“When you get to this point of the season, you’ve got to be a smart team. We can’t let anything distract us. That’s always been like a mantra. Just got to not worry, not try to let anything distract us.”
Queste sono le parole con cui Kevin Durant ha commentato il calcio di Draymond Green a Steven Adams in Gara 3. Quella che sembrava solo una frase fatta si è invece rivelata lo spartito di Gara 4: Westbrook e compagni hanno infatti approcciato benissimo al match (fatto non banale dopo tutto il circo mediatico intorno alla mancata squalifica del 23 in maglia Warriors) e mantenuto la concentrazione fino alla sirena finale, suonata sul 94-118 per i padroni di casa.
Di questa partita nella memoria dei tifosi rimarranno la tripla doppia di Russell Westbrook, il nervosismo ed il calo fisico di Golden State, l’impatto di Dion Waiters nel quintetto piccolo o la doppia doppia di un ottimo Andre Roberson. C’è però un leader silenzioso in Oklahoma, uno che fa notizia con la stessa frequenza con cui sbaglia una partita: Serge Ibaka. I numeri della sua partita sono ottimi (17 punti con 7/11 dal campo ed una super schiacciata su Festus Ezeli, 7 rimbalzi e 2 stoppate) ma a rendere straordinaria la sua prestazione sono la puntualità nelle chiusure, la leadership difensiva che ha consentito ad OKC di tenere Golden State a delle percentuali bassissime (48% da 2 punti, 30% da 3) e la presenza sotto il ferro, un vero e proprio deterrente per Curry e compagni che si sono fatti vedere davvero poco da quelle parti.

SERGE “AIR CONGO” IBAKA
Doveva essere la Western Conference della finale annunciata tra Spurs e Warriors, i Thunder hanno clamorosamente eliminato i primi ed ora hanno tre match point per completare il golpe ai danni dei dominatori della Regular Season. Gara 5 si gioca in California, dove la banda di coach Kerr darà sicuramente il 101% per riagguantare la serie. Una cosa però è certa: lo spazio aereo vicino al ferro dei Thunder sarà già occupato da un Air Congo.
