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Il XVI secolo ha rappresentato per la Spagna il periodo di maggior sviluppo economico, politico, artistico e militare della sua storia. Nel 1492 Cristoforo Colombo era arrivato in America e aveva dato il via alla colonizzazione dei “conquistadores” e a un conseguente periodo di prosperità per l’Impero spagnolo. L’epoca di benessere sembrava poter durare a lungo, ma già nel Seicento, mentre gli altri Paesi europei stavano vivendo lo sfarzo e la ricchezza del Barocco, la Spagna iniziò un lento declino, che culminò nella guerra di successione.
Baltasar Graciàn, uno degli scrittori più importanti della storia dello Stato iberico, in merito a questi anni di crisi, disse: “Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato“.
La flessione della Spagna e la citazione di Graciàn hanno uno stretto legame di parentela con la carriera, in particolare quella recente, di Rajon Rondo: l’esplosione e il suo “siglo de oro” negli anni 2008-2012, in un momento abbastanza difficile per le PG della lega, fatta eccezione per Nash, Rose, Paul, Parker, Williams e Westbrook. Poi il periodo seicentesco, con la sequenza di gravi infortuni mentre esplodevano i vari Irving, Wall, Lillard, Curry ecc. e infine, la guerra di successione, con il passaggio ai Mavericks e il via a una serie di prestazioni negative.
Graciàn parlava di adattamento, quindi andiamo insieme a vedere perché l’ex Celtics trova difficile adeguarsi al sistema offensivo di coach Carlisle. L’attacco dei Mavs si basa su un concetto fondamentale: il mantenimento delle corrette spaziature.
Su un pick and roll giocato tra Ellis e Chandler le spaziature dell’attacco sono perfette (Aminu è nell’angolo destro, fuori dall’inquadratura). Ben due difensori sono costretti ad aiutare sul centro e Villanueva riceve e tira con spazio.
Tutti gli esterni devono essere in grado sia di portare palla e penetrare, sia tirare da uno scarico. Così i Texani sono diventati progressivamente una squadra da “penetra e scarica“, con un penetratore, appunto, un lungo pronto a tagliare a canestro e a prendere rimbalzi e tre giocatori appostati sul perimetro pronti a ricevere e tirare. Per questo motivo, avere un’ala grande come Nowitzki, il quale può eseguire il ruolo di stretch four perfettamente, diventa fondamentale per costringere la difesa avversaria a collassare e liberare spazio per i tiratori.
Ellis e Wright giocano un pick and roll e la SG penetra in area. Entrambe le ali, Jefferson e Crowder, sono buoni tiratori e quando la difesa collassa (5 uomini nel pitturato dei TWolves vs 2 dei Mavs), il giocatore ora in forza ai Celtics mette la tripla aperta.
Oltre a una staordinaria efficacia sul pick and roll, i Mavericks possono vantare un playbook ricco di set plays molto varie tra loro e che sfruttano i pregi di ogni giocatore. Per intenderci, Carlisle è stato in grado di creare un sistema in cui buoni tiratori da tre tirano dal perimetro, buoni tiratori dal mid-range tirano long two e i migliori giocatori d’area attaccano il pitturato.
Ecco un esempio di shuffle offense, con Rondo che passa la palla a Nowitzki e va a bloccare per Chandler, il quale riceve al gomito il passaggio del tedesco. Mentre Nowitzki esegue lo shuffle cut, Ellis si allontana dall’area per ricevere da Chandler e liberare spazio per il taglio del capitano. Il pitturato è completamente libero e Nowitzki deve solo appoggiarla al tabellone.
In questa sequenza vediamo una delle set plays più utilizzate dai Texani, con Harris che riceve un doppio blocco, ma poi va lui stesso a bloccare per Nowitzki. Quest’ultimo riceve da Parsons e mette asegno il jumper dalla media.
Situazione d’attacco per i Mavs che decidono di giocare la flex offense, con Chandler che riceve un blocco da Ellis e riceve al gomito. Nel frattempo Nowitzki porta un blocco orizzontale a Parsons e ne riceve uno verticale da Nelson. Il tedesco esce con spazio e mette a segno il long-two.
