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Golden State Warriors The Day After, il mondo stravolto in 72 ore, Kerr: “Siamo in un loop”

di Michele Gibin
draymond green

Golden State Warriors, The Day After.

Raramente in casa Warriors si sono vissute 72 ore più – sportivamente – drammatiche delle ultime passate dai vertici della squadra, GM Bob Myers in testa, e dai giocatori.

L’ultimo dei tanti dettagli emersi dallo spogliatoio degli ormai ex bi-campioni NBA parla di uno Stephen Curry frustratissimo ed arrabbiato accanirsi contro i muri della vecchia Oracle Arena, dopo l’uno-due ricevuto in pieno volto dalla squadra con i gravi infortuni di Kevin Durant e dello sfortunato Klay Thompson.

Frustrazione di Curry già evidente in campo, durante i lunghissimi secondi passati dopo la caduta a terra di Thompson, con il suo sodale di tante battaglie che prima scaglia il pallone sul parquet con forza, per poi raccogliersi con sguardo perso ed il paradenti perennemente tra le labbra, mentre i compagni accompagnavano Klay a braccia verso gli spogliatoi.

Gli Warriors superstiti hanno lottato sino all’ultimo possesso per la loro stagione, ma la off-season più importante della storia della franchigia era virtualmente già iniziata.

Le free agency di Durant e Thompson rimarranno, certezze alle quali si è aggiunta – purtroppo – l’ulteriore certezza che sia il due volte MVP delle finali NBA che il figlio del grande Mychal saranno costretti a saltare per intero la prossima stagione.

Golden State Warriors, Myers: “Durant e Thompson meritano di essere premiati”

I Golden State Warriors porranno al centro della loro estate il rinnovo al massimo salariale di Klay Thompson. Operazione data per scontata già prima dell’infortunio, confermata già tempo fa da uno dei proprietari della squadra (Joe Lacob), ed oggi doverosa dopo l’attaccamento alla causa ed alla squadra dimostrato da Thompson fino alla fine, anche con un ginocchio danneggiato.

Non sarei un buon GM se non comprendessi il valore di Thompson e Durant per la nostra squadra” Così Bob Myers “Siamo 9-1 nelle finali NBA con Kevin (Durant, ndr) in campo, un dato che la dice lunga. Klay (Thompson, ndr) è fantastico, sono due giocatori che ogni squadra dovrebbe avere il dovere di trattenere ad ogni costo“.

Se per Thompson, per chi dà peso a questo tipo di elucubrazioni, potrà valere un sentimento di “appartenenza”, o di lealtà verso la franchigia che 9 anni fa lo scelse in uscita da Washington State ed ha fatto di lui un All-Star ed un 3 volte campione NBA, diverso e più complesso il discorso per Kevin Durant.

L’ex OKC Thunder ha 30 anni. La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più brutali che possano capitare ad un giocatore di pallacanestro, e su diversi esempi purtroppo esistenti, sono pochi i casi di giocatori ritornati sui livelli pre-infortunio, ad anni di distanza.

Nelle ultime stagioni, un infortunio del genere è toccato al “vecchio” Kobe Bryant, a Wesley Matthews (allora ai Portland Trail Blazers), a Rudy Gay, ed al compagno di squadra DeMarcus Cousins. Il recupero quanto più pieno possibile dopo l’intervento è – per testimonianza dei diretti interessati – lungo e difficile, con tempi che vanno ben oltre il “semplice” ritorno ufficiale sul campo da gioco.

Kevin Durant potrà tra qualche giorno uscire dal suo contratto biennale da circa 64 milioni di dollari, per negoziare un rinnovo al massimo salariale con gli Warriors, o con un’altra squadra. I primi report parlano di “interesse immutato” da parte delle tante squadre interessate a KD, nonostante il lungo stop che si profila. Verità? Pretattica? Rispetto per la figura di Durant? Difficile dirlo ora, le uniche parole di cui oggi vale la pena tenere conto suono quelle di Myers:

Dirò solo che (Durant e Thompson, ndr) meritano entrambi la giusta riconoscenza. Come detto, sono due giocatori fondamentali per noi (…) trovare persone con le loro qualità umane non è semplice, e quando le trovi farai poi di tutto per tenerle con te“, Bob Myers dichiara implicitamente l’intenzione della squadra di proporre ad entrambi i giocatori il massimo consentito in termini di denaro e durata del contratto.

