“The defense is so good right now our offense is allowed easy baskets. They’re angry when the other team scores.”
Doc Rivers sintetizza così il momento magico dei suoi Clippers. I losangelini in questo momento fanno paura: 10 vittorie su 11 partite giocate, miglior difesa della lega e quarto miglior attacco dopo Golden State, Atlanta e Cleveland.
Questa notte le vittime sono stati i Brooklyn Nets, annichiliti col punteggio di 95-127. Tutto sommato non è andata neanche malissimo ai newyorkesi, che nel secondo quarto erano sotto 14-43.
DA LOB CITY A STEAL CITY
Dell’attacco dei Clippers se ne è sempre parlato. Chris Paul ha la solita incredibile visione di gioco, Griffin negli anni ha costruito un tiro affidabilissimo dal mid-range che si aggiunge al suo strapotere fisico in pitturato, Jordan è il solito schiacciasassi e Redick sa fare benissimo il suo lavoro. A questi si aggiungono due ottimi scorer dalla panchina come Crawford e Speights. Nonostante questa grande capacità offensiva, i successi di CP3 e compagni si costruiscono sulla difesa.
I numeri dei Clippers ci possono aiutare a spiegare questa evoluzione. Come già detto, i losangelini sono la miglior difesa della lega. Concedono 92.2 punti agli avversari, 3.9 in meno dei secondi in classifica (Spurs). Il segreto è il pressing: gli uomini di Rivers sono infatti leader nelle palle rubate e nel rapporto tra assist e palle perse degli avversari. Se a questo aggiungiamo che sono terzi per punti in transizione (17.8 a partita) non è difficile capire come prendano forma i loro parziali devastanti.
Per fortuna però i Clippers non sono venuti meno alla loro vena artistica. Le schiacciate di Blake Griffin e Deandre Jordan ne sono la prova.

CHRIS PAUL IN AZIONE
STRONGER THAN NUMBERS
Qui si torna alle parole di Doc che hanno aperto l’articolo. I numeri di questa squadra non sono tecnici, sono numeri che sottolineano la grinta di questi giocatori. Questi numeri non sono uno stile di gioco ma la conseguenza di esso. Serve ovviamente una grande organizzazione difensiva per ottenerli ma praticarla così morbosamente fin dall’inizio, nell’era filosofica del “risparmiarsi per i playoff”, è quasi sorprendente. Piacevolmente, sia chiaro.
GUARDA CHE C’È SCRITTO CLIPPERS EH
Attingiamo dalla celebre battuta di Federico Buffa per introdurre un tema decisamente particolare. I Clippers sono notoriamente una franchigia perdente. Tra infortuni (vedi l’ecatombe dell’anno scorso), sconfitte al limite del credibile (ricordate la rimonta di Houston due anni fa da 3-1 a 4-3?) Sembra proprio che la parola “vincere” non si avvicinerà mai a questa squadra. Questa squadra sa farsi del male da sola (anche letteralmente, come Paul e Jordan in questo video).
Ad oggi però la consapevolezza di questa squadra è completamente diversa, forse questo potrebbe essere l’anno giusto per arrivare almeno in finale di conference. Il tutto, ovviamente, sfiga permettendo.

