Home NBA, National Basketball Association Hall of Fame 2018, Ray Allen, Jason Kidd e Steve Nash tra i grandi del gioco

Hall of Fame 2018, Ray Allen, Jason Kidd e Steve Nash tra i grandi del gioco

di Michele Gibin
jason kidd mavericks

Nella notte tra venerdì e sabato, 13 nuovi Hall of Famers sono stati introdotti nella Naismith National Basketball Hall of Fame di Springfield, Massachusets.

A ricevere l’onore, ex grandi giocatori come Ray Allen, Jason Kidd, Grant Hill e Steve Nash. E ancora, Maurice Cheeks, ex giocatore dei Philadelphia 76ers e capo allenatore NBA e Rod Thorn, grande executive e GM NBA che costru√¨ i New Jersey Nets di Jason Kidd e Kenyon Martin.

Tra i grandi introdotti nella Hall of Fame di Springfield, anche l’ex Boston Celtics, Virtus Roma e Panathinaikos Dino Radja, le ex giocatrici Tina Thompson – top scorer all-time per la WNBA – e Katie Smith, ed il leggendario coach NCAA Charles “Lefty” Driesell.

Di seguito riportiamo alcuni passaggi salienti della nottata.

Hall of Fame 2018, le parole di Ray Allen e Jason Kidd

Miami Heat

Ray Allen in maglia Heat

Ray Allen, bi-campione NBA con Boston Celtics e MIami Heat, √® stato introdotto dall’ex giocatrice WNBA e hall of famer Dawn Staley. Allen detiene il record per tiri da tre punti realizzati nella NBA.

Nel suo discorso di accettazione, Ray Allen ha elogiato i suoi ex compagni di squadra ai Boston Celtics – e nelle parole di Allen prossimi hall of famer – Paul Pierce e Kevin Garnett. Allen ha poi ringraziato Danny Ainge, GM di quei Celtics, per aver assemblato la squadra del titolo ’08.

Allen ha poi rivolto una dedica speciale a Michael Jordan:

C’√® una persona che devo poi ringraziare, che non √® qui stasera: Michael Jordan. Quando avevo 14 anni, sedevo nella mia camera da letto e lo guardavo attaccare il canestro, saltare e girarsi in aria, per poi appoggiare al tabellone, senza nemmeno guardare il canestro. Ricordo che mi dicevo: ‘Devo essere in grado di farlo anch’io, un giorno’. Anch’io volevo essere ‘Like Mike’, come Michael, quando ero piccolo

– Ray Allen su Michael Jordan dal palco della Hall of Fame 2018 –

Jason Kidd, 21 stagioni da giocatore NBA tra Dallas, Phoenix, New Jersey e New York Knicks, ha disputato in carriera 3 finali NBA e vinto un titolo (2011). Kidd è il secondo giocatore NBA All-Time per assist e recuperi, il quarto per triple-doppie realizzate ed il nono per tiri da tre punti segnati.

Jason Kidd

Jason Kidd e Grant Hill, All-Star Game 1996

Durante il suo discorso, Jason Kidd ha scherzato con Dirk Nowitzki, presente in sala, suo compagno nei Dallas Mavericks titolati del 2011.

Voglio ringraziare personalmente su questo palco… Dirk. Il titolo te l’ho fatto vincere io, lo sappiamo. Quindi smettila di Twittare che tu hai fatto vincere me e Steve (Nash)

Kidd ha cos√¨ risposto alle battute del suo amico ed ex compagno di squadra Nowitzki, che via Twitter si era complimentato con i due “vecchietti” per l’induzione nella Hall of Fame:

Hall of Fame 2018, la dedica di Grant Hill

Grant Hill ha giocato 19 stagioni nella NBA tra Detroit Pistons, la squadra che lo scelse in uscita da Duke con la scelta numero 3 al draft NBA 1994, Orlando Magic, Phoenix Suns e LA Clippers.

Grant Hill in azione con la maglia dei Detroit Pistons

Hill vinse due titoli NCAA a Duke, fu rookie dell’anno in coabitazione con Jason Kidd nel 1995 e 7 volte All-Star. Giocatore completo, atletico e grande realizzatore, Hill fu fermato nel 2000 da un grave problema alla caviglia sinistra, che mise a rischio la sua carriera e la sua salute.

