Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, Jordan Clarkson è l’unica nota positiva di questa stagione fallimentare?

Lakers, Jordan Clarkson è l’unica nota positiva di questa stagione fallimentare?

di Giuliano Granata

I Los Angeles Lakers, ormai giunti alla fase finale della stagione, si ritrovano per il secondo anno consecutivo senza nessuna possibilità di raggiungere i playoff e uno dei peggiori record della lega (20-53). Tra i vari fallimenti e i parecchi eventi sfortunati (come l’infortunio di Bryant) che si sono abbattuti sulla franchigia californiana è possibile, se non addirittura necessario, trovare una nota positiva che possa far sperare in qualcosa o meglio qualcuno, oltre al Black Mamba, che meriti di indossare la maglia purple&gold. Questo qualcuno è sicuramente Jordan Clarkson, il rookie proveniente dall’Università del Missouri, che è stato scelto con la 46esima scelta assoluta dai Washington Wizards e poi immediatamente ceduto ai Lakers per un valore cash di 1,8 milioni di dollari durante l’ultimo Draft NBA.

La sua prima stagione in NBA è stata molto difficile ma il giovane ventiduenne si è sempre dimostrato uno capace di superare le avversità (non solo sportive) che la vita gli ha messo di fronte, come per esempio la bruttissima notizia che suo padre, Mike, accompagnato dalla sua matrigna Janie, gli ha raccontato dopo una delle sue migliori prestazioni collegiali con Missouri (28 punti contro Kentucky) di essere malato di una rara forma di cancro nella parte inferiore della schiena. Nonostante tutto riuscì a concludere la stagione discretamente e decise di lasciare il college per provare a convincere le franchigie NBA a puntare sulla sua esplosività e velocità, accompagnato dalla buona notizia che suo padre avrebbe potuto farcela dopo lunghi trattamenti e ben due operazioni. Proprio ultimamente il vecchio Mike è tornato a lavorare a San Antonio per la Air Force.

Jordan Clarkson, playmaker dei Lakers con suo padre Mike e la sua matrigna Janie.

Jordan Clarkson, playmaker dei Lakers con suo padre Mike,sua fonte di ispirazione, e la sua matrigna Janie.

Dopo essere rimasto in panchina per 23 delle prime 43 partite, il ragazzo non si è perso d’animo, continuando a lavorare e dimostrando una caparbietà fuori dal comune, tanto da colpire non solo Byron Scott ma anche futuri Hall of Famers come Steve Nash e Kobe Bryant. Proprio l’infortunio di Kobe e la deludente stagione di Jeremy Lin gli hanno permesso di entrare in quintetto, dove ha fatto il suo esordio contro gli Spurs a San Antonio davanti la sua famiglia e dove è praticamente cresciuto a livello cestistico. Da quel momento in poi è diventato un giocatore chiave nelle rotazioni dei Lakers, alternando prestazioni mediocri a grandi exploit (come i 30 punti e 7 assist contro i Thunder). Attualmente sta viaggiando a 14,9 punti , 4,1 assist e il 45% dal campo nelle ultime 30 partite come titolare a dimostrazione delle sue buonissime qualità.

Insomma a Los Angeles credono di avere tra le mani un giocatore che potrebbe diventare un vero e proprio ‘steal of the Draft’ e lo stesso Scott ha dichiarato più volte che se Jordan riuscisse a migliorare alcuni aspetti del suo gioco, in particolare la gestione della palla, potrebbe diventare un grande playmaker e che in futuro potrebbe avere un’opportunità di diventare un All-Star, anche se tutto ciò, al momento, sembra alquanto utopistico ma non è per nulla scontato. E’ necessario contestualizzare le sue cifre e inglobarle all’interno del contesto ‘perdente’ dei Lakers di quest’anno, i quali però daranno un’altra possibilità al giovane Clarkson, forse uno dei pochi ad essere confermato, che per il prossimo anno ha una team-option, neanche troppo costosa, da $845,059 mila dollari e dovrà cercare di sfruttarla al meglio, magari anche con l’aiuto della prossima Summer League, per riconfermarsi il playmaker titolare dei Lakers, probabilmente al fianco dell’evergreen Bryant.

Per NBA Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).

You may also like

Lascia un commento