“[Frye] called me and said, ‘Live in the moment, first of all’. He’s like, ‘You’re 27 years old, you’re playing in the Eastern Conference finals.’ He goes, ‘We don’t care if you 0-for-25. Just be aggressive, make an impact on the game and go out there and play hard. Let’s get a win.’ But he also told me no one is immune to the NBA playoffs, either. That kind of stuff happens. There’s different ways to impact the game. There’s different ways to get the job done. That was a big deal for me to hear that come from him.”
In quest’intervista Kevin Love racconta come Channing Frye abbia cercato di aiutarlo a riprendersi dalle ultime prestazioni deludenti. Gara 3 e Gara 4 sono state infatti partite molto difficili per il numero 0 dei Cleveland Cavaliers: in queste ha raccolto appena 13 punti con un pessimo 5/23 dal campo ed è stato lasciato in panchina nei momenti decisivi di entrambe le sfide. Il prodotto di UCLA non si è perso d’animo ed in Gara 5 ha zittito tutti i detrattori con una prestazione superlativa: il nostro ha infatti messo a referto 25 punti in 24 minuti (con 8/10 dal campo e 3/4 da 3 punti) ed ha messo in mostra una ritrovata intensità difensiva. La partita era già in cassaforte al suono della sirena dell’intervallo lungo, a cui si è arrivati con il punteggio di 34-65, quindi i pochi minuti in campo di Love sono dovuti a circostanze decisamente più piacevoli per lui e per tutti i Cavs rispetto alle uscite canadesi.

KEVIN LOVE E CHANNING FRYE, UNA VOLTA AVVERSARI ED ORA COMPAGNI
È proprio in Canada che il “beach boy” ha giocato le sue peggiori partite di playoff in carriera ed è qui che dovrà dimostrare di essere definitivamente recuperato se non vorrà tornare a sedersi in panchina nei momenti chiave. Nessuno è immune ai playoff NBA, Kevin Love adesso ne è pienamente consapevole e farà di tutto per portare la sua squadra verso il titolo.