Dopo anni di ricadute ed operazioni chirurgiche, Grant Hill riusc√¨ a ritornare un giocatore NBA di livello, disputando stagioni solide ad Orlando e Phoenix e ritirandosi nel 2013, all’et√† di 41 anni.

Un passaggio significativo del suo discorso, Hill lo ha riservato a coach Mike Krzyzewski, storico coach della Duke University e hall of famer. Introdotto nella Hall of fame dallo stesso “coach K” e da Patrick Ewing, Hill ha ringraziato Krzyzewski:

Coach, quando giocavo per lei, il suo soprannome era ‘coach K’. Ora lei √® ‘The Goat’ (il pi√Ļ grande, ndr). Grazie a lei ho imparato a vivere, a competere, a vincere e a fare parte di una squadra (…) e ad essere un campione. Ma soprattutto, lei mi ha insegnato a credere in me stesso. Mi ha mostrato come sia una cosa giusta voler essere grandi. Per cui, coach, grazie per avermi reclutato 30 anni fa, grazie per la sua leadership, la sua amicizia, per tutto quello che ha fatto e ancora fa per me, per l’universit√† di Duke e per il gioco

– Grant Hill ringrazia Mike¬†Krzyzewski nel suo discorso –

Hall of Fame 2018, Steve Nash: “Amar’e, il sogno di ogni point guard”

Steve Nash √® stato una delle pi√Ļ grandi point guard della storia della NBA. 18 stagioni, due titoli di MVP (2005 e 2006 con i Phoenix Suns), 8 convocazioni all’All-Star Game e 5 volte miglior assist-man nella NBA.

Steve Nash √® uno 7 dei giocatori nella storia NBA ad aver mantenuto una media del 50% al tiro, 40% al tiro da 3 punti e 90% ai tiri liberi in almeno una singola stagione, ed il solo assieme a Larry Bird a riuscirci per pi√Ļ stagioni in carriera.

Steve Nash e Amar’e Stoudemire: gli esponenti dello small ball dei primi anni 2000.

Dal palco, Il canadese ha ringraziato il suo compagno ai Phoenix Suns Amar’e Stoudemire. Nash ha definito Stoudemire “il giocatore di pick & roll definitivo”.

A Phoenix ho avuto la possibilit√† di giocare con Amar’e Stoudemire. In genere non riguardo vecchi highlights delle mie giocate, ma ogni qualvolta mi imbatto in qualche immagine di qualche nostro pick & roll dell’epoca, sorrido. Amar’e √® stato il partner perfetto per una point guard, giocare con lui √® stato davvero bello. Grazie, Amar’e

Hall of Fame 2018, Maurice Cheeks e la dedica alla madre

“Mo” Cheeks ha giocato 16 stagioni nella NBA tra 1978 e 1993. Seconda scelta al draft NBA 1978 da parte dei Philadelphia 76ers, Cheeks fece parte dei Sixers di Julius Erving e Moses Malone, campioni NBA nel 1983.

4 volte All-Star e miglior quintetto difensivo della lega, Cheeks giocò 11 stagioni a Philadelphia. La sua maglia numero 10 fu ritirata nel 1995.

Cheeks √® attualmente assistente allenatore di Billy Donovan agli Oklahoma City Thunder. Da capo allenatore, “Mo” ha seduto sulle panchine di Portland, Philadelphia e e Detroit.

Coach Cheeks ha ringraziato dal palco l’anziana madre, presente in sala, commuovendosi e completando il discorso sostenuto dal suo ex compagno ai Philadelphia 76ers Julius Erving.

Charles Barkley mi aveva detto di¬†non piangere, ma ora devo parlarvi di mia madre. Lei ha fatto tanto. Mamma Cheeks, il mio primo allenatore… tutte le sere, quando i lampioni nel quartiere si accendevano, ci richiamavi uno per uno: ‘Moses, Marvin, Maurice, Mark, dritti a casa!’. Questo era solo uno dei mille modi in cui ci proteggevi. Sei fantastica… e io sono davvero fortunato ad averti avuto… sono una persona umile, perch√© tu me lo hai insegnato… e cosa ancor pi√Ļ importante, ho ancora tutti i capelli grazie a te! Non c’√® niente che non avresti fatto per noi, ed io farei lo stesso con te. Ti voglio bene

– Maurice Cheeks all’anziana madre presente in sala –

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