Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersKobe Bryant: “E’ fondamentale il focus mentale. Non rinnego nulla di quanto fatto con Howard”

Kobe Bryant: “E’ fondamentale il focus mentale. Non rinnego nulla di quanto fatto con Howard”

di Eugenio Calafato

Kobe Bryant ospite del “Grantland Baketball Hour”: nell’angolo del “Keep it 100”, viene chiesto a Jalen Rose di dire l’assoluta verità e spiegare le motivazioni di una frase detta nei confronti di Kobe Bryant durante le NBA Finals del 2000, dove i suoi Indiana Pacers incontrarono i Los Angeles Lakers di Kobe e Shaq.

“Non voglio che Kobe si infortuni… ma voglio che si faccia male” la frase incriminataRose si giustifica dicendo che quella frase è stata pronunciata perché effettivamente Rose sperava che Kobe si fosse fatto male solo per quella serie. Comunque si rende conto di essere di fronte ad uno dei più grandi giocatori della storia e, in un ambiente di totale tranquillità e serenità, chiede scusa al #24 dei Lakers.

Kobe accetta le scuse, e Jalen continua il suo discorso sostenendo che Bryant è uno di quei ragazzi che se si trova in una lotta, riesce a trovare il modo di vincerla. Kobe conferma e risponde dicendo che non si era dimenticato di quella frase, ma che stava solo aspettando il momento per la vendetta; non sa se sia stato solo un caso, ma fortunatamente la vendetta la ottenne.

Rose riprende parola dicendo che in fondo è quello che ha sempre sostenuto pensando a quella partita, non c’era stato trash-talking né nulla che potesse distrarre Bryant. Era totalmente concentrato come se fosse in trance agonistica. Sempre secondo Jalen questo genere di focus emotivo è quello che manca ai giovani giocatori di oggi. Kobe però ritiene che sia difficile arrivare a questo status mentale, ma una volta che ci riesci, è solo un problema di riuscire a realizzare che tu sei lì e rimanere focalizzato sulla gara.

Nell’angolo del “GBH Mailbag”, Kobe Bryant invece risponde ad alcune domande poste dai fans.

La prima: Cosa cambieresti del tuo comportamento nei confronti di Dwight Howard quando giocavate insieme?”

“Nulla.  Non cambierei assolutamente nulla. Ho imparato ad essere un leader guardando Magic, Bird, Michael e quel genere di ragazzi. Quando ho dovuto prendere in mano le chiavi del team per portarlo ad un livello più alto, ho sempre pensato che mi sarei dovuto comportare come loro. Non posso scusarmi per nessun tipo di atteggiamento. Nessun rimpianto.

La seconda: Hai vinto una sola volta il titolo di MVP. Perchè?

“ Perchè è una cosa che decidono i media. Non ho mai detto di voler vincere molti MVP o molti anelli, ma è chiaro che mi dispiace non aver vinto il titolo da MVP nel 2006. Sì alla fine non è la cosa che conta di più vincere questo genere di riconoscimento, ma poi vuoi vincerne il maggior numero che puoi”.

Per NBA Passion,
Eugenio Calafato

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