Ora, è davvero difficile per i Golden State Warriors. In Gara-4, gli Oklahoma City Thunder hanno distrutto gli uomini di Steve Kerr e ora conducono per 3 a 1 nella serie.

GSW, dopo essersi dimostrata la miglior squadra di sempre in Regular Season, superando il record delle 72 vittorie stagionali degli straordinari Chicago Bulls di Michael Jordan, è ad un passo dalla clamorosa eliminazione. E’ vero, Kevin Durant e Russell Westbrook stanno giocando forse la loro miglior serie in carriera, ma qualcosa, nei sistemi perfetti della franchigia di Oakland, sembra essersi rotto.

Klay Thompson

Klay Thompson

E le 2 sconfitte maturate alla Chesapeake Energy Arena con un margine superiore ai 20 punti, testimonia il crollo di prestazioni dei Guerrieri. Il migliore in questi playoff 2016 per i ragazzi della baia è senza dubbio Klay Thompson, l’unico a dare un pò di continuità nelle 3 serie fin qui giocate. E anche in gara-4, è stato il migliore. Nel 2° quarto, complice un parziale di 42 a 27 per OKC, I Warriors sono scivolati in un baratro. E a prendere in mano la squadra, a provare almeno una rimonta non è stato il pluri MVP, non è stato l’uomo dell’equilibrio Draymond Green. E’ stato il ragazzo che indossa la canotta con il numero 11: Klay Thompson.

Nel terzo quarto, l’ala piccola ha segnato la bellezza di 19 punti consecutivi, riaprendo -seppur per poco- un match che sembrava praticamente chiuso. Questa è stata la seconda striscia di punti consecutivi più grande della storia playoff. Kobe Bryant, infatti, segnò 23 punti consecutivi nella sconfitta dei Lakers in gara-5 contro i Celtics delle finali NBA 2010.

L’altro Splash Brothers, Steph Curry, ha giocato davvero male. Pur chiudendo con 19 punti, ha realizzato solamente 6 canestri su 20 tentativi. La stampa si è interrogata sulla brutta prestazione del numero 0, che non sta giocando ai suoi livelli, ipotizzando anche un possibile infortunio. E ai microfoni di ESPN, Kerr ha difeso Curry:

“No, Curry non è infortunato. Ha appena avuto una notte pessima. Capita a tutti, anche ai migliori giocatori. La buona notizia, è che torniamo a casa. L’idea è di tornare a casa e vincere. Se facciamo così, metteremo un pò di pressione su di loro e poi vedremo cosa succede”.

Se Golden State vuole diventare la 10^ squadra a rimontare una serie playoff dal 3 a 1, dovrà sicuramente giocare diversamente. L’idea di Steve Kerr di vincere in casa, non è male. Ora, però, deve essere applicata.

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