I Charlotte Hornets rappresentano sicuramente una delle squadre che ha più deluso le aspettative di inizio stagione, visto che tutti o quasi identificavano la franchigia di Michael Jordan, dopo la firma di Stephenson, come una possibile sorpresa, in positivo, nella Eastern Conference. Così non è stato, anzi, la squadra allenata da Steve Clifford non è riuscita a confermare quanto di buono aveva fatto durante la stagione 2013/14, quando raggiunse i Playoffs guidata da Kemba Walker e Al Jefferson.
Big Al è stato uno dei tanti giocatori a non rendere in relazione alle sue potenzialità, infatti, a causa anche di vari problemi fisici ha potuto giocare soltanto 65 partite nell’ultima stagione viaggiando a 16.6 punti e 8.4 rimbalzi, cifre ridimensionate rispetto al suo primo anno in maglia Hornets che gli permisero addirittura di essere nominato nel “All-NBA third-team”.
Ad Aprile, dopo che Charlotte perse ogni possibilità di raggiungere la postseason, l’ex centro dei Celtics aveva già ribadito la voglia di restare agli Hornets per ottenere una rivincita personale ma anche perchè il contratto firmato da Jefferson nell’estate 2013 vede la presenza di una player option da circa 13.5 milioni. Come riportato da Marc Stein di Espn.com il 30enne tramite il suo agente Jeff Schwartz , dopo aver aspettato quasi fino al termine della scadenza, eserciterà l’opzione e resterà in Carolina del Nord anche per la stagione 2015/16.
Quindi Al Jefferson cercherà, insieme a Walker e forse Stephenson, di riportare gli Hornets tra le prime otto squadre della Eastern Conference. Sicuramente la sua conferma sarà fondamentale per Charlotte, ma la sua decisione va contestualizzata anche in ottica free-agency 2016, che potrebbe essere molto più redditizia anche per lo stesso Big Al, grazie all’entrata in vigore del nuovo contratto televisivo e del relativo aumento di salary-cap per le franchigie NBA.
Per NBA Passion, Giuliano Granata. (@xstrongfanLAL su Twitter).


