Mavs, Williams e Matthews sono tornati a giocare | Nba Passion
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Mavs, Williams e Matthews sono tornati a giocare

Mavs, Williams e Matthews sono tornati a giocare

Lincoln, capitale del Nebraska, nella lingua chiwere vuol dire “acqua calma”. Un aggettivo perfetto per descrivere la preseason dei Mavs che, nella notte appena trascorsa, hanno perso contro i Chicago Bulls la loro ultima partita prima dell’inizio della regolar season.

Il tabellino dice 103-102, in una gara giocata a tratti a ritmi da regolar season (32-28 per i Bulls nel primo quarto), a tratti da normale preseason. Finite le partite di preparazione, bisogna sottolineare che la squadra texana è stata l’unica franchigia ad essere rimasta a secco di W durante tutta la preseason. Tuttavia questa cosa pare non preoccupare troppo l’head-coach Rick Carlisle, che commenta così ai microfoni di NBA.com “ Io non conosco il nostro record, ma so solo che in alcuni punti di questa partita abbiamo segnato. Noi abbiamo vinto qualche sfida personale, ma loro non ci hanno concesso di esprimere tutto il nostro potenziale”

Lo starting five di quest’incontro era composto da 4/5 di quello che sarà il quintetto ideale per la futura regolar season, composto da Zaza Pachulia, Dirk Nowitzki, Raymond Felton, Wesley Matthews e Deron Williams, (quest’ultimi due non ancora al 100% della forma fisica).

Leggendo questi nomi in formazione era lecito aspettarsi qualcosa di più, ma è stato proprio il ritorno di entrambi i giocatori infortunati sul parquet ad entusiasmare i tifosi che hanno potuto vederli all’opera nonostante i pochi minuti a disposizione (circa 15 a testa).

L’ex Brooklyn Nets ha smistato qua e là ottimi passaggi, correndo con relativa facilità e avendo una buona chimica nel pick-and-roll con Pachulia. In difesa, tenendo conto delle sue condizioni fisiche, si può dire che ha retto discretamente le penetrazioni di Rose e Butler. Tutto lascia pensare quindi che D-Will sia il play ideale per Carlisle grazie alla sua capacità di orchestrare la rete di passaggi e alle decisioni prese sui tiri. L’allenatore si è espresso così su di lui: “Mi piace il modo in cui ha giocato, soprattutto se consideriamo che Deron non ha disputato neanche una partita di preseason. Dopotutto, il suo ritmo è stato inaspettatamente buono.”

Deron Williams

Deron Williams in azione la scorsa notte contro i Chicago Bulls

Discorso leggermente diverso per Matthews: il nativo di San Antonio (Texas) si è mostrato lento nel correre e nel farsi trovare pronto al tiro, oltre a faticare nel farsi cercare dai compagni. Per questo motivo la sua serata si è chiusa con “soli” 7 punti, 3 rimbalzi e 2 assist. Tuttavia, se si pensa che 7 mesi fa questo ragazzo subiva la rottura del tendine d’Achille della gamba sinistra, il solo ritorno in campo può essere considerare un avvenimento fuori dal comune.

Wesley Matthews

Wesley Matthews

Nonostante la notizia del ritorno in campo dei due lungodegenti sia stata la cosa più importante della notte, non è passata inosservata la prestazione di Dwight Powell. La power forward, ultimo residuo della trade Rondo, ha concluso il match con 14 punti con 11 rimbalzi: seppur sia ancora “immaturo” dal punto di vista cestistico, il ragazzo sta continuando a lavorare sodo per poter migliorare il tiro e la difesa, non ancora brillantissime ma con grandi possibilità di crescita.

“Quando siamo in salute, possiamo essere esplosivi. Non vedo l’ora che tutti possano ritornare in campo e far vedere quello che possiamo fare. Penso che la chimica che abbiamo fuori dal campo sia grandiosa e, sebbene in campo non abbiamo avuto molto tempo per giocare assieme, siamo un gruppo di ottimi ragazzi” ha affermato Charlie Villanueva al termine della partita.

Aspettando il ritorno di Chandler Parsons, i Dallas Mavericks vogliono tirar fuori tutto il potenziale di ogni singolo giocatore, anche da quelli che normalmente siedono in panchina. Un esempio su tutti è stato John Jenkins, autentico trascinatore in questa preseason, che contro i Bulls ha sparato a 5.9 secondi dalla fine la tripla della possibile vittoria, prima di essere beffato nell’azione successiva da Doug McDermott, che, con un splendido fade away nel possesso successivo, ha portato Chicago alla vittoria. Nonostante ciò, per Jenkins la partita è stata decisamente positiva, grazie ai 13 punti segnati insieme a 5 rimbalzi e 2 assist in poco più di 15 minuti.

In conclusione quindi, sebbene i texani abbiano rimediato sette sconfitte in sette partite, sono comunque riusciti a creare una buona alchimia di squadra che li potrebbe portare, in ottica di 82 partite, a traguardi che ad oggi nessuno sembra pronosticare, ma che fanno sognare i tifosi impazienti dell’inizio di questa nuova stagione.

Per NBA Passion,

@DavideBomben

Davide Bomben
dvdbomben@gmail.com

Da sempre appassionato della palla a spicchi, mi sono innamorato del NBA quando vidi una chioma bionda muoversi e il resto del corpo compiere un fade away. E no, non era una cheerleader.

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