Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsNBA Prediction 2015-16: Golden State Warriors

NBA Prediction 2015-16: Golden State Warriors

di Olivio Daniele Maggio

Record: 60-22

Trionfare in NBA, si sa, è tutt’altro che semplice. Figuriamoci ripetersi: in quel di Oakland però si son messi già al lavoro per rivedere la Baia festante ancora una volta, dopo il successo raggiunto nella passata stagione e sognato da quaranta anni circa. Missione possibile ( con tutte le varianti del caso) per i Golden State Warriors, determinati a confermarsi come una delle primissime forze della lega.

Andre Iguodala e Draymond Green.

Andre Iguodala e Draymond Green.

Il motto squadra che “vince non si cambia” funziona sempre. Lo sa benissimo il front office della franchigia che in estate non ha stravolto troppo il roster andando invece ad aggiungere ulteriori tasselli. Fondamentale in questo senso la conferma di Draymond Green: l’ala, divenuta restricted free agent e cercata dai Detroit Pistons,  alla fine ha messo nero su bianco sul rinnovo quinquennale da 82 milioni di dollari. Precedentemente, via draft, il lungo Kevon Looney è stato scelto con la trentesima chiamata assoluta. Tramite una trade con i Philadelphia Sixers è invece arrivato Jason Thompson in cambio di Gerald Wallace, giunto precedentemente dai Boston Celtics insieme a Chris Babb, con David Lee che ha fatto il percorso inverso. Leandro Barbosa, il cui contratto era scaduto, è stato rifirmato con un annuale.

  • PM: Stephen Curry
  • SG: Klay Thompson
  • SF: Harrison Barnes
  • PF: Draymond Green
  • C: Andrew Bogut

Il quintetto per l’ormai imminente stagione dovrebbe essere praticamente lo stesso, basato sui principi basilari del famigerato small ball: ritmi alti, circolazione di palla e campo aperto sul lato debole in attacco; raddoppi, ripetuti cambi e aggressività sul pick and roll avversario per quanto riguarda la difesa. Dalla panchina partirà l’MVP delle ultime Finals, Andre Iguodala. Il sistema di gioco messo su in piedi da Steve Kerr è senz’altro oliato alla perfezione ed efficace, ma rischia di risultare troppo prevedibile agli avversari. Per questo non è da escludere l’inserimento di qualche innovazione tattica.

Steph Curry.

Steph Curry.

Ovviamente le chiavi della squadra saranno messe nelle mani di Stephen Curry. Il playmaker, lo scorso anno, ha sbaragliato la concorrenza a suon di magie e triple al confine dell’impossibile, assicurandosi il premio di miglior giocatore dell’anno e trascinando i suoi alla vittoria finale con una media in postseason di 28.3 punti, 5 rimbalzi e 6.4 assist. Il nativo di Akron dovrà mantenersi ai livelli alti della scorsa annata se vorrà  portare di nuovo il gruppo fino in fondo: il collettivo valorizza le sue capacità e viceversa, quindi le aspettative sul suo conto sono piuttosto alte. Ad affiancarlo ci sarà il compagno di merende Klay Thompson, chiamato a dimostrare di essere un giocatore ormai maturato definitivamente.

Festus Ezeli potrebbe invece rappresentare una potenziale sorpresa di casa Warriors. Dopo aver saltato la stagione 2013/2014 a causa di un infortunio al ginocchio, il centro nigeriano è riuscito a ritagliarsi la sua fetta di spazio nelle rotazione di Kerr, dando il suo contributo da mestierante soprattutto in difesa (quasi una stoppata di media in regular season) e a rimbalzo. Lecito aspettarsi più minuti da lui in campo: riuscirà a ripagare la fiducia nei suoi confronti? Interessanti risvolti potrebbero arrivare anche dall’apporto del nuovo arrivato Jason Thompson, pronto a dare nuove soluzioni al reparto lunghi a match in corso.

Nella competitiva e durissima Western Conference, la franchigia di Oakland intende lottare per i primissimi posti della graduatoria per poi approdare di nuovo alle Finals e cercare di confermarsi campioni. Con i San Antonio Spurs e i Los Angeles Clippers che si sono pesantemente rinforzati, gli Oklahoma City Thunder che inizieranno la stagione a ranghi completi e i sempre temibili Memphis Grizzlies e Houston Rockets, ripetere di nuovo il cammino compiuto nel 2015 sarà obiettivamente difficile.Tuttavia, data la forza e il valore di un gruppo consacrato nell’elité della lega, non è affatto da scartare un rematch coi Cleveland Cavaliers (strafavoriti ad Est): in fondo, quando Curry esclama “I can do all things” tutto può realmente accadere.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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