Steve Kerr ed il futuro dei Golden State Warriors: “Infortuni cambiano il panorama”

Due rinnovi che se portati a buon fine proietteranno il salary cap dei Golden State Warriors alla cifra mai toccata prima di 375 milioni di dollari in salari, ai quali andrà ad aggiungersi la pesante luxury tax prevista per le squadre “recidive”. Il gruppo proprietario degli Warriors ha sempre dichiarato di – sostanzialmente – non farne una questione di soldi. La squadra si trasferirà dal prossimo anno al Chase Center di San Francisco, un palazzo dello sport di proprietà, che ancor prima di aprire i battenti ha già portato nelle casse societarie un miliardo e mezzo di dollari di utili.

Introiti che però andranno confermati ed aumentati nel tempo. Quale potrà essere la reazione del nuovo pubblico di ‘Frisco ad una stagione giocata senza Kevin Durant (che rimanga o che si trasferisca altrove), e senza Klay Thompson (il giocatore più amato dalla gente di Oakland)?

Ci saranno comunque Stephen Curry e Draymond Green, Andre Iguodala giocherà – salvo sorprese – almeno un’altra stagione. Steve Kerr sarà ancora al posto di comando, la squadra cercherà di trattenere Kevon Looney – altro idolo delle folle – se ve ne sarà la possibilità.

DeMarcus Cousins sarà free agent, gli Warriors non avranno altro modo di trattenerlo se non riproponendogli la mid-level exception con cui l’ex Pelicans arrivò sulla Baia la scorsa estate. Scenario difficile da immaginare, sebbene non sia chiaro di quale tipo di mercato potrà godere l’ex stella di Kentucky dopo una stagione complicata.

Dal draft 2019 e dalla scelta numero 28 difficilmente potrà arrivare un giocatore d’impatto immediato, il giovane Damian Jones aveva mostrato segnali di crescita prima di un infortunio che ha posto fine alla sua stagione, e l’anno prossimo avrà una chance di tornare nelle rotazioni di coach Kerr. Quinn Cook sarà free agent, e potrà sicuramente puntare ad un contratto a cifre maggiori in una squadra che possa garantirgli più minuti.

Cousins? Credo che potremo avere una chance (di trattenerlo a Golden State, ndr)” Kerr sulla free agency di DeMarcus Cousins “Speriamo ovviamente per lui che possa andare a guadagnare più soldi altrove, ma chi lo sa? Ogni anno è diverso, quest’estate ci saranno tante squadre con tanto spazio salariale e soldi da spendere. Noi avremo il nostro daffare con Kevin e Klay, ma chi può sapere come le cose si evolveranno? Ciò che posso dire è che c’è un futuro in questa squadra per DeMarcus Cousins, se deciderà di rimanere“.

Gli infortuni hanno gettato tutto in un loop” Ancora Steve Kerr, che ha terminato la sua stagione abbracciando da fratello maggiore un delusissimo Curry dopo l’errore sull’ultimo possesso di gara 6 “Non ho idea di che cosa Kevin Durant deciderà di fare. Quello che so è che rivogliamo tutti qui, pensiamo che quella attuale sia la situazione ottimale sia per noi che per lui. Per cui, proseguiamo con l’idea di trattenerlo qui con noi, sapendo però che la scelta spetta solo a lui, e che sarà una scelta che noi rispetteremo. Vogliamo solo il suo bene, la decisione sarà solo sua“.

Quello che è accaduto negli ultimi giorni” Prosegue Kerr “Non ha precedenti, nemmeno negli incubi più terribili. Due infortuni così a due dei tuoi giocatori migliori, a poche ore di distanza. Quando mai potrà accadere di nuovo una cosa del genere? Ora siamo in acque inesplorate“.

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