Il pick and roll è il gioco a due per eccellenza nella NBA moderna: utilizzato già da diversi anni, è oramai entrato nei playbook di tutte le squadre NBA e non solo per la rapidità di esecuzione e l’efficacia che ne deriva. Da un punto di vista tecnico il pick and roll non è altro che il blocco portato da un lungo al palleggiatore per smarcarlo o comunque creare una situazione di difficoltà per la difesa,ma in realtà non è solo questo,anzi…
L’evoluzione del pick and roll
Se pensiamo al pick and roll la prima cosa che ci viene in mente è il celebre “Stockton to Malone”, due grandissimi che hanno preso questo fondamentale e ne hanno fatto un’arte vera e propria , portando il concetto di collaborazione offensiva su livelli mai visti prima. Con l’evoluzione del gioco verso una pallacanestro più rapida e fisica, anche il pick and roll ha avuto la sua evoluzione nel tempo diventando sempre più un’arma,per certi versi, imbattibile.Oltre ai già citati Stockton e Malone, ci sono stati grandi interpreti di questo fondamentale e c’è né sono tantissimi anche adesso,basti pensare a Kobe e Shaq in maglia Lakers nei primi anni 2000,per arrivare a Steve Nash e poi Chris Paul, Lillard, Curry, Westbrook solo per citarne alcuni. Con il cambiamento e con la crescita fisica di molti giocatori,il pick and roll è diventata per davvero un’arma micidiale: il palleggiatore, in molti casi, è in grado di prendere un palleggio arresto e tiro da 3 punti senza troppe difficoltà se la difesa non è aggressiva e allo stesso tempo è in grado di passare la palla al “rollante” con i tempi giusti anche in spazi ristrettissimi(basti pensare a Curry,Lillard o Westbrook), mentre il lungo nella NBA moderna può essere un ottimo tagliante in grado poi di finire anche nel traffico(per esempio Marc Gasol).C’è poi un altro fattore, una ulteriore evoluzione che ha portato questa giocata a due su ancora altri livelli: il così detto pick and pop. Ebbene si, nella NBA dei giorni nostri il bloccante può essere tranquillamente in grado di aprirsi per un tiro da 3 punti invece di rollare (Draymond Green, Nowitzki per citarne due) aggiungendo una ulteriore variabile da valutare per la difesa.In queste situazioni quindi,l’organizzazione difensiva diventa fondamentale ma allo stesso tempo difficile proprio per la varietà delle opzioni dell’attacco.
Non è tutto oro quello che luccica…
C’è però un qualcosa che non va per niente sottovalutato…è vero che il pick and roll (o pop che sia) è un’arma efficace, ma è anche vero che soprattutto negli ultimi anni, molte squadre ne stanno davvero abusando… Nonostante le svariate opzioni che offre resta pur sempre un gioco a due e l’utilizzo eccessivo può portare qualcuno dei giocatori meno coinvolti ad “estraniarsi” dalla partita e quindi perdere di pericolosità nel momento in cui la difesa si adegua e magari “battezza” uno degli altri giocatori non coinvolti nel pick and roll oppure a perdere aggressività in difesa, soprattutto in una serie play-off dove ci si applica di più sui dettagli e tra una gara ed un’altra vi possono essere vari aggiustamenti. Come per tutti gli altri numeri che riguardano il basket, non esistono numeri incontrovertibili e scientifici da applicare per avere l’attacco perfetto o la difesa perfetta,esistono però delle valutazioni da fare su ogni aspetto del gioco e cercare il giusto mix, anche a seconda delle caratteristiche dei giocatori.

