare monca e piena di problematiche. Potrebbe andare a Nord o a Sud, la lancetta, ovvero potrebbe essere una buona stagione o una parecchio brutta, il tutto dipenderà dalle prodezze di Davis. Questo aprirebbe comunque enormi scenari per la prossima estate, quando Rich Paul dovrà discutere prima con i Pelicans l’offerta contrattuale e poi ascoltare tutte le campane NBA scegliendo quella migliore per Davis. Con l’uscita di Deng lo spazio salariale ad LA ci sarebbe.

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