A questo punto è comprensibile perché Rondo non si trovi a suo agio nell’attacco dei Mavs: l’ex Celtic è un pessimo tiratore e un portatore di palla permanente, in una struttura che non ha bisogno di un ball handler principale, ma di buoni tiratori. Gli avversari hanno praticamente un giocatore da marcare in meno quando RR9 è sul perimetro e possono tranquillamente concedergli un tiro semiaperto quando invece porta palla. Tuttavia nelle ultime partite s’è verificato un cambiamento di tendenza per quanto riguarda le prestazioni del prodotto di Kentucky e, più in generale, dell’attacco dei Mavericks. Carlisle sembra aver trovato il modo per sfruttare al meglio le qualità di Rondo e il poco rispetto che le difese avversarie hanno nei suoi confronti: giocare il pick and roll più vicino al pitturato e utilizzare più blocchi verticali per rendere le penetrazioni dell’ex Celtic più frequenti.
In questa sequenza Rondo sfrutta il poco rispetto che gli avversari hanno nei suoi confronti per giocare un pick and roll molto vicino a canestro. Il blocco di Chandler arriva all’altezza della linea del tiro libero e Rondo riesce a penetrare in area. A questo punto Waiters deve aiutare su Chandler e Parsons è libero in angolo per la tripla.
Su un pick and roll giocato tra Rondo e Chandler, questi cambia il consueto angolo di blocco e permette a Rondo di penetrare. La PG attacca Vucevic nel pitturato e guadagna un fallo.
Passiamo ora alla fase difensiva, nella quale il rendimento della squadra texana è nettamente inferiore rispetto a quello in fase offensiva. Nella propria metà campo i Mavs sono andati spesso in sofferenza nel corso della stagione e il loro Defensive Rating è il sedicesimo migliore della lega. Non si tratta solo di cattive individualità, ma anche di un sistema che non offre grandi sicurezze. Infatti, a differenza della maggior parte delle squadre NBA, le quali cercano di concentrare tutte le penetrazioni sulla linea di fondo, i Texani seguono una diversa filosofia: sul pick and roll la scelta è quella di raddoppiare sul portatore, costingerlo a interrompere il palleggio e contemporaneamente innescare una serie di rotazioni dal lato debole.
I Clippers giocano un pick and roll con doppio blocco per Paul. CP3 viene raddoppiato e costretto a interrompere il palleggio, perdendo un tempo di gioco. Rondo sfrutta il momento di indecisione per cambiare e recuperare su Barnes. I Clippers non mantengono il vantaggio.
La difesa, quindi, riservando grande attenzione al ball handler, soffre quando il bloccante è un buon tiratore e può allargarsi per un pick and pop. Si viene a creare una situazione di vantaggio per l’attacco sul lato debole, che difficilmente viene recuperato e spesso si conclude con un tiro aperto concesso.
Vediamo come la difesa dei Mavs è vulnerabile sul pick and roll. In quest’azione Gasol porta un blocco a Rose e si allarga per un pick and pop. L’ex MVP viene raddoppiato da Chandler e Gasol è in grado di ricevere, tirare e segnare con spazio.
Situazione simile a quella precedente, con i Mavs che si ritrovano a dover difendere su un pick and roll centrale. Westbrook viene raddoppiato e Parsons è costretto a muoversi in anticipo per evitare che Kanter ricevi libero nel pitturato. In compenso Morrow è libero in angolo e mette a segno la tripla con spazio.
In conclusione, le prestazioni di Rajon Rondo sono diventate un vero e proprio caso, ma coach Carlisle sembra aver già trovato le contromisure adatte per far tornare il suo playmaker ai fasti di un tempo. Se la Spagna, dopo il siglo de oro, non è più riuscita a ridiventare la superpotenza di un tempo, i tifosi dei Mavs, invece, hanno ben ragione di sperare di rivedere RR9 fare giocate di questo genere.









































