Tanto rumore per nulla?

di Jacopo Di Francesco
NBA: Boston Celtics at Chicago Bulls
Jimmy Butler

Nov 1, 2014; Minneapolis, MN, USA; Chicago Bulls guard Jimmy Butler (21) 

All’inizio di questa stagione, i Chicago Bulls sembravano l’unica potenza ad Est in grado di contrastare LeBron e la sua Cleveland. Con un nuovo coach sembravano superabili gli storici problemi offensivi, Rose dopo la serie contro i Cavs dava l’impressione di essere definitivamente sulla via giusta per tornare su livelli ottimali e Butler aveva festeggiato il MIP firmando un quinquennale da 92,3 mln di $. Tutto rose e fiori? Niente affatto…

A Windy City quest’anno non c’è mai stata pace. Gli infortuni hanno falcidiato i Tori, oltre al backcourt sono stati fuori per molto i vari Noah, Mirotic, Dunleavy e nei momenti più delicati anche Gasol; questo ha contribuito ad aumentare le difficoltà di un coach che era pur sempre alla sua prima stagione e ha dovuto fronteggiare anche una critica pubblica dal suo giocatore più importante, tale Jimmy Butler da Tomball: in una mossa che si può definire tattica, Butler dice che lui e i suoi compagni hanno bisogno di “essere allenati più duramente”. La questione è poi rientrata, ma questo comportamento ha messo la guardia da Marquette in una situazione difficile da gestire, e lui ha reagito caricandosi Chicago sulle spalle più volte, partita di Toronto docet.

A fine stagione, il GM Gar Forman aveva dichiarato che nulla era da escludere dopo aver mancato i Playoff in una stagione che aveva visto i Bulls prevalere spesso contro le altre contender. Quindi Butler è finito nelle voci che comprendono anche altre superstar non troppo felici, come Cousins. Tuttavia, il suo discorso è ben diverso: i Bulls hanno potenzialità importanti che non possono vantare in molti nella Lega, ed è difficile che possa arrivare un’offerta tanto vantaggiosa da giustificare la cessione di un 26enne così stellare – anche quest’anno doveva essere in campo all’ASG – su entrambi i lati del campo.

Jimmy ha dimostrato di essere attaccato alla città in più occasioni, è ormai l’idolo dello United Center, e per portarlo via da Chicago servirebbe un pacchetto giovani clamoroso da una squadra che possa dargli chance di vincere nel medio periodo. I primi candidati sono i Boston Celtics, che potrebbero mettere sul piatto talenti come Bradley o Smart da unire alle svariate scelte che hanno grazie all’affare con Brooklyn. I Leprecauni hanno pescato la terza scelta, nonostante il motto di quest’anno ‘We are all one Superstar’ avrebbero molto bisogno di uno come il 21 per compiere l’ultimo step. Più difficile la pista che porta alla Los Angeles purp & yellow, fresca di seconda scelta: scambiare adesso Rose sarebbe una follia, il suo valore non è lontanamente paragonabile a quello di qualche anno fa, e visto il suo contratto è improbabile un suo trasferimento. Tuttavia l’MVP più giovane di sempre andrà in scadenza l’anno prossimo, e quindi Kupchak (gm dei Lakers) potrebbe mettere sul piatto Russell oltre a qualche scelta.

Siamo comunque nel campo delle pure supposizioni, e ultimamente i Bulls hanno provato a chiudere quello spiraglio che avevano lasciato aperto per un eventuale scambio coinvolgente Butler: è stato lui l’ambasciatore nella serata della lottery e si è fatto notare intento a chiacchierare con Hoiberg e Forman. Queste le sue parole al microfono di Nick Friedell: “Credo che ad ottobre sarò a Chicago. Quest’anno è stato inaccettabile, e allora si dovrà scoprire la verità: posso aiutare questa squadra a vincere? Questa è la domanda che ci si fa, e non posso prendermela per questo. Possiamo usare tutte le scuse, ma non abbiamo fatto i Playoff, e questo è quello che giustamente vedono tutti. Quindi penso che sarò lì ad ottobre, ma è solo il mio pensiero”.

Al momento dunque i pronostici dicono che Butler resterà in rosso, anche considerando la probabile partenza di Pau Gasol attirato da un contratto più ricco o da una chiamato di Popovich per accasarsi sull’Alamo. Giovane, leader, attributi enormi e dominante su entrambi i lati del campo. In fin dei conti, perché lasciarlo andare?

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