Mavericks, primo bilancio: bene i volti nuovi, Nowitzki è evergreen | Nba Passion
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Mavericks, primo bilancio: bene i volti nuovi, Nowitzki è evergreen

Mavericks, primo bilancio: bene i volti nuovi, Nowitzki è evergreen

E dire che quest’estate, dopo il rocambolesco dietrofront firmato DeAndre Jordan, molti davano i Dallas Mavericks in procinto di affrontare una stagione travagliata, portandosi dietro altri dubbi: giocatori in fase calante, altri elementi non utili alla causa e delle acquisizioni dal retrogusto della semplice scommessa. I texani però hanno iniziato l’annata con un piglio che pochi si aspettavano.

Rick Carlisle, head coach dei Dallas Mavericks.

Rick Carlisle, head coach dei Dallas Mavericks.

Attualmente la franchigia di proprietà del vulcanico Mark Cuban è terza nella Western Conference dopo 11 match giocati, con un record di 7 vittorie e 4 sconfitte. L’attacco è il quindicesimo di tutta la lega, con un offensive rating di 100.6 punti fatti ogni 100 possessi. La manovra, rispetto all’anno scorso, è decisamente cambiata, con la squadra che gioca maggiormente sui 24 secondi cercando di coinvolgere tutti i giocatori presenti sul parquet. Difensivamente invece i Mavs hanno ancora qualcosa da rivedere (nella graduatoria generale sono dodicesimi): infatti non c’è ancora un’organizzazione precisa riguardo i cambi sul pick and roll e su alcune letture, come quella che porta i singoli difensori a collassare sul pitturato lasciando troppo spazio ai tiratori.

Il cambiamento sopracitato ha investito tutti i reparti del roster, a cominciare dal backcourt. Fallito l’esperimento Rajon Rondo, il front office ha deciso di puntare sul vecchio pallino Deron Williams, arrivato dopo essersi liberato dai Brooklyn Nets. Il classe 1984 si sta rivelando un elemento più adatto al sistema di coach Rick Carlisle rispetto al suo predecessore: oltre a far girare meglio la squadra (viaggiando ad una media di 5.3 assist) ha portato una buona dose di punti in dote, circa 12.7 a gara tirando col 41.8% dal campo. Un impatto discreto per D-Will, che in termine quantitativo si attesta all’11% secondo il player impact estimate. A fargli compagnia c’è un Wesley Matthews sempre più in ascesa, che ormai si è messo alle spalle il grave infortunio al tendine d’Achille. L’ex Portland Trail Blazers ha portato una ventata di novità, mostrandosi la classica guardia 3&D in grado di fare il lavoro sporco nelle retrovie e di punire gli avversari dall’arco, proprio come faceva nell’Oregon. I numeri sono ancora da migliorare (1o.1 punti,2.4 rimbalzi e 1.4 assist) ma la strada è quella buona.

 Dirk Nowitzki.

Dirk Nowitzki.

A guidare la ciurma c’è ovviamente un Dirk Nowitzki. Il lungo tedesco, nonostante le 37 primavere che si carica sul groppone, sta dimostrando di avere ancora tanto da dare alla franchigia e alla NBA: con un minutaggio abbassato di circa 8 minuti (ne gioca più o meno 28.1) WunderDirk ha finora messo a referto mediamente 18.1 punti, 7 rimbalzi e 1.5 assist. Dalle sue mani da pianista passano molte delle ambizioni da playoff del team, tenendo conto anche dell’alto player impact estimate che si attesta al 17.4%. Evergreen. Sotto le plance, in quintetto, un buon Zaza Pachulia non sta facendo affatto rimpiangere il mancato arrivo del sopracitato DeAndre Jordan. Già, il centro georgiano sta contribuendo tanto soprattutto a rimbalzo (media di 9.6, attuale leader di franchigia) e sta dando un mano nella metà campo offensiva tirando col 43.5% dal campo. Non sarà uno dei primissimi giocatori nel suo ruolo ma sicuramente si sta rivelando un ingranaggio importante per lo scacchiere tattico.

Sulla via del definitivo recupero c’è un Chandler Parsons voglioso di riscattare la passata stagione, in cui non è riuscito a dare il meglio. Per ora Carlisle ne sta centellinando l’uso impiegandolo per quasi 16 minuti a partita ma l’impressione è che l’ex Houston Rockets presto diventerà ancora più solido. E poi ci sono i validi gregari come un Dwight Powell letteralmente sorprendente (10.5 punti, 8.1 rimbalzi e 1.4 assist di media in 22.1 minuti) utile per la sua grinta ed efficacia ed un ritrovato Raymond Felton, che potrebbe divenire una risorsa importante uscendo dalla panchina.

Insomma, le premesse negative sul loro conto, per il momento, sono state archiviate: ora sta ai Mavericks proseguire il cammino mantenendo questo trend, affinando i dettagli da limare in modo tale da ritagliarsi un pass in postseason, traguardo che non sembra poi così lontano dalla loro portata.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio ( @daniele_maggio on Twitter)

Daniele Maggio
daniele99maggio@gmail.com

Giornalista pubblicista dal 2016. Editor di NBAPassion.com per quanto riguarda la sezione approfondimenti, tratta della lega di basket più famosa al mondo in tutte le sue salse. Si occupa di calcio come corrispondente della Gazzetta dello Sport seguendo la Virtus Francavilla, formazione del girone C della Serie C.

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