Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsI Warriors steccano la prima all’Oracle Arena

I Warriors steccano la prima all’Oracle Arena

di Felice Caporaso

 

 

Che non sarebbe stato tutto facile lo si sapeva,che gli Spurs sono sempre avversari temibilissimi pure, ma in pochi sulla baia si aspettavano un tonfo così clamoroso nell’esordio casalingo dei Golden State Warriors contro i San Antonio Spurs: il tabellone dell’Oracle a fine gara segna 100-129. I Warriors riprendono così come avevano terminato la stagione passata, con una sconfitta casalinga, sicuramente molto meno amara di quella costata il titolo NBA contro i Cavs.

 

Una squadra bipolare

 

Una rondine non fa primavera,figuriamoci la prima di 82 partite di regular season NBA,ma le sensazioni lasciate da questa prima partita sicuramente non sono positive per coach Kerr e il suo staff. A prescindere dalla sconfitta, arrivata peraltro contro degli Spurs veramente in grande spolvero, i segnali di allarme arrivano più che altro dalle modalità con cui questa è arrivata.I Warriors hanno alternato momenti in cui hanno aggredito la partita alla loro maniera (peraltro pochi) a momenti in cui erano per davvero in balìa degli avversari e sembravano incapaci di reagire. Già nelle passate stagioni la squadra di Kerr ha mostrato alti e bassi ma raramente si sono viste così tante palle perse, cosi tanti errori e soprattutto così tanti vistosi cali di concentrazione abbinati ad una intensità veramente ai minimi storici se escludiamo alcuni brevi momenti della partita. Emblema di tutto ciò gli ultimi secondi del terzo periodo dove i Warriors ne combinano di tutti i colori (video).

 

 

 

La nota positiva: Kevin Durant

 

Fortunatamente non è proprio tutto da buttare per Golden State in questo esordio, infatti Kevin Durant ha dimostrato fin da subito come e quanto può contribuire alla causa dei Warriors. Oltre che nella metà campo offensiva dove le sue doti sono ben note a tutti (27 punti con 11/18 dal campo), KD si è fatto valere sotto le plance (10 rimbalzi e 2 stoppate) che è il vero punto debole di questa squadra ed è dove Durant deve fare la differenza, soprattutto quando Kerr schiera il “death line up”. Durant ha iniziato fortissimo la partita, salvo poi subire anche lui il calo dei suoi ma è stato sicuramente il più positivo e il più costante nonostante la brutta sconfitta.

 

 

Il gioco

 

In alcune azioni si è intravisto tutto il potenziale che i Warriors possono esprimere quando in questo ordine difendono,vanno in transizione e muovono la palla: quando riescono a farlo sono veramente difficili da arginare, il punto è che in questa prima partita la filosofia di  coach Kerr si è vista solo in un numero di possessi che si possono contare sulle dita di una mano. Sicuramente la presenza di Durant porta a qualche isolamento in più rispetto al passato, ma non basta questo per giustificare la poca fluidità dell’attacco vista contro gli Spurs. E’ chiaro che gli equilibri vanno ancora trovati,il tempo è tutto a vantaggio dei vicecampioni NBA, ma forse Kerr e il suo staff dovranno faticare più del previsto per trovare la quadratura del cerchio.

 

 

La panchina

 

Già dalla preseason è stato abbastanza chiaro che quest’anno la panchina dei Warriors sarebbe stata più corta ma ci si aspettava e ci si aspetta maggior qualità, invece nell’esordio stagionale non solo la panchina ha prodotto poco in termini di punti (16) ma non ha dato neanche quella sterzata in termini di energia e di presenza mentale che spesso ha contraddistinto le partite e le vittorie passate di Golden State: Iguodala,Livingston,West e tutti gli altri a ruota non hanno dato l’apporto che ci si aspetta da loro, e per andare fino in fondo invece, il supporting cast è fondamentale.

 

 

 

In conclusione, non si può certamente fare un processo o sparare sentenze dopo una singola partita, ma quello che invece è certo è che i Golden State Warriors dovranno sudare e lavorare sodo per arrivare al tanto agognato titolo, non troveranno tappeti rossi ne avversari arrendevoli anzi, al contrario affronteranno ogni sera un avversario che cercherà di dare il massimo, perché quel record di 73-9 ottenuto la scorsa stagione, pesa, eccome se pesa!

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