Gara 6 è finita, dopo i tentativi di Curry e soci di portarla ad un’incredibile settima, spenti probabilmente dall’infortunio di Klay Thompson, quasi a far capire che questo Three-Peat proprio non si doveva fare, almeno secondo i Raptors. Festeggiano i Raptors dell’MVP Leonard, capace di far finire gli aggettivi per descriverlo a chiunque, dell’inaspettato Siakam che gioca a livelli da capogiro, del cuore di Lowry e degli attributi di Vanvleet. Nick Nurse è stato capace di costruire una squadra con una mentalità nuova senza dimenticare ciò che li aveva sempre portati vicinissimi alla meta, senza mai raggiungerla. I Toronto Raptors sono meritatamente i Campioni NBA 2018/2019.

I Toronto Raptors sono campioni NBA e buona parte del merito va a Kawhi Leonard
Ecco le pagelle della loro serie finale:
Kawhi Leonard, voto 10: E’ un fattore come pochi altri nella storia delle Finals. Anzi, per come è andata la stagione, è un fattore come pochi altri nella storia. Punto. Gioca una serie incredibile, non fosse stato per gli Splash Brothers, l’avrebbe chiusa lui in gara 5 con quei 10 punti serviti di fila dal netto sapore Michael Jordan. Un giocatore così decisivo su entrambi i lati del campo non passa tutti gli anni, forse nemmeno tutti i decenni. Non sapremo mai cosa sarebbe stato della dinastia Warriors senza quell’intervento infame di Pachulia, quello che sappiamo è che probabilmente è caduta stanotte sotto i colpi di Kawow. È quasi doppia doppia di media con 28.5 punti e 9.8 rimbalzi. MVP
Kyle Lowry, voto 9: E’ stato additato dopo la primissima gara dei Playoffs, ha reagito. E’ stato additato (da alcuni coraggiosi) dopo il tiro di gara 5, ha reagito con una gara 6 praticamente perfetta. La carriera di Lowry si riassume in questa serie Finale e ancor di più in questi Playoffs, in cui è stato il leader emotivo dei Raptors e di buona parte del Canada, il Robin perfetto per Batman Kawhi. Ha difeso su Curry, ha preso tiri e responsabilità importanti, ha messo in ritmo i compagni, in ogni partita di questa serie. E’ un titolo che merita, per una carriera in salita che è finalmente giunta in cima. Heart of a Champion
Fred VanVleet, voto 9: I bambini, si sa, sono simbolo di speranza per il futuro. Probabilmente però, nemmeno il sogno più grande nel cassetto di Fred VanVleet corrispondeva a ciò che è stato il 23 dei Raptors in tutta questa serie finale. Una capacità di incidere dalla panchina a questo livello probabilmente inaspettata, è la “scoperta” più bella di tutta la serie, dimostrando di avere qualità e attributi sufficienti a coprire tutta la superficie del Canada. 14 punti di media e un impatto che va ben oltre. Semplicemente, non ne stecca una. Immenso

Kyle Lowry ha finalmente vinto un titolo da uomo simbolo dei Raptors
Pascal Siakam, voto 8,5: E’ stato il Re di gara 1, ha giocato una gara 6 da principe mettendo a referto 26 punti e 10 rimbalzi. Ha una personalità strabordante, riesce a non andare mai sotto in tutta la serie, anche psicologicamente (e lo dimostra l’approccio al tiro dalla lunga in gara 6 dopo aver tirato malissimo fino a quel momento) contro gente ben più navigata a questo livello come Draymond Green e compagni. Di certo gode dell’inconsistenza difensiva dei lunghi GS, ma la maniera in cui questo ragazzo ha giocato in alcuni momenti decisivi di questa serie, finisce dritta negli annali. Per gli amanti delle cifre, sono 19.8 punti, 7.5 rimbalzi e 3.7 assist in 6 partite. Spicy Ring
Serge Ibaka, voto 8: L’altro jolly dalla panchina in grado di stare in campo nei minuti decisivi è lui. Air Congo dimostra di aver acquisito l’esperienza e il controllo necessari per questo livello, oltre a una durezza mentale fondamentale per poter entrare dalla panchina e incidere come riesce a fare l’ex OKC. Molto spesso si prende gioco dei lunghi GS, specie difensivamente dove sbaglia pochissimo. Le cifre non raccontano l’impatto che ha il naturalizzato spagnolo durante questa serie, anche se parlano di 11.3 punti e 5.2 rimbalzi in poco più di 19 minuti di utilizzo. Spina nel fianco
Marc Gasol, voto 7: E’ un po’ altalenante, sia nella serie che nelle singole partite, anche se il suo lo fa sempre, mostrando a tratti un basket sublime. Cerca sempre di sbattersi dietro quando in attacco non gli gira bene, restando comunque sempre pericoloso, anche dalla lunga distanza. Porta a casa un titolo storico, perché con Pau diventano i primi fratelli nella storia ad aver vinto un titolo NBA, meritato dopo aver predicato per anni nel deserto a Memphis. Solido
Danny Green, voto 6.5: Dopo gli acuti di gara 3 va via via spegnendosi, cercando in difesa di ottenere più risultati quanto non faccia in attacco. Certo marcare il Thompson di questa serie per diversi minuti in ogni partita è un compito infame per tutti, ma come si dice, qualcuno doveva pur farlo (o almeno provarci). L’esperienza lo porta a fare pochi errori quando le partite punto a punto si decidono, e questo gli salva il voto finale più di quanto non facciano le cifre. Esperto
Norman Powell, voto 6: Entra dalla panchina e fa le 3 cose che gli si chiedono (intensità, intensità e intensità) sempre e comunque, sapendo che magari tocca marcare un mostro per diversi minuti. Riesce sempre a sintonizzarsi sul ritmo della partita e a tenerlo senza grandi difficoltà, comprendendo perfettamente la sua dimensione in questa squadra e in questa serie. Senza paura
Patrick McCaw, voto 6: La sufficienza va data ai Campioni NBA, che il loro contributo, anche se in infinitesima percentuale, l’hanno dato.
C’è una cosa che ovviamente sarà saltata all’occhio anche a voi, e merita 10. Jeremy Lin è campione NBA.
Coach Nick Nurse, voto 9,5: Il mancato 10 è dovuto al fatto che probabilmente gara 5 avrebbe potuto chiudere i giochi, ma è nulla confronto all’intelligenza dimostrata da quest’uomo, che ha preso in mano una squadra alla quale mancava sempre il centesimo per fare l’euro, e l’ha portata ad essere una squadra in grado di imporre il proprio ritmo quasi in ogni serie di questi Playoff. Sicuramente avere Leonard ha aiutato, ma la fiducia sempre in aumento di Siakam nel corso della stagione – e della serie – l’autorevolezza con cui è stato inserito Gasol, il coraggio di affidarsi Vanvleet e una miriade di altre cose, hanno sicuramente la firma di Nick Nurse. Chapeau.

